| |
|
|
 |
| PREMIO USTICA PER
IL TEATRO 2007 - 2a edizione |
|
Premio Ustica
per il Teatro 2007
progetti finalisti
>> Stradevarie
----A piazza delle Erbe! 7 luglio 1944.
La rivolta delle donne di Carrara
>> Alberto Nicolino
----Stirru. La discesa
>> Claudia Puglisi
----San Bernardo
>> Teatro Dallarmadio
----Rivelazioni
>> Gjergji Tushaj
/ Fabio Piliego
----Ilir. Gli albanesi si occupano dei pomodori
>> Cecilia Ghidotti
----Per me l'uomo nero è la strage
>> Il Naufragarmèdolce
----Figlie di Sherazade
Raccontare per salvarsi la vita
|
 |
Teatro dei Venti - Centro per la
Ricerca Teatrale
Frammenti
con Gjoni Alkedi, Giorgio Ciavarella, Ciro Lista, Francesco
Mitrano
ex detenuti della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia
drammaturgia a cura del gruppo
assistente alla regia Antonio Santangelo
regia Stefano Tè
Progetto a cura del Teatro dei Venti e del Comitato ARCI
di Modena.
Con il patrocinio di Provincia di Modena, Comune di Modena
e Gruppo "Carceri Città" .
Si ringraziano le istituzioni giudiziarie modenesi che hanno
agevolato le pratiche burocratiche per la buona riuscita del
progetto.
|
Michela Iorio
Ufficio stampa Teatro dei Venti
339 4937542
Michela.iorio@gmail.com
|
|
|
 |
 |
|
Progetto finalista Premio Ustica per il
Teatro 2007
|
|
|
 |
|
Frammenti è uno
studio teatrale che fonde stralci di memorie d'infanzia, frustrazioni,
gioie, rabbie e bisogno di riscatto di un gruppo di detenuti
della Casa Circondariale di Castelfranco Emilia, gli stessi
che si trovano ora sul palco.
Lo studio è composto da materiale scenico, elementi testuali
e coreografici proposti dai detenuti e cuciti tra loro dalla
composizione registica, orientata a mettere in risalto le tappe
che segnano il percorso verso la delinquenza e il carcere, poeticamente
e non descrivendone le storie, con ironia e leggerezza evitando
di stimolare compassione. Uomini che compongono la società
in cui viviamo, spesso come scomodi esclusi, si mettono alla
prova mostrandosi nei limiti e nei pregi che questo studio cerca
di cogliere trattandoli da protagonisti, da individui in grado
di comunicare anche il loro bisogno di un mondo diverso, nuovo,
dove l'uomo è al centro dell'universo, con i suoi diritti
e non in virtù del denaro, del guadagno, dell'arricchimento
nevrastenico, del potere.
|
|
|
 |
|
Il Laboratorio teatrale da cui prende spunto il progetto
di spettacolo si è svolto grazie all'interessamento
della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia e del Comitato
ARCI di Modena. Dodici gli incontri a cadenza settimanale
di tre ore e trenta minuti ciascuno. Tra i dodici e i quindici
i partecipanti che, nonostante i permessi, che li tengono
periodicamente lontani dalla Casa Penitenziaria, hanno mostrato
continuità, molto interesse e dedizione. Esercizi di
gruppo, di concentrazione e di memorizzazione sono stati affiancati
da una riflessione costante sul loro vissuto e sulle necessità
che li caratterizzano, cercando di utilizzare il teatro come
elemento educativo e come mezzo di comunicazione, anche per
persone detenute in un carcere.
|
|
|
|
|