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2009 12a edizione
 

>> ANAGOOR
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TEMPESTA

>> Imamama
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Come bestie che cercano bestie

>> BALOON PERFORMING CLUB
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COSMOPOLIS

>> Nuda Veritas
----Eden



>> Luca Serrani
---- Come senza respiro


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---- Finché ci siamo


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Quando saremo GRANDI!

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Pink, Me & The Roses

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È BELLO VIVERE LIBERI!

>> Valentina Grigò
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Edith

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La collina degli angeli - ovvero ricordanze e sortilegi

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----La Cisterna


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>> Odemà (Enrico Ballardini, Giulia D'Imperio, Davide Gorla)
---- A tua immagine



>> Chiara Bersani_Claudia Valla
---- Progetto Dearest. 2° studio performativo

>>Franca Battaglia
----La Bella Lena - viaggio verso l'estasi in 12 contrazioni

>>Andolina-Calò-Robbiano-Di Matteo
----Masculiata






Valentina Grigò (Marti - Pisa)
Edith


scritto, diretto e interpretato da Valentina Grigò
collaborazione alla costruzione degli oggetti di scena Valerio Cioni






Valentina Grigò
via L. Bartolini, 15 - Empoli 50053 (FI)
cell. 347 9808645
magagrigo@hotmail.it












 
Edith Piaf canta gli ultimi dell'umanità e l'amore senza il quale non si è nulla.
La sua è una vita dolorosa, piena di sofferenze fisiche ed emotive. Fin da piccola ha provato cosa fosse l'abbandono e, per tutto il tempo a sua disposizione, ha aspettato l'amore trovando più spesso il vuoto dentro e intorno a sé.
Edith Piaf aveva però il suo luogo "sacro", dove poteva trasfigurare/trasfigurarsi, dove liberare l'anima ed essere presente col cuore intero: le sue canzoni e la sua voce.
La scena rappresenta un luogo di internamento dove un'anima in carne e ossa si muove tra apparizioni e presenze: quest'anima è un po' Edith abbandonata da piccola, un po' sua figlia, qui proiettata in età adulta, che con le sue parole fa da specchio narrante alle vicende che la legano alla madre. (Edith Piaf a 17 anni ebbe una figlia che morì per una febbre a soli due anni di vita).
Una storia di marginalità, di disagio psichico, ma anche d'amore e intensità, un modo per focalizzare lo sguardo sull'alterazione mentale e sul suo valore eversivo e poetico, per liberarsi dalla sclerosi del giudizio e dalla diffusa "ospedalizzazione mentale". Il tentativo è anche quello di creare un legame tra la vita e la voce dell'artista francese, il racconto poetico di Alda Merini, e un personale universo noir e visionario.
Il lavoro contiene inoltre molteplici riferimenti all'immaginario novecentesco, ossia agli anni che Edith Piaf attraversò con la sua voce indimenticata.
Diversi i registri linguistici utilizzati: dal lavoro d'attore al canto, dal linguaggio video all'uso di marionette e oggetti, animati e trasformati secondo le tecniche del teatro di figura


Valentina Grigò si è laureata in Cinema e Immagine Elettronica presso l'Università di Pisa e si occupa di video-documentario e video-arte. Nel 2002 ha frequentato la Scuola di Teatro di Figura diretta da Claudio Cinelli individuando in questo linguaggio il suo ambito creativo d'elezione. Dal 2004 è attrice e cantante in numerosi spettacoli di teatro e musical di strada diretti da Stefano Filippi del Teatro Ferramenta di Bologna. Negli ultimi due anni ha prodotto due spettacoli di figura e video-teatro, Mouseville e I testimoni, con la compagnia Porte Girevoli diretta da Claudio Cinelli.
Dopo aver partecipato al progetto EQUUS, presso la comunità di recupero per malati psichiatrici Il Germoglio di Bergamo, in collaborazione con La Città del Teatro di Cascina, ha deciso di esplorare l'immaginario della follia, presente nelle sue ultime opere video e nel progetto Edith.





 
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