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2005 10a edizione (fuori concorso)
 

>> Grumor
---- NOIA sui suoi lussi


>> Argonauti
---- Di maschile dolcezza


>> Teatro Sotterraneo
---- 11/10 in apnea


>> Le Teste Cardiache
---- Texticul


>> Taverna Est e DAMM Teatro
---- ’OMare


>> Circo Bordeaux
---- Hopper Mode


>> Francesca Proia
---- Qualcosa da sala


>> amnesiA vivacE
---- Dux in scatola


>> offucina eclectic arts
---- 4m³


>> Lisa Ferlazzo Natoli
---- La casa d’argilla


>> Manuela Capece e
Davide Doro
---- Wonderful. Volevano la vita eterna


>> Gianfranco Berardi e Gaetano Colella
---- Il deficiente


>> Qualibò Visioni di (p)Arte
---- Sür


>> ResExtensa
---- Le Terre Rovesciate


>> Cosmesi
---- Prove di condizionamento



ResExtensa (Bari)
Le Terre Rovesciate
danzano Elisa Barucchieri, Marco Bendoni, Marcello Girardi, Filippo Lamanna,
Celestina Soranna, Victoria Sogn
ideazione, direzione coreografica
Elisa Barucchieri
coreografia la compagnia
luci Francesco Catacchio
assistenti Francesca Lisco,
Francesco Catacchio
produzione ResExtensa,
supporto della Regione Puglia

ResExtensa
Corso Sonnino 144/g
Bari
tel. 080 5537898
cell. 340 3214560
info@resesxtensa
www.resesxtensa.it
 
Perché tu guerra sei entrata a far parte di questa terra?
Perché la guerra! è la nostra speranza e il nostro cammino, per andare tra la gente nuova che ci aspetta tra le vie di questo nuovo percorso che noi tutti faremo?

Celestina Soranna, danzatrice

Io sono scemo, cretino… pazzo… Tu, brutta razza! Io non offendo… Tu, tu hai problemi...Tu sei fesso…Tutti hanno problemi, tutti sono diversi. Tutti sono sbagliati…
Filippo Lamanna, danzatore

Le Terre Rovesciate affianca a ResExtensa tre danzatori portatori di handicap psicofisico. Dopo tre anni di lavoro laboratoriale nel campo della danza e handicap, ci siamo resi conto di quanto fosse necessario affrontare il tema della diversità e della non comprensione del diverso in maniera nuova. Le Terre Rovesciate si è sviluppato a partire da questo bisogno, sia come tema sia come metodo di lavoro. Durante tutto il processo creativo c’è stata l’inclusione totale di tutti e ogni danzatore è stato scelto per le sue specifiche abilità e non in quanto appartenente a una certa categoria.

