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Progetto finalista Premio Scenario 2007
Chiudere gli occhi e sognare: una vita
diversa, l'amore, il cuore che batte forte, le fughe nonostante
i controlli, le mani morbide di lui.
La paura di essere amata e alla fine lasciarsi andare. Ma
solo ad occhi chiusi ci si può lasciar andare al volo.
Abbandonarsi.
Abbandonarsi ai ricordi rimasti impigliati in un capello bianco,
tra i solchi delle mani rugose, in una piega dell'abito buono.
Poi, un giorno, il ricordo ci trasporta più giù
del noi che conosciamo, davanti alla porta dei nostri incubi.
Incubi di fronte ai quali non ci si può più
nascondere. Aprire gli occhi diventa necessario, necessario
e doloroso.
E il dolore può esser raccontato solo nella lingua
madre del nostro corpo: le orecchie, le mani, la bocca, i
piedi, tutto parla in dialetto. La lingua della terra che
ci ha generato.
Finalmente con gli occhi aperti a guardare in faccia il passato,
quello vero.
Occhi negli occhi.
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