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| PREMIO USTICA PER
IL TEATRO 2007 - 2a edizione |
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Premio Ustica
per il Teatro 2007
progetti finalisti
>> Stradevarie
----A piazza delle Erbe! 7 luglio 1944.
La rivolta delle donne di Carrara
>> Teatro dei Venti
----Frammenti
>> Claudia Puglisi
----San Bernardo
>> Teatro Dallarmadio
----Rivelazioni
>> Gjergji Tushaj
/ Fabio Piliego
----Ilir. Gli albanesi si occupano dei pomodori
>> Cecilia Ghidotti
----Per me l'uomo nero è la strage
>> Il Naufragarmèdolce
----Figlie di Sherazade
Raccontare per salvarsi la vita
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Alberto Nicolino (Palermo)
S T I R R U - La discesa
di e con Alberto Nicolino
consulenza musicale Danilo Romancino
luci Greta Gandini
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Alberto Nicolino
via Ponticello, 21 - 90134 Palermo
tel. 0916116181
cell. 3496124608
info@albertonicolino.it
www.albertonicolino.it
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Progetto finalista Premio Ustica per il
Teatro 2007
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Le zolfare della Sicilia sono uno dei capitoli
più tragici, nobili e allo stesso tempo meno conosciuti
della nostra storia.
Qualche anno fa ho registrato testimonianze e canti degli ex
minatori della provincia di Caltanisetta con i quali ho realizzato
il film-documentario STIRRU / Racconti di zolfo. Se nel
documentario gli ex minatori narrano le vicende fino alla chiusura
delle miniere, lo spettacolo ha per oggetto ciò che è
successo dopo e che ci riguarda più da vicino: la forzata
e interessata rimozione di quelle vicende, la cancellazione
della memoria e del tessuto sociale. Un processo al quale tutti
hanno contribuito, perfino le sue vittime principali. Quella
comunità, un tempo coesa e artefice della propria storia,
oggi appare disgregata e divisa, corrotta dalle speculazioni,
sprofondata nell'indifferenza di una provincia isolata. È
lo specchio di ciò che sempre più spesso è
l'Italia.
Assieme al degrado sociale c'è il dramma dei singoli,
ed è attraverso una vicenda personale che si è
scelto di affrontare i temi in questione.
Stirru nel gergo dei minatori è il materiale di
risulta, la terra che veniva separata dallo zolfo e scartata.
Ciò che resta di quel mondo è solo scarto e macerie,
non però le rovine di un mondo arcaico, ma la testimonianza
di una tra le più recenti e colpevoli rimozioni di cui
è fatta la storia italiana.
La trama è il frutto di una fusione di fatti realmente
accaduti e invenzioni fantastiche.
È la storia di Andrew, un uomo di New York, figlio di
una donna emigrata, che arriva in Sicilia per un'eredità
inaspettata. Qui è un pesce fuor d'acqua, il paese e
la famiglia gli sono ostili, elementi della sua stessa famiglia
sono coinvolti nella speculazione legata alla chiusura delle
zolfare. Andrew cerca di ottenere informazioni circa la morte
in miniera di un suo zio, ma si perde in un labirinto di eventi
surreali, fino a quando si vede costretto a scendere nella vecchia
zolfara abbandonata. È l'inizio di un viaggio nel sottosuolo,
fra scheletri e fantasmi, attraverso il quale ricostruisce l'amara
storia della propria famiglia tempestata da lutti e violenze.
Allo stesso tempo è il paese a svelarsi: una comunità
in crisi che per interesse o rassegnazione ha accettato di svendere
e occultare la propria identità.
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Alberto Nicolino
Sono nato a Monza, laureato in filosofia e formato alla Scuola
del Teatro del Sole di Milano. Ho scritto e messo in scena,
insieme ad Enrico Messina, lo spettacolo Hruodlandus, libera
rotolata medievale, ispirato all'Orlando furioso.
Ho realizzato il progetto Cunti e tradizioni orali a Camporeale
(PA) in cui ho registrato racconti e canti e realizzato spettacolazioni
con gli anziani e i giovani del paese. Ho scritto e messo
in scena lo spettacolo Kalatrasi. Per cuntare ci vuole
un cervello, che trae spunto proprio dall'esperienza dei
viaggi in Sicilia. Dal 2004 vivo a Palermo per portare avanti
nuovi progetti legati al territorio.
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