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2009 12a edizione |
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>> ANAGOOR
----TEMPESTA
>> Imamama
---- Come bestie che cercano bestie
>> BALOON PERFORMING
CLUB
---- COSMOPOLIS
>> Nuda
Veritas
----Eden
>> Luca Serrani
---- Come senza respiro
>> Danila Fiorino
---- Finché ci siamo
>> Teatro
di Legno
---- Non merita lamenti
>> LAFABBRICA
---- Quando saremo GRANDI!
>> Codice Ivan
---- Pink, Me & The Roses
>>
Marta Cuscunà
---- È BELLO VIVERE LIBERI!
>> Valentina
Grigò
---- Edith
>> Marzia
Gambardella
---- La collina degli angeli - ovvero ricordanze e sortilegi
>> Massimo
Zaccaria
----La Cisterna
>> Camilla
Barbarito
---- Pino
>> Odemà (Enrico
Ballardini, Giulia D'Imperio, Davide Gorla)
---- A tua immagine
>> Chiara Bersani_Claudia
Valla
---- Progetto Dearest. 2° studio performativo
>>Franca
Battaglia
----La Bella Lena - viaggio verso l'estasi in 12 contrazioni
>>Andolina-Calò-Robbiano-Di
Matteo
----Masculiata
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Marzia Gambardella (Milano)
La collina degli angeli - ovvero ricordanze e sortilegi
di Marzia Gambardella con Michele Fontana
Marzia Gambardella,
Beatrice Volpi
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Marzia Gambardella
piazza Bibbiena, 1 - 20136 Milano cell. 338 5331731 marziagambardella@yahoo.it
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La collina degli angeli
è una casa di riposo per anziani: è limbo, interregno,
anticamera dell'epilogo. È un capolinea: ci si arriva
alla fine della vita, con tutto il vissuto alle spalle e memoria
e corpo a brandelli.
In questo luogo così (per definizione) estremo il dove
si è è in assoluta, grottesca corrispondenza
con il come si è. Un ospite in stadio avanzato
di demenza senile alla domanda "dove siamo?" risponde
inevitabilmente in modo non letterale poiché il suo
dove, è il suo come - un come in cui il tempo
perduto affiora, irrompe, coabita, si sovrappone al tempo oggettivo
della messa in scena. A sua volta, un ospite non affetto da
particolari patologie mentali, ma costretto in un letto di degenza,
si ritrova intrappolato in un dove che è un come:
un corpicino inerme che è impaccio, malattia, tubi, macchinari
incomprensibili. E le persone attorno - parenti, assistenti
- saranno più o meno presenti a seconda del bisogno o
dello stato di coscienza dell'anziano, presentandosi di volta
in volta sotto forma di carezzevoli voci o mani che invadono
spazi o gesti che accudiscono. Questo come è il
contenuto del progetto ed è anche ingrediente sostanziale,
cifra stilistica del racconto: il dove è introdotto
da subito attraverso la palese messa in scena del come.
Il luogo, lo spazio aperto della scena, è da subito un
luogo non realistico. È luogo in cui le memorie prendono
corpo, svelando quello che visi, gesti e parole non raccontano
più di noi - creature abitate da voci, immagini, resti
di memoria.
Prendono corpo anche le ombre, amplificando i silenzi interiori;
e prendono corpo le sensazioni: mani sproporzionatamente grandi
che invadono gli spazi privati di un letto, figure immerse in
un buio che è isolamento, indecifrabili rumori di ospedale
che all'orecchio dell'attante si trasformano in galoppo di cavalli...
Lo spettacolo quindi prevede l'uso di figure, ombre, filmati
e rumori, ossia mezzi funzionali a esaltare il come di
un luogo seppur non realistico, assolutamente reale.
I personaggi sono cinque: tre ospiti della casa di riposo, l'assistente
Angelina e una parente; quattro figure e un'attrice per una
tragicomica, a volte grottesca, a volte cruda, a volte languida
messa in scena di un'umanità che diventa portavoce di
un discorso che trascende le individualità e tutti ci
riguarda. Ricordanza e sortilegio come antidoto
al vuoto niente di un Qohélet.
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Marzia Gambardella nasce a Milano nel 1977. Segue
scuole di teatro a Milano (Teatro Carcano, Dedalo Teatro,
Compagnia Extramondo) e a Roma (Studio De Fazio). Studia danza
con diversi insegnanti tra cui Eugenio De Mello, Prisca Picano,
Ariella Vidach. Partecipa ai seminari di Gianna Valenti, Monique
Arnaud, Antonio Viganò, Marcello Bartoli. Si avvicina
al teatro di figura collaborando con il Teatro Laboratorio
Mangiafuoco e studiando laboratorialmente con la Compagnia
Marionettistica Carlo Colla, con Bruno Leone, Ceniz Ozek,
Massimo Gambarutti, Donato Sartori.
Nel 2005 si laurea in filosofia. Nel 2006 vince il concorso
teatrale femminile La parola e il gesto (giuria presieduta
da Roberto Cavosi). Attualmente lavora come attrice e burattinaia.
Michele Fontana nasce a Busto Arsizio nel 1976. Studia
recitazione presso Quelli di Grock e successivamente con Domenique
De Fazio; studia danza con Erica Giovannini, Monica Francia
e Giovanni Di Cicco. Come attore, partecipa a lavori di Pippo
Delbono, Quelli di Grock, Armando Punzo, Serena Sinigaglia,
Antonio Vigano. È inoltre scenografo e autore di spettacoli,
fra cui Uomini e Alberi (monologo) ed Everyman
(teatro d'attore / teatro di figura). Nel 2007 vince Prova
d'Attore - Concorso Nazionale per attrici ed attori di prosa,
organizzato da Tangram Teatro. Dal 2005 collabora con Cittadellarte
- Fondazione Pistoletto, realizzando progetti di Arte Pubblica,
video documentari e installazioni.
Beatrice Volpi nasce a Busto Arsizio nel 1976. Studia
canto tradizionale e pianoforte al Conservatorio Verdi di
Milano. Studia canto lirico, tecniche jazz e tecnica americana
Voice Craft con Jo Estill, conseguendo nel 2000 la licenza
d'insegnamento. Studia recitazione con diversi insegnanti
e registi tra cui César Brie e Gabriele Vacis. Partecipa
a laboratori di teatrodanza (Corte Sconta, Compagnia Wee -
Oslo, Barre Philips, André Minvielle e Anne Pietsch)
e studia la tecnica dei muppets con Stefano Di Pumpo
collaborando nella produzione di spettacoli per FuntasticTeam.
Attualmente lavora come insegnante di canto e voce, come attrice
e animatrice. Dirige il Gospel Choir e canta nel suo quartetto
jazz.
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