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2009 12a edizione
 

>> ANAGOOR
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TEMPESTA

>> Imamama
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Come bestie che cercano bestie

>> BALOON PERFORMING CLUB
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COSMOPOLIS

>> Nuda Veritas
----Eden



>> Luca Serrani
---- Come senza respiro


>> Danila Fiorino
---- Finché ci siamo


>> Teatro di Legno
---- Non merita lamenti


>> LAFABBRICA
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Quando saremo GRANDI!

>> Codice Ivan
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Pink, Me & The Roses

>> Marta Cuscunà
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È BELLO VIVERE LIBERI!

>> Valentina Grigò
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Edith

>> Marzia Gambardella
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La collina degli angeli - ovvero ricordanze e sortilegi

>> Massimo Zaccaria
----La Cisterna


>> Camilla Barbarito
---- Pino

>> Odemà (Enrico Ballardini, Giulia D'Imperio, Davide Gorla)
---- A tua immagine



>> Chiara Bersani_Claudia Valla
---- Progetto Dearest. 2° studio performativo

>>Franca Battaglia
----La Bella Lena - viaggio verso l'estasi in 12 contrazioni

>>Andolina-Calò-Robbiano-Di Matteo
----Masculiata





Massimo Zaccaria (Costernino - Brindisi)
La Cisterna

SELEZIONE SCENARIO PER USTICA

di e con Massimo Zaccaria







Massimo Zaccaria
contrada Masseria Piccola, 29 - 72014 Cisternino (BR)
cell. 338 22 12 384
maxzac1@virgilio.it















 
La storia. Un uomo in una piazza del sud del mondo grida al cielo il suo dolore.
Abbandonato dalla moglie e dal figlio si ritrova da anni ad aspettare un santo che non si fermerà mai. Aspetta quel santo con fede cieca per ottenere un miracolo di cui non ha bisogno. Un uomo senza un braccio, questo è per tutti gli altri, per la gente, per se stesso. La piazza lo stringe, lo circonda. Gli occhi degli altri gli pesano addosso come piombo. E, tra il ricordo di un sogno, di un figlio che non incontra da anni, vive questa vita fatta di niente.
Pinuccio anni addietro lavorava in una rimessa lavaggio. Un compagno cade dentro la cisterna al cui interno ci sono vapori di zolfo, non ha scampo, così come non hanno scampo gli altri tre suoi compagni intervenuti per aiutarlo.
Un Giufà pugliese contro voglia, suo malgrado. Chi è Pinuccio, cosa vuole? Vuole che il nastro del tempo si riavvolga, vuole cancellare dalla sua testa il ricordo, il senso di colpa per la morte dei suoi amici. Vorrebbe entrare nella cisterna e salvarli tutti. Invece le cose che sono avvenute rimangono lì, come un'immagine riflessa dentro l'acqua.

Il fatto. "la Repubblica" martedì 4 marzo 2008.
"Lunedì 3 marzo 2008, Molfetta. Lo zolfo a contatto con l'acqua diventa acido solforico. Nessuno lo sapeva. Doveva essere un'operazione di routine, la pulitura di una cisterna vuota utilizzata per trasportare zolfo. Il grande bidone verde delle Fs cargo chemical poggiato sulla scocca di un camion e posteggiato sotto la tettoia con le testine rotanti e i getti d'acqua a 120 gradi.
È stata strage, alle tre del pomeriggio. La strage del Truck center di Molfetta.
I vapori velenosi usciti dalla cisterna hanno stordito e risucchiato sul fondo Guglielmo Mangano, 43 anni. Il collega Luigi Farinosa, 36 anni. Un giovane camionista, Biagio Sciancalepore, 22 anni, si è attivato un minuto dopo, e un minuto dopo era già morto dentro la cisterna. Stessa fine per Vincenzo Altomare di 63 anni, titolare dell'impresa e Michele Tasca di 19 anni, intossicato che muore qualche giorno dopo in ospedale. Cinque morti. Cinque nuove croci".

Sul palcoscenico. Prima di raccontare. Mi chiedo sempre: perché scelgo questa storia e non un'altra? Mi chiedo qual è il modo giusto, con quale punto di vista la racconto? Come testimone, come protagonista, come donna, come animale. Ne assumo i suoi occhi. Il corpo poi mi guida. Nella semplicità della storia cerco la mia nudità di uomo. La verità deve essere detta tutta senza fronzoli. Mi lascio andare, allora, mi abbandono a quello che i protagonisti della vicenda vogliono dire. Sosto silenzioso sul palcoscenico e aspetto. Vedo ombre che si muovono. Io non le inseguo, mi vengono a cercare, loro. Solo alla fine, stremato, capisco quello che vogliono dire.
Ogni parola mi pesa in bocca, ogni muscolo si allena, per lavare un camion. Si allenavano i polmoni per non respirare. Sciocco respiro zolfo acceso di un fiammifero per capire e non capisco. E allora rido e piango. Nessun metodo, solo la leggerezza dell'abbandono. Nessun metodo. Solo uno sguardo. Solo una parola e non un'altra





Massimo Zaccaria ha iniziato la sua formazione teatrale con ex componenti del Teatro Kismet di Bari: Vittorio Cosentino, Carlo Formigoni e Robert Mc Neer. Negli anni, ha collaborato con piccole compagnie nella provincia di Brindisi. Nel 2003, con il Teatro Steinhof di Ostuni, partecipa al Premio letterario Leonardo Sciascia a Grotte (AG) con lo spettacolo Ninna… nanna, meridione. Nel 2005 scrive e dirige il suo primo racconto sulla vicenda umana e politica di Peppino Impastato, Sangue freddo, arrivando in finale al concorso Festival delle Arti di Bologna. Nel 2006 collabora a Improzzaping, lavoro sui match d'improvvisazioni condotto dal clown canadese Ian Algie. Nel 2007 vince il premio come Giovane talento nel concorso Prova d'attore di Taranto con lo spettacolo Il Minotauro di Friedrich Dürrenmatt. Nel 2008 prende parte allo spettacolo Il criminale (regia di Robert Budina per Nuove produzioni spettacolari). Partecipa a diversi cortometraggi, fra i quali Terra di Giuseppe Convertini, La leggenda di Oria fumosa di Fabrizio Manigrasso (Kamikaze production, Milano) e Tatami di Sergio Angelillo (Apulia Film Commission).

 
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