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2007 11a edizione
 

>> pathosformel
---- La timidezza delle ossa


>> Isabella Ragonese
---- Mamùr


>> Gli Omini
---- CRisiKo!

>> Antonio Calone
---- Satyricon
Un progetto di ricerca drammaturgico-teatral-grottesco



>> Teatrialchemici
---- Desideranza


>> Raffaella Giancipoli
---- Rita


>> Gjergji Tushaj / Andrea Bovaia
---- Ilir. Gli albanesi si occupano dei pomodori


>> teatrAria_
----
Verranno a prenderti

>> mattatoioscenico
----
CPT 70% di acqua

>> Babilonia Teatri
---- made in italy

>> AbeleCaino
---- Assunta Pertuso (e le splendide illusioni dell'amore)


>> Isola Teatro
---- La strada ferrata




Gli Omini (Stia, Arezzo)
CRisiKo!



di e con Riccardo Goretti, Francesco Rotelli, Luca Zacchini

Gli Omini
referente: Riccardo Goretti
via Piave 1B - 52017 Stia (AR)
tel. 0575 581013
cell. 349 0943.339; 334.7964.201
grisi@aruba.it
gliomini@katamail.com

 

Progetto finalista Premio Scenario 2007

Tre omini nascono, crescono, fanno lo sviluppino, maturano, invecchiano, sfioriscono e tirano il calzino (ed è subito rima). Lo fanno davanti agli occhi di tutti, bruciando le tappe, stringendo i denti della vita, come diciamo noi. Quarantacinque minuti il primo tempo, un quarto d'ora l'intervallo, quarantacinque minuti la ripresa. Si gioca al gioco di fare. Tre omini incubati, tre cicli, un triciclo. La lancetta scatta, il tempo passa, l'acqua scorre, l'omino schiatta. Sbagliando s'impara, vivendo s'imbara. Ma la vita? Malavita? Organizzata. Tre omini si cosano. Tre piccoli porcellin, si lavano e si vestono, e vanno. E sono andati. Tre omini, tre anime. Nei vari posti, tre omini fraseggiano composti, scomposti, e poi riposti. Piccoli omini crescono, e questo si è capito. Che si vestono, si vede bene, ma perché? Le vite dei tre omini non sono tre storie da raccontare, sono solo tre vite. Gli omini hanno vita facile. Diverse fasi, diverse frasi, a volte anche le stesse, ma sempre belle come la prima volta. Frasi di versi. Frasi fatte. Fasi fratte. Fiori fritti. Tre omini si sfuggono, si parlano, si ascoltano poco, s'incrociano, s'accoppiano, s'escludono, s'affliggono, s'afflosciano.
Neonati, gli omini sembrano dei clown, parlano con monosillabi, dicono quel poco che riesce a dire chi è felice. Ridono e fanno ridere. E se non fanno ridere, si ridono addosso. Poi crescono e educatamente imparano. Che cortesia! Che gentilezza! Grazie! Prego! Subita Educazione. Gli omini si mettono i calzoni: primi pudori, primi prudori, primi sudori, primi odori, pomodori. Dalle nuvole in pantaloni. Gli omini si fronteggiano, i pantaloni s'insudiciano, ma tutto ancora si può lavare. Indossano bretelle o cinture per allacciarsi. Convinzioni Convenzioni Sovvenzioni (Grazie! Prego! Che gentilezza!). Come dicevamo, omini crescono. La barba, si fanno. Guarda che omini! Belli sani! E coi principi degli altri! E ora? E ora si troveranno un mestierino. Ma sì, dai, si fa prima. Mestierino vuol dire che non c'è più gente che pensa a te, ma solo gente che pensa per te. Gli omini passano alla cassa. Si mettono la camicia, di forza. Riempiono più o meno le tasche, ora che hanno anche un taschino. Vedono giocare e fraintendono. Vivono giorni che dimenticano in diretta. Grazie! Prego! Prego: Ascondici, o Signore! Il gioco di fare va via via sfumando, e gli omini si mettono la giacca. Si sposano, si divorziano, si risposano, si riposano, si separano, si sparano. Ascondici, o Signore! Questi omini ben vestiti, se non parton per Haiti, se non vanno a travestiti, se non sono già impazziti, trullallero trullallà, hanno i diti appesantiti. Dignità, dignità. Umiltà, umiltà. La rassegna dell'azione, la rassegnazione. Tre omini si mettono il cappello e la cravatta e l'ombrello e il bastone, l'orologio si è fermato, ma non per questo sono rimasti giovani. Cosa ne rimane? Tanti saluti e tanti bei ricordi.


