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Compagnia Le Saracinesche - Ozzano
Teatro Ensemble (Ozzano dell’Emilia - Bo)
Il
balcone di Giulietta
testo e regia di Pietro Floridia
con Antonia Argentesi, Riccardo Broccoli, Benedetta Carmignani,
Lorenzo Cimmino,
Giulia Franzaresi, Gal Hirsch, Alvaro Maccioni, Germano Maccioni,
Giovanni Malaguti,
Carlo Massari, Francesco Massari, Emiliano Minoccheri, Massimiliano
Musto,
Luana Pavani, Frida Zerbinati |
Compagnia
Le Saracinesche - Ozzano Teatro Ensemble
Via Claterna, 17
Maggio (Ozzano dell’Emilia - BO)
cell. 335 6823026 pietro@itcteatro.it |
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Menzione speciale Premio Scenario
2003
Motivazione della Giuria
“per la coralità e la genialità inventiva della macchina
scenografica di un ampio gruppo di attori-autori capaci
di lavorare coralmente facendo del proprio teatro luogo di aggregazione e di
ricerca originale e
lasciando intravedere una nuova attualità del teatro popolare e politico.”
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| Il
balcone di Giulietta
Romeo e Giulietta è forse, tra le “storie”
teatrali, una delle più note. Adatta dunque, a nostro
avviso, per condurre una riflessione su quello che spesso
si cela dietro le vicende e i protagonisti che libri di storia
e giornali ci riportano.
La versione di Romeo e Giulietta passata alla “Storia”,
quella teatrale beninteso, ci racconta di una faida tra due
famiglie per colpa della quale, complici le “stelle
avverse”, si spezzano svariate giovani vite.
E se invece tale faida non fosse altro che una messa in scena
architettata dai vecchi capifamiglia, detentori del potere,
allo scopo di imbrigliare le forze in ascesa, giovani e servitori,
colpevoli di mettere a repentaglio la conservazione del potere
da parte dei primi?
Se i tragici “scherzi del fato” di cui è
costellata la tragedia fossero, al contrario, precise mosse
di una regia occulta finalizzata a stroncare, per l’appunto,
pericolosi esponenti di rinnovamento e dissenso?
E infine, dietro alle “vite illustri”, quante
vite anonime ci sono? Quante sono le vite che, grazie al loro
oscuro e faticoso lavoro, rendono possibile alle prime di
brillare? E dietro alle morti note, quante morti altro non
hanno che la magra consolazione di andare a comporre il numero
complessivo delle vittime?
Partendo da queste domande, abbiamo riraccontato la vicenda
degli amanti veronesi, vista però dal punto di vista
dei loro servi, quelli che il balcone di Giulietta lo hanno
costruito, quelli caduti negli scontri a fianco di Tebaldo
o di Mercurio, ma di cui nessuno sa niente, quelli licenziati
e finiti per fame a “spacciare” veleni letali,
quelli, insomma, che fanno il lavoro sporco che nessun altro
vuole fare.
Come reagiranno tali servitori quando sapranno della macchinazione
dei loro padroni? Cosa prevarrà? La paura di venire
licenziati, l’obbedienza, il menefreghismo, o forse
invece la volontà di ostacolare questa carneficina
annunciata? E qui andiamo a indagare un altro nucleo fondamentale:
ovvero le dinamiche che intercorrono tra chi comanda e chi
obbedisce, tra governanti e governati. Perché tante
volte, nonostante siamo contrari a ingiustizie, a guerre,
a persecuzioni di un gruppo ai danni di un altro, non facciamo
nulla, o, anche facendo, la nostra azione risulta inefficace?
Perché tante volte siamo governati da fantocci e, ciò
nonostante, facciamo quello che vogliono loro?
Di qui la scelta registica di fare interpretare i nobili a
enormi bambocci di pezza mossi dai servitori stessi, nonché
di ricreare, pur nelle continue mutazioni che la scenografia
subisce, sempre due mondi paralleli. Uno in primo piano, ricco
e patinato, contrapposto a un altro sommerso, in cui tavole
da cantiere, scope e ruote di bicicletta si trasformano di
volta in volta nell’universo poeticamente “arrangiato”
della povera gente.
A livello linguistico, invece, abbiamo tentato di ricreare
una lingua che, tra il comico e il poetico, restituisse la
fatica, la violenza ma anche l’inventiva di chi, ad
ogni occasione, per sopravvivere è costretto a reinventarsi. |
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Compagnia Le Saracinesche
- Ozzano Teatro Ensemble
La compagnia Le Saracinesche - Ozzano Teatro Ensemble, diretta
da Pietro Floridia, è composta da una quindicina di attori
di un’età media di ventidue anni. Tra di loro diversi
sono pure musicisti, altri invece hanno una formazione legata
alle arti figurative e alla scenografia.
È nata nel 1997 da un laboratorio teatrale con finalità
soprattutto sociali, effettuato dall’ITC Teatro di San
Lazzaro presso un centro giovanile di Ozzano, e finanziato da
fondi del Ministero degli Interni per la prevenzione alla tossicodipendenza.
Ha dedicato i primi anni di attività soprattutto allo
studio utilizzando prevalentemente Shakespeare non solo come
palestra di apprendimento della recitazione ma anche per approfondire
certe tematiche legate all’indagine e alla denuncia dei
meccanismi del potere.
Come modalità di lavoro, gli spettacoli nascono da un’attività
laboratoriale di circa un anno che si conclude solitamente con
una messa in scena estiva. Questo è stato anche imposto
dal fatto che, non essendoci ad Ozzano alcuna sala teatrale,
spesso si è dovuto attendere la chiusura estiva delle
scuole per potere trasformare le palestre in teatri. Da un paio
d’anni ha però ottenuto come sala prove un ex negozio
di ben 40 metri quadrati; in compenso, dotato di due pesantissime
saracinesche, il cui sollevamento rappresenta, ogni volta, una
dimostrazione della voglia di fare teatro (questo atto, tra
il simbolico e il faticoso, ha dato il nome alla compagnia).
Nel corso degli anni, anche grazie a seminari di professionisti,
sempre di più si è cercato di arrivare ad una
figura di attore consapevole non solo dei problemi della recitazione,
ma anche di altri aspetti che sottostanno alla creazione di
uno spettacolo. Ecco che quindi, le ultime prove hanno visto
gli attori impegnati anche nell’elaborazione o nell’adattamento
del testo, nella creazione delle scenografie e delle musiche.
Ma soprattutto, è cresciuta moltissimo la necessità
di pensare e di inserire il proprio fare teatro dentro un determinato
contesto sociale o politico, ovvero la necessità di esplorare
collettivamente, tramite il teatro, il mondo in cui si vive.
I progetti conclusosi con uno spettacolo sono Amleto di W. Shakespeare
(1998), Gente di Dublino di J. Joyce (1999), Sogno di una notte
di mezza estate di W. Shakespeare (2000), Romeo e Giulietta
di W. Shakespeare (2001), Cronache da un mondo perfetto, spettacolo
interattivo per 50 attori realizzato in coproduzione con l’IC
Teatro di San Lazzaro (2002), Il Balcone di Giulietta (2003).
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