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2007 11a edizione
 

>> pathosformel
---- La timidezza delle ossa


>> Isabella Ragonese
---- Mamùr


>> Gli Omini
---- CRisiKo!


>> Antonio Calone
---- Satyricon
Un progetto di ricerca drammaturgico-teatral-grottesco



>> Teatrialchemici
---- Desideranza


>> Raffaella Giancipoli
---- Rita


>> Gjergji Tushaj / Andrea Bovaia
---- Ilir. Gli albanesi si occupano dei pomodori


>> teatrAria_
----
Verranno a prenderti

>> mattatoioscenico
----
CPT 70% di acqua

>> Babilonia Teatri
---- made in italy

>> AbeleCaino
---- Assunta Pertuso (e le splendide illusioni dell'amore)


>> Isola Teatro
---- La strada ferrata



Isola Teatro (Roma)
La strada ferrata

scrittura scenica Marta Gilmore, Fiammetta Olivieri, Pamela Sabatini
regia Marta Gilmore
con Fiammetta Olivieri e Pamela Sabatini
musiche originali eseguite dal vivo Fabio Guandalini
disegno luci Luca Barbati
organizzazione Daniela Capece


Isola Teatro
Referente: Marta Gilmore
via Rino Gaetano, 24 b/a 6 - 00139 Roma
cell. 349 6049875
marta.gilmore@libero.it
marta.gilmore@gmail.it
isolateatro@libero.it

 

Progetto finalista Premio Scenario 2007

Ad evitare equivoci o fraintendimenti avverto che, come il protagonista di questa Conversazione non è autobiografico, così la Sicilia che lo inquadra e accompagna è solo per avventura Sicilia; solo perché il nome Sicilia mi suona meglio del nome Persia o Venezuela. Del resto immagino che tutti i manoscritti vengano trovati in una bottiglia.
Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia

Su una linea ferroviaria abbandonata, in Sicilia, si incontrano due ragazzine. Si chiamano Willie e Secondina. La strada ferrata è il loro territorio da contendere, come solo i cani e i ragazzini sanno fare. E, come per i cani e i ragazzini, si vince giocando. E giocando ci si racconta e si racconta il mondo così come lo si è conosciuto. Willie e Secondina si trasformano infinite volte divenendo surreali presentatrici televisive, bambine abusate, suore, ciclisti famosi, donne fatali, ballerine, cantanti. Le accompagna, come un musicista di strada seduto su un rocchetto per cavi da cantiere, Fabio Guandalini, con leggerezza e sapienza musicale, passando dalla chitarra al clarinetto, dal didjeridoo all'armonica, dalla musica folk a quella sacra, dal valzer al blues.
Secondina è arrivata in sella alla sua bicicletta, Berta. È fuggita dalla cantina dove suo padre la teneva rinchiusa dopo aver trovato la foto di un ragazzino biondo che le somiglia ma non è lei, e che forse è suo fratello, il figlio di un segreto di famiglia. E Secondina racconta di aver percorso tutta la strada fino alla Sicilia in bicicletta, alla ricerca di questo fratello, percorrendo i territori del suo immaginario: il triangolo esoterico del Monferrato, le chiese con le messe nere, le colline, le risaie. Quello che rivuole indietro è un giorno della sua infanzia, insieme a un fratello che non ha mai conosciuto, e che forse neanche esiste.
Willie si trascina dietro la sua bambola, Camilla. È arrivata dal mare, molto tempo prima, insieme a sua sorella Alva. Ed è di Alva che Willie vuole raccontare, della vita che facevano insieme a San Berillo, il quartiere storico della prostituzione a Catania, fiorito attorno alla base militare Nato di Sigonella. San Berillo - con la sua babele di donne e i lustrini sulle divise dei soldati americani - ci è sembrato il giusto approdo per Willie e per Alva, personaggi liberamente ispirati a Proibito, l'atto unico di Tennessee Williams, che racconta di una bambina prostituta che vive sul ciglio della ferrovia in seguito alla morte della sorella.
È l'incontro, impensabile eppure possibile, tra queste due solitudini ad essere al centro del nostro lavoro. Entrambe le ragazzine hanno perso un fratello e una sorella, e in un perenne gioco di ambiguità, li tengono in vita re-inventandoli ogni volta. E lo fanno, lo possono fare, proprio perché si trovano l'una davanti all'altra, a contendersi quel mozzicone di strada ferrata. È questa relazione, conflittuale e speculare, che permette loro di riprendersi le proprie storie. E per farlo si usa quello che c'è, creando uno spazio ogni volta diverso. Nei codici adolescenziali c'è spazio solo per l'assoluto. Non c'è niente da compiangere, da descrivere, da spiegare.


 
Isola Teatro è nata attorno allo spettacolo L'Isola, dal testo del sudafricano Athol Fugare, con la regia e la traduzione di Marta Gilmore. La compagnia si fonda sulla collaborazione tra giovani artisti e tecnici con diverse competenze, tutti impegnati anche in altre esperienze lavorative con realtà teatrali maggiormente consolidate.
Nella fattispecie, questo lavoro è il frutto della collaborazione tra la regista Marta Gilmore e due attrici, Fiammetta Olivieri e Pamela Sabatini, che hanno condiviso i tre anni di formazione accademica presso il Centro Internazionale La Cometa per poi affrontare esperienze differenti. A loro si è aggiunto il musicista e compositore Fabio Guandalini, tra i fondatori di una sala di registrazione per le auto-produzioni musicali presso il centro sociale La Torre a Roma. Il lavoro trae ricchezza dai percorsi di ricerca, formazione e auto-formazione musicale, attoriale e vocale dei componenti del cast, i quali hanno lavorato e studiato con artisti come Yoshi Oida, Emma Dante, Davide Enia, Giovanna Marini e Marco Martinelli. A queste esperienze si aggiungono gli incontri che ciascuno dei membri della compagnia porta avanti con altri gruppi teatrali e musicali, giovani e auto-prodotti, alcuni dei quali hanno anche preso parte al percorso di Scenario.
Infine, la compagnia è profondamente interessata ad attività teatrali e artistiche radicate nel territorio, e in particolare al lavoro con gli adolescenti, e già da tre anni porta avanti laboratori nelle scuole di Roma e Napoli. Di fondamentale importanza per la regista Marta Gilmore è stata la partecipazione al progetto Arrevuoto, diretto da Marco Martinelli con i ragazzi di Scampia a Napoli.
 
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