menzione Premio Scenario 2009
Motivazione della Giuria
Il corpo a corpo con i linguaggi della contemporaneità, la sfida di una comunicazione amplificata potente e multisensoriale della condizione metropolitana si incontra con il corpo della città di Torino, con le storie di tensione, patologia, paura e insicurezza e con le tracce del lavoro operaio, riattraversate con attenzione commossa e inevitabile dispersione all'interno delle colonne sonore del quotidiano. |
lo spettacolo
COSMOPOLIS è un nome
immaginario per definire le grandi città in cui viviamo,
città in cui ogni giorno, pacificamente o meno, convivono
milioni di persone con origini, estrazioni sociali e problematiche
diverse. Lanciati a pieno ritmo sulle nostre macchine, sui treni,
sugli aerei, ognuno di noi cerca incessantemente una risposta
alle proprie paure e lotta per quel pezzetto di felicità
che ritiene di meritare. COSMOPOLIS è un affresco sull'ostinazione
continua del voler avere ragione, sull'ineluttabile ripetersi
dei conflitti sociali, sul nevrastenico e logorante ripetersi
delle proprie ossessioni. Attraverso una drammaturgia polifonica,
gli attori portano in scena uno spaccato della società
contemporanea che, sul ritmo martellante di una musica techno,
raggiunge un apice di isteria e invivibilità. Tutto diventa
conflitto, la violenza sembra l'unica modalità di confronto
e la legge del più forte impone la sua antica validità.
Ma, una volta arrivati lì, sul fondo di noi stessi, dove
tutto sembra perduto, buio, oscuro, per evitare l'ineluttabile
calata del sipario, non ci resta che calare la nostra maschera
di attori del mondo e offrirci più semplicemente per
quello che siamo realmente. Attraverso questo atto semplice
ed eroico, doloroso e commovente, può attuarsi una catarsi
contemporanea e allora una via d'uscita è forse possibile.
Forse
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