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La
Barraca (Castrolibero - Cs)
Silenzi
(seconda suite per corpi in ascolto)
da Il mondo e altri luoghi di J. Winterson - A. Rimbaud
di Nuccia Pugliese
regia Nuccia Pugliese |
Soc.
Coop. La Barraca Compagnia di Teatro
via Amendola, 7/a
87040 Castrolibero (Cs)
tel. fax 0984 853637
labarraca@katamail.com; www.labarracacoop.net |
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Questo
progetto nasce da una percezione e da una convinzione: la percezione
o meglio la somma di percezioni visive e sonore che illustrano
e costellano – secondo il codice enigmatico e intermittente
proprio dei sogni – una dimensione interiore che fa sentire
all’individuo di “essere” al di qua e anche
al di là di ogni autocoscienza razionale (bambino in
ascolto di una conchiglia, quiete amorosa di un elefante amico,
volo e sogno di volo quando si diventa delfini); la convinzione,
profonda e progressiva, tanto da diventare l’idea-guida
di tutto il nostro lavoro scenico, è che quella dimensione
(che chiameremo qui la residua “angelicità”
dell’essere uomini) costituisca la vera sostanza della
macchina umana: atopica – unico luogo che la ospita è
il Teatro, sommo “non luogo”, ma anche unico mondo
abitabile – indicibile eppure espressiva perché
parlante tutti i linguaggi – corpo, occhi, colori, suoni
– oltre che tutti i silenzi.
In termini consacrati, e logorati, dall’uso di tradizione
o di dottrina, potremmo dire “anima” o “immaginario”
o ancora “mondo interiore”: cui dare rappresentazione
percettiva, una sorta di visibilità totale anche se sospesa
nel territorio indefinito dello spazio scenico.
In realtà si tratta per noi della possibilità
– unica e probabilmente ultima in antagonismo con la concezione
dominante della vita come prestazione sociale governata dal
consumo (di merci ma anche di emozioni, digeribili e indolori)
– di esistere: magari “sulla soglia” di una
stanza, una stanza le cui pareti sottili e trasparenti separano
ma non segregano tre bambini uomini che stanno in ascolto di
tutto l’universo che c’è, mentre la loro
inessenziale ma definitiva parola li stringe in una incessante
comunicazione secondo traiettorie che, invisibili come quelle
che tracciano le costellazioni astrali che qui il Teatro si
incarica di svelare, vincola le loro solitudini.
Questo progetto vive perciò di immaginazione, qualcosa
di incorporeo che richiede di essere rappresentato prima di
tutto all’attore, estremamente solo nella sua attitudine
di attesa e di ascolto verso segnali di vita “altra”,
ma anche al pubblico silenziosamente chiamato ad accostarsi
allo spazio della rappresentazione visiva, a sfiorarne simboli
e suggestioni fino a contaminarli con la propria presenza fisica.
E tuttavia il nostro progetto vive anche di consapevolezza e
di calcolo, perfino di lucida ambizione: perché l’intento
di dare espressione visiva a quella dimensione interiore –
disturbante eppure salvifica – di chi decide di mostrarsi
in scena, ovvero di mettersi in gioco, si è imposta,
fin dall’inizio del laboratorio che ha dato il la al percorso
scenico, come un’esperienza sorprendentemente etica oltre
che emotiva.
La parola teatrale è perciò ben presto diventata
la parola stessa del bambino – attore, della marionetta-mimo,
dell’anima che sente, sogna, soffre e “vede”
se stessa per intero sulle pareti trasparenti della culla/stanza
che la circonda.
L’ “essere in scena” costringe ogni volta
a “essere in vita” secondo altre pulsazioni, altri
respiri, ma anche a pensare la propria esistenza come meno scissa,
meno alienata: e soprattutto a testimoniare così, coi
propri corpi dentro la quotidianità del “teatro
del mondo”, una speranza estrema ma ancora viva nell’uomo,
nella sua capacità di farsi angelo e di non delegare
più ad angeli inventati – magari da ogni tipo di
Potere – la fatica splendida e spaventosa di “trasformare
il mondo” che oggi ne ha bisogno più che mai. |
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Compagnia teatrale
La Barraca
La compagnia teatrale La Barraca si costituisce in cooperativa
nell’aprile del 1998. Composta da tre attori, Rossana
Micciulli, Palma Morena Greco, Francesco Liuzzi e dalla regista
Nuccia Pugliese, si avvale di collaboratori esterni: tre musicisti
e un tecnico.
Motivi di ispirazione degli spettacoli: la poetica del teatro-danza
e le magiche atmosfere circensi.
Nella ricerca costante si sperimenta, si sviscerano sensazioni
inaspettate, ci si trasforma, si scopre l’inconsueto e
si dà forma all’impensabile.
La forza trainante è dunque quella del gesto, il linguaggio
del corpo come linguaggio dell’anima, che rafforza e in
alcuni casi supera la parola stessa. Nel 2002 gli interessi
della Compagnia si evolvono verso l’utilizzo di nuove
tecniche multimediali per approfondire il significato e l’uso
dello spazio scenico.
Dal 1998 la compagnia ha prodotto undici spettacoli, distribuiti
fra teatro ragazzi, sperimentazione e teatro di strada (itinerante
o di ispirazione circense). Fra gli ultimi lavori: Alma (suite
commossa per corpi e voci), da F. G. Lorca (2002) e Le Cinque:
Poeme d’amour (installazione-evento di teatro di strada).
La compagnia svolge inoltre un’intensa attività
laboratoriale sia presso la propria sede sia presso le scuole
elementari e medie di Cosenza e del territorio.
Attualmente la compagnia, attraverso l’utilizzo di un
video proiettore e di un grande e invisibile velo a uso di schermo
cinematografico, continua la sperimentazione del “Multiteatro”,
termine appositamente coniato per definire questa particolare
tecnica di rappresentazione scenica. Il neologismo si fonda
sui seguenti concetti: il multi della medialità; il multi
dell’accumulazione di spazi, scene, personaggi; il multi
sensoriale dell’approfondirsi della prospettiva scenica,
di un nuovo senso di tridimensionalità dello spazio e
della luce; il multi dell’amplificazione visiva che potenzia
nell’attore, nel regista, nello scenografo le possibilità
espressive; il multi concettuale dove gli attori virtuali, che
possono essere drammaticamente ingigantiti dagli obiettivi di
ripresa, amplificano il potenziale espressivo, il loro essere
‘veri’ ma irraggiungibili nella loro sostanza di
trasparente luminescenza.
Con i primi studi del progetto Silenzi (seconda suite per corpi
in ascolto), La Barraca continua l’approfondimento della
tecnica del multiteatro e della rappresentazione percettiva
e di visibilità totale (feed - back - stage). |
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