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2005 10a edizione |
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>> Grumor
---- NOIA sui suoi lussi
>> Argonauti
---- Di maschile dolcezza
>> Teatro Sotterraneo
---- 11/10 in apnea
>> Le Teste Cardiache
---- Texticul
>> Taverna Est e DAMM Teatro
---- ’OMare
>> Circo Bordeaux
---- Hopper Mode
>> Francesca Proia
---- Qualcosa da sala
>> amnesiA vivacE
---- Dux in scatola
>> offucina eclectic arts
---- 4m³
>> Lisa Ferlazzo Natoli
---- La casa d’argilla
>> Manuela Capece e
Davide Doro
---- Wonderful. Volevano la vita eterna
>> Gianfranco Berardi e Gaetano Colella
---- Il deficiente
>> Qualibò Visioni di (p)Arte
---- Sür
>> ResExtensa
---- Le Terre Rovesciate
>> Cosmesi
---- Prove di condizionamento
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Compagnia Teatro Sotterraneo
(Firenze)
11/10 in apnea
creazione collettiva di
Sara Bonaventura, Iacopo Braca,
Matteo Ceccarelli,
Claudio
Cirri, Daniele Villa
in scena Sara Bonaventura, Iacopo Braca,
Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri
elaborazione drammaturgica Daniele Villa
musiche originali Lorenzo Piggici
sound design Stefano Simonelli (Kama Studio)
falegnameria Gianluca Angelucci,
Umberto Bonaventura
organizzazione Simone Sensi |
Teatro
Sotterraneo
via Lambruschini, 52
50134 Firenze
Simone Sensi
cell. 333 5266490
teatrosotterraneo@hotmail.com |
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| Segnalazione speciale Premio Scenario
2005
Motivazione della Giuria
Le traiettorie umane di alcuni giovani
dalle identità imprecisate.
In queste appare il segno evidente di una generazione che cerca
legami non costrittivi ma che sente il bisogno di una comunicazione,
della possibilità di esperienze e azioni comuni.
La compagnia, con un compatto lavoro di gruppo, costruisce
intorno a questa dinamica interiore un calibratissimo ritmo
di racconto, di dialogo e di azione scenica, delineando in
alcuni momenti dei credibili microdrammi, ma definendo, poi,
più esplicite
astrazioni di movimento con una notevole efficacia di segno.
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11/10 in apnea
Sotterraneo e superficie. Microsistema privato e macrosistema sociale a confronto.
Tre personaggi che svuotano uno spazio e un intruso. Una vicenda reale attraversata
da incursioni non reali.
11/10 è anzitutto un lavoro di ricerca teatrale collettiva: diversi
soggetti collaborano alla sua realizzazione senza gerarchie o recinti fra competenze.
Siamo partiti da un nucleo drammaturgico abbozzato, poi rielaborato attraverso
la condivisione di materiali (testi, film, musiche, spettacoli teatrali) e la
collisione fra background tecnico-culturali diversi. Il confronto e la capacità di
mettersi in discussione sono divenuti cifra del nostro lavoro: si cercano coordinate
condivise, si fa e si cancella con piacere: il risultato è un prodotto
di sintesi in cui il collettivo artistico opera da “riduttore delle complessità”.
La ricerca avviene attraverso l’improvvisazione in prova, ripresa da una
videocamera e poi analizzata collettivamente, scomposta, discussa, pulita fino
a selezionarne gli elementi a nostro parere più efficaci per dar loro
una forma (momentaneamente) definita, lasciando comunque aperta la possibilità di
recuperare i materiali di scarto. Altra cifra di questo lavoro è il riciclaggio:
la scenografia proviene dai cassonetti della città, gli oggetti di scena
vengono usati per quel che sono, ma anche rifunzionalizzati a seconda delle esigenze,
portati alle estreme conseguenze da un’esistenza scenica significativa
e persistente. Lo stesso discorso vale per il testo: battute che ritornano, completa
interdipendenza fra le diverse parti di parlato, azioni gesti posizioni codificati
e riproposti, il tutto secondo una partitura corale in cui l’attore è talmente
vincolato e meccanicamente indirizzato da risultare naturale, sicuro e protetto,
ma libero di scartare, capace di condizionare un’azione scenica pulita
in sé. Non c’è niente di aggiuntivo: corpi, significati e
strumenti d’apparato nascono dall’interno della scena e la delimitano.
Fuori, dietro, accanto, è pieno di gente che scrive, compone musiche,
realizza costumi, ristruttura la scenografia e organizza il lavoro collettivo,
ma lo spettacolo contiene ogni prestazione e ogni prodotto. Nulla è dato
al caso. Nella “patologica” ricerca della più completa coerenza,
cerchiamo di trovare risposte soddisfacenti a qualsiasi perplessità. Niente
di quanto si vede è semplice presenza, qualsiasi elemento consuma tutto
il suo potenziale prima di essere tralasciato, inscatolato e rimosso dalla scena,
dove in ultima battuta non rimarrà che lo spazio vuoto, stadio ultimo
d’un prodotto artigianale a conduzione orizzontale. |
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Compagnia
Teatro Sotterraneo
Il nucleo originario, composto
dai quattro giovani attori, si è riunito per la prima volta nel 2003 con l’obiettivo
di sviluppare un metodo di lavoro nuovo e condiviso, risultante
cumulativa delle esperienze individuali e frutto della sperimentazione
di gruppo. La compagnia ha dedicato più di un anno al
lavoro di ricerca su testi preesistenti, oltre che all’allestimento
e circuitazione di 5 x una (di Enrico Luttman). Questa
fase di integrazione e costruzione di basi condivise si conclude
con l’ingresso di un dramaturg, coincidente con la progettazione
di uno spettacolo interamente creato da e per la compagnia.
Nel corso dei lavori, lo stesso sistema d’interscambio
e sintesi delle soggettività si è esteso al di
fuori dell’attività dei cinque “autori”,
coinvolgendo figure specifiche quali un organizzatore, musicisti,
costumisti, artigiani e tecnici, collaboratori divenuti parte
integrante e irrinunciabile del progetto.
Claudio Cirri e Matteo
Ceccarelli sono
diplomati alla scuola di teatro Laboratorio Nove presso
il Teatro della Limonaia, con cui hanno collaborato per
vari anni. Sara Bonaventura e Iacopo
Braca,
già allievi di Stefano Massini, hanno partecipato
al corso di formazione di un anno con l’Odin Teatret
organizzato dalla compagnia Chille de la Balanza, presso
cui hanno lavorato in vari progetti. Daniele Villa,
studente del corso di laurea in Media e Giornalismo, collabora
ai progetti della compagnia in qualità di autore
e dramaturg.
Simone Sensi, studente del
corso di laurea Pro.ge.a.s., si occupa dell'aspetto organizzativo
della compagnia. |
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