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Progetto finalista Premio Scenario 2007
Ad evitare equivoci o fraintendimenti avverto che, come
il protagonista di questa Conversazione non è autobiografico,
così la Sicilia che lo inquadra e accompagna è
solo per avventura Sicilia; solo perché il nome Sicilia
mi suona meglio del nome Persia o Venezuela. Del resto immagino
che tutti i manoscritti vengano trovati in una bottiglia.
Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia
Su una linea ferroviaria abbandonata, in Sicilia, si incontrano
due ragazzine. Si chiamano Willie e Secondina. La strada ferrata
è il loro territorio da contendere, come solo i cani
e i ragazzini sanno fare. E, come per i cani e i ragazzini,
si vince giocando. E giocando ci si racconta e si racconta
il mondo così come lo si è conosciuto. Willie
e Secondina si trasformano infinite volte divenendo surreali
presentatrici televisive, bambine abusate, suore, ciclisti
famosi, donne fatali, ballerine, cantanti. Le accompagna,
come un musicista di strada seduto su un rocchetto per cavi
da cantiere, Fabio Guandalini, con leggerezza e sapienza musicale,
passando dalla chitarra al clarinetto, dal didjeridoo all'armonica,
dalla musica folk a quella sacra, dal valzer al blues.
Secondina è arrivata in sella alla sua bicicletta,
Berta. È fuggita dalla cantina dove suo padre la teneva
rinchiusa dopo aver trovato la foto di un ragazzino biondo
che le somiglia ma non è lei, e che forse è
suo fratello, il figlio di un segreto di famiglia. E Secondina
racconta di aver percorso tutta la strada fino alla Sicilia
in bicicletta, alla ricerca di questo fratello, percorrendo
i territori del suo immaginario: il triangolo esoterico del
Monferrato, le chiese con le messe nere, le colline, le risaie.
Quello che rivuole indietro è un giorno della sua infanzia,
insieme a un fratello che non ha mai conosciuto, e che forse
neanche esiste.
Willie si trascina dietro la sua bambola, Camilla. È
arrivata dal mare, molto tempo prima, insieme a sua sorella
Alva. Ed è di Alva che Willie vuole raccontare, della
vita che facevano insieme a San Berillo, il quartiere storico
della prostituzione a Catania, fiorito attorno alla base militare
Nato di Sigonella. San Berillo - con la sua babele di donne
e i lustrini sulle divise dei soldati americani - ci è
sembrato il giusto approdo per Willie e per Alva, personaggi
liberamente ispirati a Proibito, l'atto unico di Tennessee
Williams, che racconta di una bambina prostituta che vive
sul ciglio della ferrovia in seguito alla morte della sorella.
È l'incontro, impensabile eppure possibile, tra queste
due solitudini ad essere al centro del nostro lavoro. Entrambe
le ragazzine hanno perso un fratello e una sorella, e in un
perenne gioco di ambiguità, li tengono in vita re-inventandoli
ogni volta. E lo fanno, lo possono fare, proprio perché
si trovano l'una davanti all'altra, a contendersi quel mozzicone
di strada ferrata. È questa relazione, conflittuale
e speculare, che permette loro di riprendersi le proprie storie.
E per farlo si usa quello che c'è, creando uno spazio
ogni volta diverso. Nei codici adolescenziali c'è spazio
solo per l'assoluto. Non c'è niente da compiangere,
da descrivere, da spiegare.
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