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2011 13a edizione
 

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---- Salomé ha perso il lume





inQuanto teatro (Firenze)
Nil admirari

un progetto inQuanto teatro
con Matteo Balbo
Giacomo Bogani
Andrea Falcone
Floor Robert
drammaturgia Andrea Falcone
scene, luci e costumi inQuanto teatro

inQuanto teatro
referente: Andrea Falcone
borgo Santa Croce, 7 - 50122 Firenze
cell. 339 6781785
info@inquantoteatro.it
www.inquantoteatro.it









 

menzione Premio Scenario 2011

Per l’arguzia di un gioco scenico che coinvolge il pubblico con intelligenza e ironia e per la creazione di un linguaggio originale che inventa un mondo parallelo popolato di oggetti e governato dall’accumulo e dal non senso.

Lo spettacolo

Capita di scoprire che niente è come prima. Il mondo è diventato un immenso mare e noi ci stiamo sopra, galleggiando come fanno le nuvole in cielo. Di immersioni non se ne parla: lo specchio d’acqua è impenetrabile. Il lampo di un riflesso, ed è come cadere dalle nuvole, fare un buco nell’acqua, rialzarsi ma non sapere dove, sognare: passiamo da un passato all’altro senza saper scegliere, campiamo sui morti ma non sappiamo chi ringraziare.

Nil admirari vuol dire: non stupirsi di niente. Non meravigliarsi. Tutto è già stato. Ne è passata di acqua nei canali, di guerre e matrimoni sui canali che scorriamo, di fini del mondo finite in un nulla di fatto. Miriadi di storie, di scorie e di strutture ci stanno davanti. Tutte avrebbero un valore, una dignità, un preciso significato, se solo fossero sole.

È romantico voler identificarsi con ogni cosa, aspettare ancora, prima di fare una scelta. Questa pausa di riflessione, questo momento tra la veglia e il sonno, dura il tempo di un respiro, va via come un sorso di caffè. Oggi sembra non avere fine. Una dissoluzione universale che si mescola con la realtà quotidiana, la realtà di chi non sa come fare a smettere di prepararsi per iniziare ad agire. È un’idea di romanticismo. Qui ogni cosa non finisce, ma è l’inizio di un romanzo senza fine.

La compagnia

inQuanto teatro è un collettivo di ricerca teatrale che ha sede a Firenze, un incrocio tra artisti diversi e diversi modi di fare teatro. Il progetto nasce nel 2010, realizzando lo spettacolo Il gioco di Adamo, finalista alla terza edizione del Premio Scenario Infanzia 2010.

Abilità e tecniche insistono su un comune interesse. Come in un laboratorio, le trame del passato sono prese, tagliate e perfezionate da mani diverse, prima di essere indossate. Quel che conta è il dettaglio. La materia che trattiamo, le parole, gli oggetti sono un punto d’appoggio su cui far leva per sollevare l’incertezza del presente.

 
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