FESTIVAL SANTARCANGELO DEI TEATRI, 24, 25, 26 GIUGNO 2005

sabato 25 giugno, ore 21:15 | Il Lavatoio

Il deficiente

Gianfranco Berardi, Gaetano Colella | Taranto

di Gaetano Colella e Gianfranco Berardi
e con Angela Iurilli e Pietro Minniti
disegno luci Loredana Oddone
scene e costumi Sonia Cappellini

Gaetano Colella – Gianfranco Berardi
via Matteotti, 30
74012 Crispiano (TA)
tel. 099 612934
cell. 349 1845020
gaetanocolella@teletu.it

Progetto vincitore Premio Scenario 2005

Motivazione della Giuria
Un attento e originale disegno drammaturgico riportato in un complesso lavoro di scrittura scenica. Sotto il segno di un’apparente linearità narrativa, si strutturano una serie infinita di piani diversi. Le geometrie di un rapporto famigliare e le spezzature create dall’ingresso di una figura esterna, nascondono tensioni sottili, tracciano angolature più dolorose, delineano un universo di difficoltà, di impossibilità, di limitazioni. La nitidezza espressiva di tutto il progetto e la forte intensità dell’interpretazione rendono appieno la tessitura del dialogo e la fitta dinamica delle relazioni. Il gioco si rovescia sullo spettatore, poiché non è detto che tutto quello che si vede e si comprende sia esattamente così come lo si percepisce. Tutta la creazione mostra in controluce una sottilissima riflessione sulla percezione, interiore ed esteriore, sui limiti di questa, apparenti o no, sulle “deficienze” sensoriali ed emotive, riferite non soltanto a chi è in scena.

Il deficiente
La deficienza, comunemente intesa come stupidità, nel nostro caso fa riferimento all’etimo della parola stessa; “deficiente” è colui che ha un deficit, ovvero un limite, una “mancanza”.
Partendo da questo, la nostra indagine estende il concetto di deficienza non solo al limite psichico o fisico, ma a quello sentimentale, spirituale e morale, indagando le diverse situazioni in cui la “mancanza”, da condizione limitante qual è, diventa (per qualsivoglia motivo) causa dominante.
La storia è ambientata in una casa dove vivono tre fratelli. La condizione in cui vivono non è delle migliori e la precarietà è un elemento costante. Nessuno dei ragazzi possiede un lavoro stabile e uno di loro non lavora affatto poiché cieco. La sua condizione lo esonera da qualsiasi lavoro, ma aiuta l’intero nucleo familiare attraverso una pensione di invalidità che, di fatto, è l’unico reddito certo nell’economia della casa.
La sua condizione è di privilegiato poiché, essendo l’unico con un limite dichiarato, l’ordine della casa, lo stile di vita e le abitudini sono dettate dalle sue esigenze. Tutto è a misura di cieco, e gli altri, loro malgrado, si sentono in dovere di adattarsi a questa condizione. L’equilibrio di questa famiglia però diventerà precario quando una donna incinta, fidanzata del cieco, andrà a vivere sotto lo stesso tetto.
Da questo momento in poi verranno alla luce tutte le dinamiche conflittuali, tutti i subdoli pensieri di rabbia, invidia e gelosia, dovuti alla propria condizione di svantaggiati, che talvolta si paleseranno in piccoli e celati stratagemmi di vendetta.
In quest’aria di guerra intestina, ognuno sarà pronto a tutelare solo se stesso, rivelando gradualmente alla scena come la “deficienza” sia un elemento di uguaglianza fra gli uomini e quanto smisurata e variegata sia la miseria umana.

Gaetano Colella si è formato a Bologna attraverso laboratori condotti da Elena Bucci e Marco Sgrosso presso il Cimes, Centro di Musica e Spettacolo del Dams. Ha inoltre partecipato a diversi altri laboratori diretti da Rena Mirecka, Claudio Morganti, Gerard Toupiner, Gilles Granoillet. Ha avuto esperienze lavorative con la compagnia Le belle bandiere / Diablogues di cui è stato assistente alla regia in diversi spettacoli (Il berretto a sonagli, Anfitrione, Le smanie per la villeggiatura). Ha lavorato come attore con Claudio Morganti nel Riccardo III, con Emma Dante in Medea. È autore, attore e regista del lavoro Passionae, finalista al Premio Scenario 2001.
Dal 2002 condivide l’esperienza autorale e registica con Gianfranco Berardi; insieme hanno scritto e interpretato Nessuna Omelia (2004).

Gianfranco Berardi si è formato artisticamente attraverso laboratori diretti da Mauro Maggioni e Marco Manchisi. Ha lavorato e lavora tutt’oggi con La Dama Bianca di Marco Manchisi; ha lavorato inoltre con la Compagnia delle Vigne in diverse produzioni. È attore nella produzione Occhi Sporchi della compagnia Sipario e Politeama della Toscana di Cascina (PI). Attualmente è direttore artistico della rassegna musicale e teatrale Sonarìa che si svolge a Crispiano (Ta).
È autore e regista dello spettacolo teatrale Briganti.