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2009 12a edizione - FINALE
PRESENTAZIONI

La scena mancante

Scriviamo queste note mentre il paese è attraversato da un disagio che investe fortemente le giovani generazioni, di cui sempre meno si parla come di una risorsa, quasi fossero presenze "fuori luogo", nella senescenza aggressiva di un sistema economico, politico e culturale quanto mai arroccato nella conservazione di se stesso. Anzi, a ben pensare, dei giovani non si parla affatto e soprattutto non li si fa parlare. Non si dà loro voce. Quella che li ritrae è un'immagine polarizzata fra l'apparenza dei modelli indotti e la realtà dei bisogni negati. Ultrarappresentata la prima, nella scena sostitutiva della rappresentazione mediatica (i giovani corpi esibiti nei ruoli richiesti dai copioni - sempre più coincidenti - della televisione o della politica), ipocritamente liquidata come ineluttabile la seconda (le giovani aspettative affidate all'eterno precariato del lavoro interinale e alla desocializzazione del lavoro che si vuole autonomo ed è dipendente ma senza tutele sociali). E in mezzo, fra veline e partite iva, c'è la scena mancante: quella dei giovani che dovrebbero essere protagonisti della loro esistenza, armoniosamente integrati in una collettività che li valorizzi e ne sia valorizzata.
È una ben magra consolazione ma, nel piccolo mondo del teatro, Scenario si ostina a rappresentare quella scena mancante. Scenario è fatto dei giovani artisti che, di anno in anno, propongono alle diverse edizioni del premio le loro visioni; e il panorama del nuovo che ne esce è esclusivamente il loro.
Sarà una bicicletta un po' scalcinata (come l'immagine che ha accompagnato la presente edizione del premio) quella che Scenario offre ai giovani artisti per mettersi in cammino. Ma ha il merito di non mentire né millantare. Un mezzo povero e antico, che reagisce a chi lo vorrebbe anacronistico, e continua a rimanifestarsi attraverso percorsi molteplici, a patto di sapersi mettere in sintonia con la lentezza, e di saper coniugare tecnica e poesia.
Sfogliando questo libretto, altre foto scorrono, assai diverse fra loro, come il panorama offerto quest'anno dalla finale di Scenario. Immagini non scontate, volti e fisicità interessanti, che rivelano elementi di tensione e sospensione. E molti oggetti, burattini, pupazzi, ombre. L'artigianato del teatro ha fatto prepotentemente capolino, coniugandosi in molti casi con la ricerca multimediale, quasi a indicare la straordinaria attualità del tema della manipolazione, ma anche del doppio come entità scenica ulteriore o figura dell'indicibile.
Attraverso riferimenti tratti dalla pittura o dalla letteratura, dalla storia o dall'attualità, i 18 progetti finalisti rivelano tratti sorprendentemente comuni. Scorrendo le presentazioni, emergono dicotomie che appartengono ai paradossi della contemporaneità: isolamento e globalizzazione, ossessioni metropolitane e periferie post-pasoliniane, comicità straziante e strazi senza lamenti, giovani decrepiti e anziani sognatori, morti per lavoro e malattie della modernità, religione e potere, maschile e femminile e altre metafore dell'autorità e della coercizione.
All'insegna della molteplicità, i giovani artisti impongono con forza la presenza umana sulla scena, e lo fanno avvalendosi dell'intero campionario dei linguaggi e delle tecniche disponibili.
È quanto affidiamo alla riflessione del teatro, augurandoci ancora una volta che tanta ricchezza trovi attenzione e accoglienza. L'opportunità di essere ancora a Santarcangelo ci pare il migliore viatico in questo senso. Di questa felice collaborazione ringraziamo la direzione artistica, così come ringraziamo i nostri compagni di strada dell'Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, coi quali da quest'anno abbiamo reso ancora più organico il progetto comune per un premio dedicato ai "nuovi linguaggi per la ricerca e per l'impegno civile"


Stefano Cipiciani
presidente Associazione Scenario
Cristina Valenti
direttore artistico Associazione Scenario



 

