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| PREMIO USTICA PER
IL TEATRO 2007 - 2a edizione |
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Premio Ustica
per il Teatro 2007
progetti finalisti
>> Stradevarie
----A piazza delle Erbe! 7 luglio 1944.
La rivolta delle donne di Carrara
>> Alberto Nicolino
----Stirru. La discesa
>> Teatro dei Venti
----Frammenti
>> Claudia Puglisi
----San Bernardo
>> Teatro Dallarmadio
----Rivelazioni
>> Cecilia Ghidotti
----Per me l'uomo nero è la strage
>> Il Naufragarmèdolce
----Figlie di Sherazade
Raccontare per salvarsi la vita
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Gjergji Tushaj / Andrea Bovaia
Ilir. Gli albanesi si occupano dei pomodori
di e con Gjergji Tushaj e Andrea Bovaia
regia Gjergij Tushaj e Andrea Bovaia
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Andrea Bovaia (responsabile tecnico)
cell. 349.6853116
Gjergji Tushaj
gerghji@yahoo.it
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Me lo sono studiato da solo
di non tornare in Albania. Ho 14 anni, siamo partiti con mia
madre da Reshen (nord Albania), dopo che mia nonna è
morta. Mia nonna faceva tutto e non era mai sporca. Mio nonno
mi ha insegnato a sparare alle volpi che attaccavano le nostre
galline. Adesso mio nonno è da solo, non vuole nessuno.
Siamo partiti per la Germania, ma io non voglio stare in Germania
e non voglio tornare in Albania. Voglio andare in Svizzera.
In Svizzera si vive bene. Siamo venuti a trovare degli amici
di mio padre, a mio padre l'ho detto che volevo andare via,
lui era contento, forse combinavo troppi guai e così,
se io me ne andavo, tutto era più semplice. Mia madre
non era contenta, non voleva. Ma io ho preso il treno, e sono
partito. Sono arrivato a Berna dove ho degli amici, ma lì
non potevo stare. Tanto prima o poi andrò a vivere in
Svizzera, non quella francese. Non voglio tornare in Albania,
non voglio tornare in Albania. Vado in Italia, a Piacenza. Dell'Italia
conosco Roma, Milano e Piacenza. [
] Ho il biglietto per
Piacenza, lì mi aspetta Bepin che è cresciuto
con me, ora lo chiamano Beppe o Giuseppe.
Starò bene a Piacenza, fino a quando non potrò
andare in Svizzera. Sono sul treno, mi addormento, sogno che
mia nonna è ancora viva e mi dice che in Svizzera si
vive proprio bene, tutti quegli orologi dorati, e che anche
lei vuole venire con me a Piacenza per poi andare in Svizzera,
mia nonna è come sempre con le treccine legate intorno
alla testa e il grembiule nero, tutti volevano bene a mia nonna,
e anche io.
Mi sveglio, il treno è fermo, guardo fuori dal finestrino,
sul cartello c'è scritto Fi
FI..DENZA.
Chiedo Piacenza? Dell'italiano capisco due parole su dieci,
se me ne dicono 100 io ne capisco 20.
Capisco che Piacenza è già passata. Il controllore
mi porta alla polizia [
] Ho passato due settimane con
una paura. Non sapevo che ero a Parma. Poi mi sono ritrovato
in una comunità a guardare film. Tutto serve a qualche
cosa. Tutti servono a qualche cosa.
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Gjergji Tushaj
Ciao a tutti, noi non ci conosciamo, perciò meglio
conoscerci.
Io sono Gjergji Tushaj. È il nome più vecchio
del mio paese. Tradotto sarebbe Giorgio. Sono nato il 24 febbraio
1988 a Rubik, nel nord dell'Albania, in una zona chiamata
Mirdita, che vuol dire buongiorno.
Il nostro popolo si chiamava ilir, che vuol dire libero.
Mi piace il cinema. In comunità ho la mia stanza. È
disordinata e c'è Il Padrino dappertutto. Nella
mia videoteca ho 512 film, più i film che ho preso
al BlockBuster, più quelli in tv, ho visto più
di 2000 film.
Mi piace fare teatro. Il teatro è puro. È una
cosa antica. Quando vedo uno spettacolo o quando sono davanti
ad un pubblico mi emoziono. È come se provassi un'emozione
d'amore. Voglio raccontare la mia storia, perché è
una storia che è successa, un po' complicata. Come
un fumetto senza fine. [
] Scrivo prima da solo, e poi
mi faccio aiutare da Fabio, un ex operatore della comunità
che mi conosce bene, per scrivere al computer. Provo nella
mia stanza e mi riprendo con una videocamera. Poi riguardo
tutto e decido. A volte penso di aver capito tutto, poi dopo
un po' di tempo, vado a riguardare e mi accorgo che non avevo
capito niente. Mi piace così. È l'imperfezione.
Poi è arrivato Andrea. Un giorno ho chiesto ad Andrea,
che ho conosciuto un po' di tempo fa in un laboratorio di
teatro, di venire a vedere che cosa facevo. Gli è piaciuto
e si è fermato.
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