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La collina degli angeli - ovvero ricordanze e sortilegi

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Marzia Gambardella (Milano)
La collina degli angeli - ovvero ricordanze e sortilegi

di Marzia Gambardella con Michele Fontana
Marzia Gambardella,
Beatrice Volpi







Marzia Gambardella
piazza Bibbiena, 1 - 20136 Milano cell. 338 5331731 marziagambardella@yahoo.it













 
La collina degli angeli è una casa di riposo per anziani: è limbo, interregno, anticamera dell'epilogo. È un capolinea: ci si arriva alla fine della vita, con tutto il vissuto alle spalle e memoria e corpo a brandelli.
In questo luogo così (per definizione) estremo il dove si è è in assoluta, grottesca corrispondenza con il come si è. Un ospite in stadio avanzato di demenza senile alla domanda "dove siamo?" risponde inevitabilmente in modo non letterale poiché il suo dove, è il suo come - un come in cui il tempo perduto affiora, irrompe, coabita, si sovrappone al tempo oggettivo della messa in scena. A sua volta, un ospite non affetto da particolari patologie mentali, ma costretto in un letto di degenza, si ritrova intrappolato in un dove che è un come: un corpicino inerme che è impaccio, malattia, tubi, macchinari incomprensibili. E le persone attorno - parenti, assistenti - saranno più o meno presenti a seconda del bisogno o dello stato di coscienza dell'anziano, presentandosi di volta in volta sotto forma di carezzevoli voci o mani che invadono spazi o gesti che accudiscono. Questo come è il contenuto del progetto ed è anche ingrediente sostanziale, cifra stilistica del racconto: il dove è introdotto da subito attraverso la palese messa in scena del come.
Il luogo, lo spazio aperto della scena, è da subito un luogo non realistico. È luogo in cui le memorie prendono corpo, svelando quello che visi, gesti e parole non raccontano più di noi - creature abitate da voci, immagini, resti di memoria.
Prendono corpo anche le ombre, amplificando i silenzi interiori; e prendono corpo le sensazioni: mani sproporzionatamente grandi che invadono gli spazi privati di un letto, figure immerse in un buio che è isolamento, indecifrabili rumori di ospedale che all'orecchio dell'attante si trasformano in galoppo di cavalli...
Lo spettacolo quindi prevede l'uso di figure, ombre, filmati e rumori, ossia mezzi funzionali a esaltare il come di un luogo seppur non realistico, assolutamente reale.
I personaggi sono cinque: tre ospiti della casa di riposo, l'assistente Angelina e una parente; quattro figure e un'attrice per una tragicomica, a volte grottesca, a volte cruda, a volte languida messa in scena di un'umanità che diventa portavoce di un discorso che trascende le individualità e tutti ci riguarda. Ricordanza e sortilegio come antidoto al vuoto niente di un Qohélet.



Marzia Gambardella nasce a Milano nel 1977. Segue scuole di teatro a Milano (Teatro Carcano, Dedalo Teatro, Compagnia Extramondo) e a Roma (Studio De Fazio). Studia danza con diversi insegnanti tra cui Eugenio De Mello, Prisca Picano, Ariella Vidach. Partecipa ai seminari di Gianna Valenti, Monique Arnaud, Antonio Viganò, Marcello Bartoli. Si avvicina al teatro di figura collaborando con il Teatro Laboratorio Mangiafuoco e studiando laboratorialmente con la Compagnia Marionettistica Carlo Colla, con Bruno Leone, Ceniz Ozek, Massimo Gambarutti, Donato Sartori.
Nel 2005 si laurea in filosofia. Nel 2006 vince il concorso teatrale femminile La parola e il gesto (giuria presieduta da Roberto Cavosi). Attualmente lavora come attrice e burattinaia. Michele Fontana nasce a Busto Arsizio nel 1976. Studia recitazione presso Quelli di Grock e successivamente con Domenique De Fazio; studia danza con Erica Giovannini, Monica Francia e Giovanni Di Cicco. Come attore, partecipa a lavori di Pippo Delbono, Quelli di Grock, Armando Punzo, Serena Sinigaglia, Antonio Vigano. È inoltre scenografo e autore di spettacoli, fra cui Uomini e Alberi (monologo) ed Everyman (teatro d'attore / teatro di figura). Nel 2007 vince Prova d'Attore - Concorso Nazionale per attrici ed attori di prosa, organizzato da Tangram Teatro. Dal 2005 collabora con Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, realizzando progetti di Arte Pubblica, video documentari e installazioni.
Beatrice Volpi nasce a Busto Arsizio nel 1976. Studia canto tradizionale e pianoforte al Conservatorio Verdi di Milano. Studia canto lirico, tecniche jazz e tecnica americana Voice Craft con Jo Estill, conseguendo nel 2000 la licenza d'insegnamento. Studia recitazione con diversi insegnanti e registi tra cui César Brie e Gabriele Vacis. Partecipa a laboratori di teatrodanza (Corte Sconta, Compagnia Wee - Oslo, Barre Philips, André Minvielle e Anne Pietsch) e studia la tecnica dei muppets con Stefano Di Pumpo collaborando nella produzione di spettacoli per FuntasticTeam. Attualmente lavora come insegnante di canto e voce, come attrice e animatrice. Dirige il Gospel Choir e canta nel suo quartetto jazz.

 
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