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| PREMIO USTICA PER
IL TEATRO 2007 - 2a edizione |
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Premio Ustica
per il Teatro 2007
progetti finalisti
>> Stradevarie
----A piazza delle Erbe! 7 luglio 1944.
La rivolta delle donne di Carrara
>> Alberto Nicolino
----Stirru. La discesa
>> Teatro dei Venti
----Frammenti
>> Teatro Dallarmadio
----Rivelazioni
>> Gjergji Tushaj
/ Fabio Piliego
----Ilir. Gli albanesi si occupano dei pomodori
>> Cecilia Ghidotti
----Per me l'uomo nero è la strage
>> Il Naufragarmèdolce
----Figlie di Sherazade
Raccontare per salvarsi la vita
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Claudia Puglisi
San Bernardo
di Claudia Puglisi
con Aurelio Ciaperoni, Alessandro Claudio Costagliola, Diana
D'Angelo, Salvo Equizzi, Dario Frasca, Claudia Puglisi, Silvia
Scuderi
musiche Alessandro Claudio Costagliola
regia Claudia Puglisi
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Claudia Puglisi
Stradella Montalbano, 10 - 90146 Palermo
tel. 3282666389
cleocla81@yahoo.it
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Progetto vincitore
Premio Ustica per il Teatro 2007
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In quarantatre anni di latitanza
del boss Bernardo Provenzano, su di lui è stato detto
di tutto. Si è persino arrivati a dichiararlo morto,
mentre lui se ne stava proprio lì, fra le campagne del
suo paese, a gestire quella che è stata definita "l'altra
mafia".
Ma chi è Bernardo Provenzano? E chi ha coperto la sua
latitanza per tanti anni? Politici, senz'altro, ma anche imprenditori,
uomini delle forze dell'ordine
Persone che rappresentano
di fatto la nuova classe dominante, la cosiddetta "borghesia
mafiosa". Quanti sono?! E poi c'è il "popolo
mafioso". Quello che in Bernardo riconosce il suo santo
protettore. Gente che chiede aiuto e che, finalmente, lo riceve.
E loro, quanti sono?!
Ovunque io sia stata, quando mi si chiedeva da dove venissi,
alla risposta "Sicilia" seguiva la stessa affermazione:
"Sicilia? Mafia!" Allora io sono mafiosa? A quest'idea,
è innegabile, hanno contribuito anche i mass media. Ma
io, con il mio teatro, voglio trasmettere la mia idea. Voglio
scrollarmi di dosso i pregiudizi, voglio parlare ad alta voce,
voglio raccontare un'altra storia. La storia di un cane in un
quadro, di un vecchio malato, di quelli che sperano in un futuro
diverso, e di quelli che il futuro lo fanno. Una storia di politici
e sicari, di sanità e contadini. Una storia surreale
e reale più che mai.
Il testo gioca sulla straordinaria coincidenza per la quale
il santo patrono di Corleone, è proprio S. Bernardo (convertitosi
dopo avere ucciso diversi uomini, molti dei quali appartenenti
alle forze dell'ordine). La storia racconta gli ultimi giorni
che precedono la cattura del boss latitante.
In una casa di campagna un vecchio malato è costretto
a letto; di lui si occupano diverse donne. Gli parlano, gli
raccontano cosa succede fuori
Ma chi è quest'uomo?
Sul muro, a sinistra del letto, dentro un enorme cornice, un
cane san bernardo ansima continuamente. Ai due faranno visita
diversi ospiti, più o meno illustri, che chiederanno
l'aiuto del loro santo per risolvere diversi "affari".
Ma le risposte del vecchio saranno incomprensibili, esattamente
come quelle del cane (d'altronde cosa potrebbe fare un cane
se non abbaiare?), smorfiate dalle donne attraverso l'uso dei
celebri "pizzini". Ognuno degli ospiti, in fondo,
non necessita di una vera risposta, ma più che altro
di una giustificazione ai propri progetti.
Cane e vecchio potrebbero essere considerati come un solo personaggio
o, meglio ancora, come la personificazione della mafia stessa.
Un cane san bernardo, una forza animalesca che offre un aiuto
poco ortodosso (l'alcool); e un vecchio, stanca e inerme immagine
del passato. Come prevedibile, il testo si conclude con la cattura
del boss. Restano in sospeso alcuni interrogativi (come l'ipotesi
di una soffiata, quindi di un tradimento) e sopratutto resta
incerto il futuro di quanti avevano pregato il loro santo nella
speranza di una vita migliore.
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La compagnia
La compagnia, priva di configurazione giuridica, è
formata da ex allievi della scuola di teatro Teatès,
diretta da Michele Perriera. Attiva da due anni, la compagnia
ha seguito un percorso di ricerca nell'ambito del teatro surreale.
Inizialmente con la rappresentazione di testi di Ionesco e
Pinter, e successivamente con testi scritti dalla regista
Claudia Puglisi, tra cui Il 7 aprile ad Amburgo segnalato
per la migliore drammaturgia al Palermo Teatro festival del
2006. Tutti gli elementi della compagnia continuano inoltre
un proprio percorso indipendente dal gruppo, con la partecipazione
a diversi laboratori e spettacoli.
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