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USTICA PER IL TEATRO 2007 - 2a edizione |
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Premio
Ustica per il Teatro 2007
progetti finalisti
>> Stradevarie
----A
piazza delle Erbe! 7 luglio 1944. La rivolta delle donne di Carrara
>> Alberto Nicolino
----Stirru. La discesa
>> Teatro dei Venti
----Frammenti
>> Claudia Puglisi
----San Bernardo
>> Teatro Dallarmadio
----Rivelazioni
>> Gjergji Tushaj
/ Fabio Piliego
----Ilir. Gli albanesi si occupano dei pomodori
>> Cecilia Ghidotti
----Per me l'uomo nero è la strage
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Il Naufragarmèdolce
Figlie di Sherazade
Raccontare per salvarsi la vita
di e con Chiara Casarico e Tiziana Scrocca
musiche e voce Rosie Wiederkehr
disegno luci Danila Blasi
direzione di scena Laura Gentile
regia Chiara Casarico e Tiziana Scrocca
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Il Naufragarmèdolce
Tiziana Scrocca
via Leone IX, 16 - 00165 Roma
cell. 335 6077284
info@ilnaufragarmedolce.it
www.ilnaufragarmedolce.it
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Progetto finalista Premio Ustica per il
Teatro 2007
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Il racconto come arma per difendersi.
La voce come parola, come presa di coscienza, condivisione,
testimonianza. La voce come canto, come sfogo, lamento, speranza.
È la storia vera di due giovani donne che raccontano
affinché altre donne possano un giorno vivere in condizioni
migliori. Due storie esemplari, due punti di vista apparentemente
divergenti che convergono in un unico desiderio: la speranza
di un mondo migliore.
Due donne si raccontano come in uno specchio ribaltato: una
fuga e un ritorno, un dramma personale e le sofferenze di un
popolo. Le due storie, nella loro diversità, scorrono
parallele e nell'intrecciarsi producono, per analogia o per
contrasto, un nuovo significato, che lascia alla riflessione
dello spettatore l'ultima parola.
La composizione del testo è fatta come la trama di una
tela, un macramè, in cui si intrecciano due storie di
donne tra oriente e occidente. Il filo rosso di queste storie
è la necessità comune della difesa dei diritti
umani, piuttosto che la contrapposizione tra due culture.
La drammaturgia si articola su quattro tappe ideali, ognuna
delle quali rappresenta simbolicamente un momento del ciclo
della vita: il grano (la nascita / l'inizio); la tela (la vita
/ le diverse storie); lo specchio (la decadenza, la morte, il
riconoscersi); l'acqua (la purificazione, la rinascita).
Due corpi narranti e un corpo canoro, voci che si intrecciano.
Il tutto immerso in una scenografia virtuale, creata dalle immagini
di Franca D'Angelo, fotografa e scenografa. .
Il corpo negato delle donne è anche il corpo che contiene
e costringe le emozioni in gesti misurati ed essenziali.
La pièce, utilizzando due storie vere, mostra come strumenti
quali il microcredito, l'educazione, l'aiuto reciproco tra persone,
vicine e/o lontane, siano modelli possibili di cooperazione
tra i nostri mondi.
L'apporto musicale e canoro di Rosie Wiederkehr, cantante del
gruppo Agricantus, diventa la sintesi emozionale delle due storie.
Le scene vengono sottolineate o inframezzate da un canto che
rappresenta la voce dell'anima di tutte le donne schiave della
loro condizione. Il canto è anche anelito di libertà,
speranza, fiducia in un futuro migliore, riscossa.
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Compagnia Il Naufragarmèdolce
La Compagnia sta portando avanti da diversi anni un progetto
culturale fondato sulla necessità di restituire al
Teatro la sua caratteristica di arte sociale, espressione
della comunità su di sé e sul vivere comune.
La nostra drammaturgia si nutre di "contemporaneità"
(diritti inalienabili, diritti negati, situazioni di sfruttamento,
sovranità alimentare, lavoro minorile, questioni ambientali
).
In questo contesto, abbiamo promosso "Teatrinmovimento"
(Rete di Teatro di Impegno Civile) e "Teatro in Cortile"
(Rassegna teatrale nei cortili di periferia).
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