 
Gli Omini sono Riccardo Goretti, Francesco Rotelli e Luca Zacchini.
Riccardo Goretti, Francesco Rotelli e Luca Zacchini sono attori, autori, registi, formatori teatrali. Lavorano o hanno lavorato per Distilleria Teatrale Cecafumo, Teatro La Baracca, NATA Teatro, Teatro Archetipo, Associazione Musica Temporis. Sono stati allievi e/o hanno lavorato con Pierluigi Zollo, Italo Dall'Orto, Maila Ermini, Danio Manfrendini, Gabriella Bartolomei, Dora Romano, Marcello Bartoli, Gennady Bogdanov, Pamela Villoresi, Alessandra Aricò, Valeria Fabretti, Riccardo Massai. Hanno fatto gavetta di ogni genere (teatrale e non) e girano l'Italia con i loro spettacoli da oltre sette anni.
I tre componenti del gruppo Gli Omini dopo varie esperienze più o meno teatrali affrontate più o meno insieme, si sono ritrovati a dibattere qualche mese fa su due punti chiave: COME e PERCHÉ.
COME: Sarete d'accordo con noi che l'attuale situazione nella penisola non favorisce l'emersione di giovani artisti. Tutto ciò che alla nostra età è dato fare è avvicinarsi a qualche realtà pre-esistente e accettarne le regole. Sarete altresì d'accordo che questa situazione di apnea precedente l'emersione sta soffocando la maggior parte degli slanci vitali. E sarete d'accordo una terza volta che in questo panorama, spesso, il talento viene messo in mano alla mediocrità, la quale col tempo, come fa con tutto, lo offusca. Ora, offuscati e ingrigiti, Gli Omini hanno alzato il capino e si sono domandati se proprio non fosse possibile fare dell'arte un mestiere. Boccheggianti, Gli Omini hanno deciso di innamorarsi.
PERCHÉ: Per parlare dell'assoluto, dell'universale: di tutto, ma mai per quello che è. Cercare di trovare un legame, un collante, tra il piccolo cervello e numerose domande valide da cento anni fa a cento anni fra. Evitare che la comunicazione sia scambio di ovvietà. De-scrivere la realtà. Lanciare messaggi che contengano in sé il dubbio che li distruggerà. Vivere la bellezza della crisi: ridere e piangere senza sapere perché. Ritornare a essere organismi esploranti. Mettere in relazione di continuo. Sollevare il prossimo dalla stupidità o affondarcelo per bene. Fare continuamente senza paura di sbagliare. Essere costretti a una mortificazione di se stessi. Arrivare piano, ma arrivare ugualmente. Scoprire la verità mediante la pratica, e mediante la pratica confermarla e svilupparla. Capire, ma fino a un certo punto. Scovare il pubblico. Vivere il sogno e lasciare il segno. Vivere non di teatro, ma il teatro. Tentare di raggiungere la forza distruttrice della debolezza. Esserci, farsi sentire, non assoggettarsi a una cultura di qualsiasi tipo. Ricercare in ogni modo ciò che contrasta. Ironia, Ridicolo, Nudità.
Quadrare il cerchio, allungare le gambe all'idea per farla stare in piedi a guardare dall'alto, abbassarsi fino ad un certo punto, carica, scatto, salto sempre in alt(r)o. Sì all'impossibile, all'assurdo, al vero, ai fatti, alla disciplina applicata allo scavalcare i limiti, inciampare nei limiti e verificare. Italietta Europina Mondicino non si può scappare, tutto il mondo è paese, tutti i luoghi sono comuni.

 
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