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2009 12a edizione |
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>> ANAGOOR
----TEMPESTA
>> Imamama
---- Come bestie che cercano bestie
>> BALOON PERFORMING
CLUB
---- COSMOPOLIS
>> Nuda
Veritas
----Eden
>> Luca Serrani
---- Come senza respiro
>> Danila Fiorino
---- Finché ci siamo
>> Teatro
di Legno
---- Non merita lamenti
>> LAFABBRICA
---- Quando saremo GRANDI!
>> Codice Ivan
---- Pink, Me & The Roses
>>
Marta Cuscunà
---- È BELLO VIVERE LIBERI!
>> Valentina
Grigò
---- Edith
>> Marzia
Gambardella
---- La collina degli angeli - ovvero ricordanze e sortilegi
>> Massimo
Zaccaria
----La Cisterna
>> Camilla
Barbarito
---- Pino
>> Odemà (Enrico
Ballardini, Giulia D'Imperio, Davide Gorla)
---- A tua immagine
>> Chiara Bersani_Claudia
Valla
---- Progetto Dearest. 2° studio performativo
>>Franca
Battaglia
----La Bella Lena - viaggio verso l'estasi in 12 contrazioni
>>Andolina-Calò-Robbiano-Di
Matteo
----Masculiata
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Valentina Grigò (Marti - Pisa)
Edith
scritto, diretto e interpretato da Valentina Grigò
collaborazione alla costruzione degli oggetti di scena Valerio
Cioni
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Valentina Grigò
via L. Bartolini, 15 - Empoli 50053 (FI)
cell. 347 9808645
magagrigo@hotmail.it
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Edith Piaf canta gli ultimi
dell'umanità e l'amore senza il quale non si è
nulla.
La sua è una vita dolorosa, piena di sofferenze fisiche
ed emotive. Fin da piccola ha provato cosa fosse l'abbandono
e, per tutto il tempo a sua disposizione, ha aspettato l'amore
trovando più spesso il vuoto dentro e intorno a sé.
Edith Piaf aveva però il suo luogo "sacro",
dove poteva trasfigurare/trasfigurarsi, dove liberare l'anima
ed essere presente col cuore intero: le sue canzoni e la sua
voce.
La scena rappresenta un luogo di internamento dove un'anima
in carne e ossa si muove tra apparizioni e presenze: quest'anima
è un po' Edith abbandonata da piccola, un po' sua figlia,
qui proiettata in età adulta, che con le sue parole fa
da specchio narrante alle vicende che la legano alla madre.
(Edith Piaf a 17 anni ebbe una figlia che morì per una
febbre a soli due anni di vita).
Una storia di marginalità, di disagio psichico, ma anche
d'amore e intensità, un modo per focalizzare lo sguardo
sull'alterazione mentale e sul suo valore eversivo e poetico,
per liberarsi dalla sclerosi del giudizio e dalla diffusa "ospedalizzazione
mentale". Il tentativo è anche quello di creare
un legame tra la vita e la voce dell'artista francese, il racconto
poetico di Alda Merini, e un personale universo noir e visionario.
Il lavoro contiene inoltre molteplici riferimenti all'immaginario
novecentesco, ossia agli anni che Edith Piaf attraversò
con la sua voce indimenticata.
Diversi i registri linguistici utilizzati: dal lavoro d'attore
al canto, dal linguaggio video all'uso di marionette e oggetti,
animati e trasformati secondo le tecniche del teatro di figura
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Valentina Grigò si è laureata in Cinema
e Immagine Elettronica presso l'Università di Pisa
e si occupa di video-documentario e video-arte. Nel 2002 ha
frequentato la Scuola di Teatro di Figura diretta da Claudio
Cinelli individuando in questo linguaggio il suo ambito creativo
d'elezione. Dal 2004 è attrice e cantante in numerosi
spettacoli di teatro e musical di strada diretti da Stefano
Filippi del Teatro Ferramenta di Bologna. Negli ultimi due
anni ha prodotto due spettacoli di figura e video-teatro,
Mouseville e I testimoni, con la compagnia Porte
Girevoli diretta da Claudio Cinelli.
Dopo aver partecipato al progetto EQUUS, presso la comunità
di recupero per malati psichiatrici Il Germoglio di Bergamo,
in collaborazione con La Città del Teatro di Cascina,
ha deciso di esplorare l'immaginario della follia, presente
nelle sue ultime opere video e nel progetto Edith.
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