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2009 12a edizione |
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>> ANAGOOR
----TEMPESTA
>> Imamama
---- Come bestie che cercano bestie
>> BALOON PERFORMING
CLUB
---- COSMOPOLIS
>> Nuda
Veritas
----Eden
>> Luca Serrani
---- Come senza respiro
>> Danila Fiorino
---- Finché ci siamo
>> Teatro
di Legno
---- Non merita lamenti
>> LAFABBRICA
---- Quando saremo GRANDI!
>> Codice Ivan
---- Pink, Me & The Roses
>>
Marta Cuscunà
---- È BELLO VIVERE LIBERI!
>> Valentina
Grigò
---- Edith
>> Marzia
Gambardella
---- La collina degli angeli - ovvero ricordanze e sortilegi
>> Massimo
Zaccaria
----La Cisterna
>> Camilla
Barbarito
---- Pino
>> Odemà (Enrico
Ballardini, Giulia D'Imperio, Davide Gorla)
---- A tua immagine
>> Chiara Bersani_Claudia
Valla
---- Progetto Dearest. 2° studio performativo
>>Franca
Battaglia
----La Bella Lena - viaggio verso l'estasi in 12 contrazioni
>>Andolina-Calò-Robbiano-Di
Matteo
----Masculiata
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foto © Marco Caselli Nirmal
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Codice Ivan (Bolzano)
Pink, Me & The Roses
drammaturgia originale collettiva
di e con Anna Destefanis
Leonardo Mazzi
Benno Steinegger
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Codice Ivan
referente: Leonardo Mazzi
via Aretina 25 - 50136 Firenze
cell. 334 3013784
codice.ivan@gmail.com
HYPERLINK "http://www.codiceivan.com" www.codiceivan.com
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spettacolo vincitore Premio Scenario 2009
Motivazione della Giuria
Porsi una domanda sull'arte, mentre l'arte ci interroga
sulla nostra irriducibile natura. Riflettere su cos'è
che non procede mentre il decadimento non si ferma mai. Guardarsi
sfiorire nel luogo della bellezza. E non sapere da dove cominciare.
I giovani di Codice Ivan sembrano accedere al teatro da ingressi
decentrati e disorientanti che, assunti in piena consapevolezza,
offrono un'angolazione speciale allo sguardo, una libertà
che dischiude le valvole del processo creativo fino al suo
grado di immediatezza. Così, la favola antica sull'impossibile
collaborazione fra la rana e lo scorpione apre la scena alle
domande sul perché tutti i nostri tentativi di dialogo
sembrino destinati all'insuccesso; e sul perché sia
proprio il linguaggio a segnarne il fallimento. Ma forse c'è
un fattore umano che può ribaltare le prospettive più
scontate e tetragone. Bisogna riportare questo fattore sulla
scena, magari a partire dallo spettatore. Così il palco
svuotato, anziché mostrarsi come luogo di spopolamento,
può farsi luogo dell'accoglienza.
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Lo spettacolo
Lo scorpione, portato sulla schiena della rana per attraversare
il fiume, punge la rana. La rana morendo chiede allo scorpione:
"Perché mi hai punto, visto che in questo modo
moriremo entrambi?". Lo scorpione risponde: "Perché
è nella mia natura".
Esopo
Pink, Me & The Roses è un decadimento.
Un "concerto" in cui il vecchio rocker suona musica
che parla di musica. La morte-suicidio dello pseudo-attore
e della pseudo-scena. Tutto sembra tendere al basso, distruggersi
e ricomporsi in un gioco senza storia. Ci chiediamo dov'è
il dentro e dov'è il fuori, dov'è il limite
tra il corpo del performer e quello del personaggio, tra lo
spettacolo come evento linguistico e la sua distruzione, dove
sono i limiti tra le cose, tra rana e scorpione, tra vittoria
e sconfitta, tra bene e male.
Pink, Me & The Roses è - un palloncino -
una parrucca - una poltrona - un golf - del linoleum - un
coltello in una bocca - del pvc - un trespallet - due tacchi
- e anche
un occhio di bue su due ruote.
Ma Pink, Me & The Roses è anche e soprattutto
un palloncino che esplode, il tutto che procede, comunque,
a strattoni e per continui inceppi, in un dispositivo in cui
l'errore è inevitabile e accettato come tale. Siamo
rimasti imprigionati, non nostro malgrado ma volontariamente,
dentro il teatro stesso. Pink, Me & The Roses non
solo rivela ciò che succede dietro le quinte, ma anche
come si è arrivati alla messa in scena: il processo.
Il making off irrompe in una scena essenziale: pochi
oggetti, pochi colori, poco spazio e ben marcato. Ancora una
volta si tenta di costruire l'ennesima finzione, ma siamo
oltre la narrazione e l'inganno non regge più. Improvvisamente
la scatola nera diventa bianca: la vita irrompe, si presenta,
è lì, imbarazzante, ti guarda e come è
arrivata si allontana, torna dietro la maschera.
Durante il processo siamo saltati da un piano a un altro di
analisi, cercando di capire chi fosse la rana e chi fosse
lo scorpione. Abbiamo individuato nel teatro lo strumento
di auto-determinazione per eccellenza, il passaggio concesso
per attraversare il fiume (la rana); e nell'attore il conflitto
perenne tra la propria natura e la necessità di divenire
altro - il desiderio di attraversare il fiume (lo scorpione).
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La compagnia
Benno Steinegger, Anna Destefanis e Leonardo Mazzi si conoscono
da diversi anni e hanno collaborato in forme diverse a vari
progetti. Riscontrando nei propri percorsi dei codici comuni,
hanno deciso di approfondire la propria ricerca in una direzione
condivisa: Codice Ivan.
Benno Steinegger, laureato in Scienze Politiche, ha
proseguito gli studi a Londra alla Central School of Speech
and Drama, University of London; ha diretto e interpretato
Oblivion (Royal Vauxhall Tavern), Ba'it (Curty
Gallery) e Cecchini/Scharfschuetzen; ha collaborato
con Chille de la balanza, Kinkaleri, Giorgia Maretta e partecipato
a workshop con Rodrigio Garcia, Complicite, Armando Punzo,
Odin Theatret e altri. Attualmente collabora con Motus per
una nuova produzione.
Leonardo Mazzi, esperto di comunicazione e immagine
digitale, dopo aver seguito corsi di Storia dell'Arte Moderna
e Contemporanea presso l'Università di Firenze, si
è avvicinato al mondo della performance focalizzandosi
sugli aspetti visivi e processuali. Fra i progetti a cui ha
partecipato: We're talking about music, 37a Biennale
di Venezia, Alcuni giorni sono migliori di altri, di
Kinkaleri, Centro Pecci e One tongue touching another tongue,
Galleria Project Gentili.
Anna Destefanis, dopo la laurea in Scienze della Formazione
ha continuato gli studi a Londra al Goldsmiths College, University
of London (Master in Performance Making). Ha codiretto e interpretato
varie performance tra cui Schizzo-Frame, Land without e
Snake Attack. Ha partecipato a workshop con A2, Franco
B., Odin Teatret, Gabriella Bartolomei, Sayoko Onischi e altri.
Ha collaborato con E:Vent Gallery, Chille de la balanza, Fluxus.
È membro fondatore della faf - Florence Art Factory.
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