Le Terre Rovesciate
Ciascuno in vari modi è inadeguato. Ciascuno in vari modi non comprende l’altro. Loro possono consolare noi. Noi possiamo non capire e odiare loro. La guerra è generata dal non capire, dal non poter tollerare ciò che, diverso da noi, ci invade lo spazio, la mente, l’intimo. Perché dobbiamo capirlo? Perché dobbiamo comprenderlo, accorgercene, farcene carico? Come possiamo farlo? Insicurezza e non comprensione sono seme di discriminazione e guerra, costrizione a fughe, esodi, viaggi infiniti. Se la libertà è poter essere e stare dove si vuole, con chi e come si vuole, allora la guerra è la negazione di queste piccole cose.
Le Terre Rovesciate è un mondo sospeso e rarefatto, violento e dolce, dove ogni cosa è ribaltata o può esserlo. È un mondo che ci sfida e ci permette di vedere diversamente e forse, alla fine, di affrontare comprendere, includere, ospitare.
Le Terre Rovesciate è diviso in due parti. La prima parte ha come tema il mondo alla rovescia della disabilità e dell’abilità differente. Danzatori professionisti e danzatori recentemente descritti come “aventi abilità diverse” lavorano assieme, ognuno al proprio massimo. Il pezzo esiste in un mondo rarefatto e sospeso, dove gli abitanti vivono attraverso movimenti estremamente lenti e poi repentini e bruschi, forse duri. Un non-luogo dove tutti si trovano a danzare da soli, in una solitaria e poetica balera, dove dopo momenti di tragica e straziante esposizione dei propri sogni si può danzare serenamente e indifferentemente, nonostante i corpi stesi a terra e la grande sofferenza intorno. La scena è vuota, popolata solamente dai corpi dei danzatori e dalle sculture che questi corpi creano da fermi mentre altri si muovono.
La seconda parte viene da una forte suggestione avuta nell’aeroporto di Colonia-Bonn. Pavimenti traslucidi dai quali filtrano luci e ombre. Dal livello sottostante si scorgono le ombre dei piedi di chi passa o sta sopra, ma non i volti, non i corpi, non le storie che questi piedi portano. Da sotto piedi e passi anonimi. Da sopra, storie di partenze e incontri, carne e storie umane. L’intento è di affrontare il rovesciamento che focalizza questa scissione, forte metafora delle troppe anonimità che viviamo.
ResExtensa nasce nel 2001 dall’incontro tra Elisa Barucchieri, Victoria Sogn e Francesco Catacchio. Nel 2002 riceve il pieno appoggio dell’Accademia Isola Danza della Biennale di Venezia e vince il premio internazionale Pegaso d’Oro al talento artistico della Federazione Italiana Danza. Attualmente lavora con il supporto e l’assistenza di Carolyn Carlson, Susanne Linke, Urs Dietrich, Danio Manfredini.
Prima sotto il nome di Elisa Barucchieri e poi di ResExtensa, la compagnia ha partecipato alla Biennale dei Giovani Artisti a Roma, al festival Lavori in Pelle (Alfonsine, RA), al Festival di Genzano (Roma), al Dansens Dag Unesco di Oslo (Norvegia), al Kulturmonstringen di Kongsberg (Norvegia), al Festival Altrimenti di Roncalceci (RA), al Festival dei Popoli del Mediterraneo di Bisceglie (BA) e in molti altri contesti. Dos Pezes è stato nominato secondo miglior spettacolo per il 2003 nella regione di Kongsberg, Norvegia. Soliloquy! è stato scelto come spettacolo inaugurale di Dansens Hus Oslo, centro nazionale della danza contemporanea per la Norvegia. ResExtensa riceve supporto da Fond For Utøvende Kunstnere – il Fondo per lo spettacolo norvegese – ed è compagnia riconosciuta dalla Regione Puglia.

Elisa Barucchieri si è laureata in danza contemporanea e antropologia. al Middlebury College, USA. Collabora con Susanne Linke e Carolyn Carlson come assistente e traduttrice. Collabora con il Teatro Kismet di Bari. Ha studiato con Andrea Olsen, Peter Schmitz, Penny Campbell, David Zambrano, Alwin Nikolais, Andrew Harwood, Susan Klein, Lucas Hoving, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Ha danzato ed è stata assistente per Jaques Heim (Diavolo Dance, Le Cirque du Soleil), Andrea Olsen (Bodystories, A Guide to Experiential Anatomy), Peter Schmitz, Becker-Zambrano-Fleming in Italia, Francia, Svizzera, Olanda, Germania e Stati Uniti. Nel 2002 accede all’Accademia Isola Danza, La Biennale di Venezia, direzione artistica di Carolyn Carlson, dove viene scelta per rappresentare l’Accademia in Italia e all’estero.
Victoria Sogn si è laureata presso il Laban Centre, Londra, UK. Ha danzato per Sylvie Deluz e Ella Fiskum in Francia, Norvegia e Stati Uniti. Nel 2002 accede all’Accademia Isola Danza, La Biennale di Venezia, dove viene scelta per rappresentare l’Accademia in Italia e all’estero. Nel 2003 vince una borsa di studio Dance Web, ImpulsTanz, Vienna. Dal 2004 danza per Gunnhild Bjørnsgaard e per la compagnia franco-norvegese B.Valente.
Francesco Catacchio è disegnatore luci per Susanne Linke e collaboratore luci per Raffaella Giordano, La Biennale di Venezia, Ravenna Teatro, Teatro Kismet, Beato e Angelica.
 
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