Scenario-Ustica: un "campo" per nuove esperienze
Siamo arrivati alla quarta edizione del Premio Senario-Ustica per il teatro di impegno civile e si può cominciare a fare un bilancio ponderato dell'esperienza.
E allora per prima cosa mi sento di sottolineare che da questa edizione inizia un rapporto stretto di collaborazione con l'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. E, se di questo debbo essere grata alla sensibilità e all'attenzione ai problemi della cultura civile della Presidente Monica Donini, non posso nascondere che vi vedo anche il segno di un riconoscimento: siamo ritenuti un'esperienza positiva, che può essere considerata strumento efficace nel vasto campo dell'impegno per la creazione di una coscienza civile.
A questo ci ha portato il lavoro in profondità di Scenario, dei suoi soci, che ha creato lo spazio, il "campo", nel quale nuove esperienze teatrali hanno potuto germogliare. E queste esperienze, che si sono sviluppate attorno ai temi dell'impegno sociale, sono state notevoli, piene di viva intelligenza, mai banali. I lavori premiati, i lavori segnalati hanno sempre costituito prodotti di grande spessore che hanno poi avuto "vite" teatrali lunghe e felici. Nello stesso tempo i protagonisti dei vari lavori, presi singolarmente, per la ricchezza delle loro personalità, hanno saputo avviarsi per cammini professionali proficui, segnando altre tappe importanti della vita teatrale.
Quindi spettacoli belli, ma anche singole presenze significative. E la mappa degli argomenti trattati ha delineato un esauriente spaccato delle sensibilità, soprattutto delle giovani generazioni, offrendo sempre validi argomenti di riflessione sulla contemporaneità.
Abbiamo fatto, quindi, un percorso positivo e affascinante; partendo dalla consapevolezza del tanto che il mondo dello spettacolo, e del teatro in particolare, aveva fatto per aiutare l'Associazione nel suo impegno per la verità, abbiamo costruito momenti di arricchimento culturale, liberato energie vitali, dato corpo ad aspirazioni, creato momenti di riflessione vera.
Da quest'anno poi, dal prossimo anniversario del 27 giugno, gli spettacoli finalisti saranno rappresentati nel Giardino attorno al Museo della Memoria di Bologna. Si apre un'altra esperienza, quella di dare continuità e vita a uno spazio dedicato alla memoria, un Giardino della Memoria attorno al relitto del DC9. E, ancora una volta, il teatro dovrà essere protagonista.
Tutto questo nasce dalla collaborazione con Scenario e allora grandissima è la mia riconoscenza a Scenario, alla Presidenza e alla Direzione artistica, ai soci tutti, per quello che è stato fatto e altrettanto grande è la speranza nell'impegno a continuare


Daria Bonfietti
presidente Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica

 

Un segno plurale
Parallelamente all'approssimarsi del primo festival del triennio, prende forma anche la dimensione più articolata del progetto Santarcangelo 2009-2011, che si orienta su diverse azioni, tra cui la collaborazione, aperta e di lunga durata, con il Premio Scenario.
L'adesione alle sue "finali" ci permette di rimarcare, con segno plurale, la prospettiva di sguardo e confronto necessaria allo svolgersi del nostro progetto. Il Premio Scenario è di casa a Santarcangelo dei Teatri ed è parte integrante della storia personale di molti di noi. È poi uno dei nodi che hanno contribuito alla felicità artistica della scena italiana degli ultimi decenni, dimostrando di saper interrogare e interrogarsi, migliorando nel tempo la propria traiettoria e ribadendo una modalità teatrale che, nel suo tratto operoso e corale, sentiamo vicina.
Altri capitoli, dal segno simile e diverso, manterranno accesa la nostra tensione al futuro, nell'arco di un progetto dove si confrontano alla direzione artistica Chiara Guidi, Enrico Casagrande e Ermanna Montanari, con uno sguardo che supera la ristrettezza temporale dello stesso triennio e si rivolge al destino del festival e alla scrittura di una nuova prospettiva per l'agire teatrale contemporaneo.

Silvia Bottiroli, Rodolfo Sacchettini e Cristina Ventrucci
coordinamento critico-organizzativo Santarcangelo 2009-2011

     
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