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Silvia Gallerano (Milano)
Assola
Elogio della solitudine
testi tratti da S. Berkof, R. Ciaravino, L. Minnelli, W. Shakespeare
consulenza drammaturgica Renata Ciaravino
luci Laura Bresciani
costumi Valentina Poggi
voce registrata Paolo Mazzarelli
grafica foto e aiuto incondizionato e generalizzato Alessandra
Maculan |
Silvia
Gallerano
via Fra Galgario, 8
20147 Milano
tel. 340 5963924
02 36512008 silviagallerano@hotmail.com |
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Menzione speciale Premio Scenario
2003
Motivazione della Giuria
“per l’ottima prova di un’attrice-autrice capace di toccare
con spietata e delicata ironia le ferite di una condizione femminile
che ha il coraggio di mettersi a nudo sulla scena” |
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| Assola “ Questa è la
cronaca abbastanza fedele di alcuni anni molto faticosi ma
belli che a un certo punto
mi sono capitati. L’unica cosa che si può dire
è che le cose capitano e noi dobbiamo lasciarle capitare.
Ma queste cose che capitano hanno la virtù principale
di sfracellarci la testa.
Adesso, con un inevitabile sfacelo sulle spalle, portandomelo
dietro tutti i giorni, dopo aver preso nota di tante cose,
sono tornato a vivere il mondo come prima. Un po’ mi
dispiace.”
Ugo Cornia
Personalmente sto spesso sola perché mi piace.
Non vedo necessariamente attorno a questa parola un’aura
di depressione.
Non sono neanche un’asceta e non cerco alcuna illuminazione.
Sicuramente da sola sono stata: felice, in attesa, sospesa,
innamorata, fidanzata, lasciata, in lutto, abbandonata, scansata,
depressa, ansiosa…
Parlare della solitudine è come parlare della vita,
e allora parto dalla mia solitudine, che almeno la conosco.
Come dice Ugo Cornia, a un certo punto della mia vita mi sono
capitate delle cose che hanno avuto la virtù principale
di sfracellarmi la testa e, aggiungo io, come primo effetto
quello di farmi chiudere nella mia stanza. Metaforicamente
e fisicamente (anche se in realtà il lusso di una camera
da sola ce l’ho da poco, comunque…).
E allora parto da questa stanza. Dai motivi che mi ci hanno
buttato dentro, dai fantasmi che la agitano, dal desiderio
di uscirne, dall’attesa del tempo giusto.
Io nella mia stanza tanto per cominciare ci sono finita per
un lutto. Anzi per vari lutti diciamo di diverso genere. E
qui già possiamo cadere sul tragico. Ecco, sinceramente
non vorrei.
Poi diciamo che ci sono rimasta perché ho iniziato
ad avere paura d’uscire. E allora cadiamo sullo stereotipo
ansiogeno. Ma qui è già più facile fare
ironia e salvarsi un po’.
Poi quando ho finalmente deciso di uscirne, mi ci hanno ricacciato
dentro.
Ecco che in definitiva qui dentro ci ho passato un po’
di tempo. Che la conosco abbastanza bene questa stanza. Che
la conosco bene la solitudine. O meglio questa solitudine.
E che ho voglia di parlarne, ho voglia di guardarla, di mostrarla,
di riderci su.
Fondamentalmente, ho voglia di difenderla. |
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Silvia Gallerano
Silvia Gallerano è nata a Roma il 21 dicembre 1974. Diplomata
nel 1992 al Liceo classico Virgilio di Roma, è iscritta
al corso di laurea in Lettere presso l’Università
La Sapienza di Roma, indirizzo demo-etno-antropologico.
Nel 1999 si è diplomata alla Civica Scuola d’Arte
Drammatica Paolo Grassi di Milano, dove ha avuto occasione di
lavorare con Gabriele Vacis, Giampiero Solari, Ambra D’Amico,
Maria Consagra, Renata Molinari, Danio Manfredini, Mauricio
Paroni de Castro, Carlos Martin.
Ha partecipato a seminari condotti da Marcel Marceau e Hal Yamanouchi
(1993); Julie-Ann Stanzak del Wuppertal Theatre (1996); Monica
Francia e Danio Manfredini (1998).
Dal 1988 al 1991 ha lavorato con la compagnia amatoriale inglese
Music box a Roma; nel 1995 con la compagnia di teatro di strada
L’oblò dell’oblio; nel 1996 nello spettacolo
Notturno teppista di Susanna Beltrami; nel 1997 nello spettacolo
Uccidiamo il chiaro di luna di Silvana Barbarini; dal 1997 al
1999 ha lavorato con la compagnia Via delle belle donne in Berlin
Babylon (primo premio al festival Dani Teatra Mlhadih di Mostar,
Bosnia-Herzegovina) e in Notte per sogni e per aghi.
Nel 1999 ha fondato, insieme ad altri attori e drammaturghi,
la compagnia teatrale Collettivo Dionisi, che ha prodotto i
seguenti lavori: I’ vulesse fa’ ‘mmore co’
Dioniso di Renata Ciaravino (1999); Lo show stragicomico (menzione
speciale per l’impegno politico e civile alla Biennale
dei giovani artisti di Sarajevo 2001); Canto d’amore (2001);
Molti amori (diversi odii) (2002).
Al di fuori del Collettivo Dionisi, ha lavorato nei seguenti
spettacoli: Baccanti, compagnia ATIR (2002); L’Opera da
tre soldi, di B. Brecht (ruolo di Polly), regia di F. Micheli,
produzione dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano
(2002). Dal 2002 interpreta il monologo Il giorno che comincio
di G. Gherzi.
Ha partecipato inoltre ai seguenti film e video: Dove si guarda
c’è quello che siamo, video di Francesca Marconi,
produzione della Scuola del Cinema di Milano (1998); Forza cani,
lungometraggio di Marina Spada (coprotagonista, 2001); Cameracar,
cortometraggio di Giorgio Carella e Paolo Cognetti (protagonista,
2001), migliore sceneggiatura al Festival degli Ultracorti di
Roma, premio del pubblico al Festival Corto Potere di Bergamo. |
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