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2013 14a edizione
 

>> Thon Gu
----Biscotti Integrali Per La Libertà

>> Serena Di Gregorio
---- Cinque agosto

>> Silvia Costa e Giacomo Garaffoni
---- Quello che di più grande l’uomo ha realizzato sulla terra

>> Elisa Porciatti
----Ummonte

>> Valerio Malorni
----L'uomo nel diluvio

>> nO (Dance first. Think later)
---- trenofermo a-Katzelmacher

>> Collettivo InternoEnki
----M.E.D.E.A. Big Oil

>> Fratelli Dalla Via
---- Mio figlio era come un padre per me

>> Anita Otto
---- Boy Disappears

>> Ilaria Dalle Donne
----alice disambientata

>> Beatrice Baruffini
---- W (prova di resistenza)






foto © Marco Caselli Nirmal

>> foto di Tomaso Mario Bolis

>> tournée

>>rassegna stampa

>> photo gallery di © Marco Caselli Nirmal

>>audio-intervista di Michele Pascarella

 

Beatrice Baruffini (Parma)
W (prova di resistenza)

Selezione Scenario per Ustica

di e con Beatrice Baruffini
tecnico Riccardo Reina
disegno luci Emiliano Curà
montaggio audio | suono Dario Andreoli
voce fuori campo Marco Musso

residenza artistica Teatro delle Briciole | Solares fondazione delle Arti | Santarcangelo •12 •13 •14 Festival Internazionale del Teatro in Piazza

Beatrice Baruffini
via Imbriani, 60 - 43125 Parma
cell. 349 3574687
beatrice.baruffini@libero.it


 

segnalazione speciale Premio Scenario 2013

Motivazione della Giuria
Con vena poetica e semplicità Beatrice Baruffini rievoca la “prova di resistenza” degli abitanti dei quartieri popolari dell’Oltretorrente e del Naviglio di Parma che nel 1922 resistono all’aggressione dei fascisti, capitanati da Italo Balbo. È in un certo senso la stessa barricata, rappresentata da una serie di mattoni posati sulla scena, a dar vita all’intero racconto secondo la miglior tradizione del teatro di oggetti. Baruffini, recuperando le importanti esperienze di Claudia Dias e di Gyula Molnar, con originalità e senza retoriche commuove per la capacità di trasfigurazione e per la sensibilità nel recupero della memoria.

 

Lo spettacolo

I laterizi (o mattoni) di qualsiasi tipo e forma, debbono nella massa essere scevri da sassolini e da altre impurità; avere facce lisce e spigoli regolari; presentare alla frattura (non vetrosa) grana fine ed uniforme; dare al colpo di martello suono chiaro; assorbire acqua per immersione; asciugarsi all’aria con sufficiente rapidità; non sfaldarsi e non sfiorire sotto l’influenza degli agenti atmosferici e di soluzioni saline; non screpolarsi al fuoco ed inoltre avere resistenza adeguata agli sforzi ai quali dovranno essere assoggettati in relazione all’uso.” (art. 3 R.D. 16 novembre 1939 n° 2233)

La prova di resistenza è una prova caratteristica del mattone forato. Viene fatta applicando un carico di peso sempre maggiore su tutti e tre i lati del mattone, fino a raggiungere il carico di rottura e stabilire così il grado di resistenza del mattone forato.
“W” è il grido di vittoria di chi supera quella prova senza morire.
Parma 1922: prova di resistenza. Nei quartieri popolari dell’Oltretorrente e del Naviglio gli abitanti resistettero, innalzando le barricate, all’aggressione dei fascisti guidati da Italo Balbo.
Furono cinque giorni di scontri in cui quasi tutta la città si schierò unita contro un comune nemico. Donne, uomini, bambini, ragazzi, ognuno come poteva, parteciparono a una lotta collettiva che portò Parma a essere l’unica città in grado di respingere il fascismo, prima della marcia su Roma.
Questa è una storia di povertà e di vendetta. Di buoni e cattivi. Di rossi e neri. È un racconto dove le passioni nascono in strada, fuori dalla finestra, perché in casa si sta stretti. E in strada, in fila per il bagno, davanti all’unica fontana che pompa acqua, sugli scalini a giocare a carte, sulla porta delle osterie, si vive.
Si fa l’appello dei figli per vedere quanti sono.
Si fischietta Verdi, ci si prende a pugni, ci si allena alla lotta. Si sceglie la guerra.
Si alzano marciapiedi. Muri. Barricate.
È una storia di ribellione e di resistenza.
Di mattoni forati e di donne e uomini tutti d’un pezzo.

La compagnia

Beatrice Baruffini nasce nel 1980 a Suzzara (MN) e vive nel quartiere Oltretorrente a Parma. Si forma come attrice al Teatro delle Briciole di Parma, dove incontra Letizia Quintavalla, la Compagnia Rodisio, i Sacchi di Sabbia, Bruno Stori, Salvatore Arena. Tra le persone che influenzano maggiormente il suo lavoro vi sono Claudia Dias e Gyula Molnàr con i quali si è formata in questi ultimi anni e grazie ai quali ha iniziato un percorso poetico personale, dove gli oggetti e la composizione scenica in tempo reale sono al centro di questa ricerca.

Nel 2011 debutta alla regia con Frame-montaggio fissato a un corpo una performance nata grazie alla collaborazione con INteatro Polverigi. Nello stesso anno, co-dirige, scrive e interpreta lo spettacolo Il Viaggio, ovvero una storia di due vecchi, una produzione per l’infanzia del Teatro delle Briciole di Parma.


 
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