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2005 10a edizione
- FINALE |
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| PRESENTAZIONI |
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Giovani volti non rassicuranti
Le immagini del Premio Scenario e del Premio Ustica per
il Teatro (intrecciato al primo, dal quale si è separato
solo per la finale) sono volti giovani ma non rassicuranti,
lineamenti maschili rovesciati e segmentati, un profilo di
donna spalancato in un urlo.
I 15 progetti presenti complessivamente
nella finale della decima edizione del Premio Scenario (compresi
i 2 fuori concorso) e i 6 progetti finalisti del Premio Ustica
per il Teatro (Faenza, 20 giugno 2005) sono il risultato
di un lungo percorso di selezione al quale hanno partecipato
complessivamente 457 progetti, dei quali 212 provenienti
dal nord, 151 dal centro e 94 dal sud d’Italia.
Il lavoro
di Scenario è cresciuto: raddoppiato addirittura,
in termini numerici, se si pensa che alla scorsa edizione
concorsero 224 progetti. Al ruolo del premio è attribuita,
evidentemente, un’importanza sempre maggiore, nella
situazione generale di chiusura e regressione che investe
il teatro nel nostro paese, e quello meno garantito in particolare.
La provenienza e la tipologia degli artisti che partecipano
al premio si è sensibilmente diversificata, disegnando
la mappa di un territorio teatrale normalmente invisibile
(assente anche dal monitoraggio della rete nazionale degli
osservatori dello spettacolo). Forse millecinquecento artisti
hanno partecipato al premio, considerando una media di tre
o poco più per ogni progetto): in genere molto giovani,
provenienti da laboratori, seminari, sempre più spesso
da scuole e accademie (e questo è un primo dato di
forte differenziazione, nella storia del premio), a volte con
esperienze professionali maturate nel teatro “ufficiale”,
ma con idee e visioni che riflettono solo in parte i percorsi
di provenienza, sempre interpretandoli alla luce di necessità personali,
di una tensione ad esprimersi insoddisfatta all’interno
dell’apprendistato artistico ordinario. Una generazione
teatrale estremamente composita, di cui abbiamo avvicinato
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contraddizioni e il valore, nella quale abbiamo letto
a volte i tratti di un drammatico disorientamento, sempre
una determinazione consapevole e forte. Una generazione rigorosa
e fragile, sensibile e ostinata, tenacemente alla ricerca
di strumenti per leggere un mondo che mai come oggi appare
virtualmente raggiungibile, eppure mai come oggi precluso
a una comprensione globale. Giovani impegnati a colmare lacune
di storia e di conoscenza, autodidatti di fronte al mondo
(in molti casi), assai attrezzati rispetto al teatro (altrettanto).
Esattamente all’opposto di anni in cui le giovani generazioni
il teatro se lo inventavano senza conoscerlo, esprimendo
la propria competenza altrove. E non cesseremo perciò di
ringraziare il teatro, e il folle, anacronistico progetto
che ci siamo inventati con Scenario (e ora col Premio Ustica),
che ci fa avvicinare giovani del tutto estranei alle vetrine
televisive e mediatiche: un altro paese, impegnato nei territori
e nel volontariato, nelle scuole e nel disagio, che vive
il teatro come occasione di aggregazione e di conoscenza,
come possibilità di esplorare nuovi linguaggi, ma
anche di sperimentare un diverso approccio alla storia e
alla memoria. In modi consapevoli o incerti, maturi o confusi,
sempre frutto di una rassicurazione mancata e di una libertà che
abbiamo voluto rispettare.
Stefano Cipiciani
Presidente dell’Associazione
Scenario
Cristina Valenti
Direttore
artistico dell’Associazione
Scenario
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In sintonia con l’attenzione da sempre
riservata al lavoro delle giovani generazioni, l’Ente
Teatrale Italiano sostiene la fase finale della 10 a edizione
del Premio Scenario, il riconoscimento riservato a progetti
che nascono da necessità in via di esplorazione utilizzando
i nuovi linguaggi che non sono ancora diventati teatro. Così,
questa specifica missione incontra uno dei cardini della politica
culturale dell’Ente, ovvero l’esplorazione di un
terreno teatrale ancora poco conosciuto, da coltivare insieme
con azioni concrete e diversificate, che vanno oltre i momenti
di spettacolo.
Negli anni, il Premio si è costruito così un
ruolo preciso di osservatorio dei fermenti e delle novità,
andando ben oltre il semplice censimento e definendosi anche
come momento importante di dialogo tra i soggetti. Infatti,
pur autofinanziandosi, senza ricevere interventi dallo Stato,
il Premio è riuscito ad avviare una preziosa sinergia
d’intenti con quattro regioni italiane: Toscana, Umbria,
Emilia Romagna e Marche. Due gli appuntamenti per momenti
diversi di visibilità: dopo aver debuttato a Santarcangelo
di Romagna a giugno con studi di 20 minuti, il vincitore
e i menzionati presenteranno i loro lavori compiuti a Roma
al Teatro Furio Camillo, l’1 e 2 ottobre all’interno
della rassegna “AltreScene05 - Lampi di teatro e danza”.
Marco Giorgetti
Direttore Generale dell’ETI |
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Notturno
con barlumi di fosforo
Nelle notti di luna il plancton luccica nell’acqua
ferma come spuma creata sotto la superficie da un movimento impercettibile.
Ha la consistenza delle promesse, luminose e inafferrabili, a
volte ingannevoli, comunque capaci di accendere gli sguardi che
incontrano. Regala lampi di fosforo allo sguardo paziente del
palombaro, che continua a immergersi, anche quando il fiato sembra
mancare, alla ricerca di nuove vite fragili e tenaci. Incrocia
di rado lo sguardo febbrile del surfista, intento a mantenersi
in equilibrio sull’onda di turno.
Ci sono premi – come Scenario – che continuano a tendere le reti
in acque sconosciute con appassionata cocciutaggine. Insieme a loro, quest’anno,
abbiamo lasciato vagare lo sguardo nel plancton nel tentativo di contribuire
a un’esplorazione non episodica del paesaggio italiano.
Mai come in questa trentacinquesima edizione, infatti, il rapporto tra Premio
Scenario e Santarcangelo dei Teatri è a un tempo intimo ed evidente. Basta
un’occhiata al programma, dominato da artisti giovani e sconosciuti, a
motivare la presenza della nuova Generazione Scenario nel cartellone ufficiale
del Festival. Così, oltre a ospitare per la terza volta la finale del
Premio, Santarcangelo offre al vincitore e agli altri tre segnalati una concreta
occasione di visibilità, mentre il pubblico ha l’opportunità di
avventurarsi nell’immaginario di artisti tutti da scoprire. Forse non tutti
manterranno le promesse che ora ci fanno brillare gli occhi, ma questo fa parte
del gioco e non scalfisce il senso di un lavoro compiuto con la costanza e la
necessità di chi cerca nutrimento per bisogno fisiologico e si adopera
con piccoli, preziosi gesti quotidiani perché il futuro che viene abbia
fiato.
Silvio Castiglioni
Silvia Bottiroli
Massimo Eusebio
Andrea Nanni
Direzione
artistica di Santarcangelo dei Teatri |
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