Santarcangelo •13 Festival Internazionale del Teatro in Piazza, 16/17/18 luglio 2013

mercoledì 17 luglio, ore 18:00 | Lavatoio

W (prova di resistenza)

Beatrice Baruffini | Parma
foto © Marco Caselli Nirmal

di e con Beatrice Baruffini
tecnico Riccardo Reina
disegno luci Emiliano Curà
montaggio audio | suono Dario Andreoli
voce fuori campo Marco Musso

residenza artistica Teatro delle Briciole | Solares fondazione delle Arti | Santarcangelo •12 •13 •14 Festival Internazionale del Teatro in Piazza

>> foto di Tomaso Mario Bolis

>> audio-intervista di Michele Pascarella

Beatrice Baruffini
via Imbriani, 60 – 43125 Parma
cell. 349 3574687
beatrice.baruffini@libero.it

segnalazione speciale Premio Scenario 2013

Motivazione della Giuria
Con vena poetica e semplicità Beatrice Baruffini rievoca la “prova di resistenza” degli abitanti dei quartieri popolari dell’Oltretorrente e del Naviglio di Parma che nel 1922 resistono all’aggressione dei fascisti, capitanati da Italo Balbo. È in un certo senso la stessa barricata, rappresentata da una serie di mattoni posati sulla scena, a dar vita all’intero racconto secondo la miglior tradizione del teatro di oggetti. Baruffini, recuperando le importanti esperienze di Claudia Dias e di Gyula Molnar, con originalità e senza retoriche commuove per la capacità di trasfigurazione e per la sensibilità nel recupero della memoria.

Lo spettacolo

I laterizi (o mattoni) di qualsiasi tipo e forma, debbono nella massa essere scevri da sassolini e da altre impurità; avere facce lisce e spigoli regolari; presentare alla frattura (non vetrosa) grana fine ed uniforme; dare al colpo di martello suono chiaro; assorbire acqua per immersione; asciugarsi all’aria con sufficiente rapidità; non sfaldarsi e non sfiorire sotto l’influenza degli agenti atmosferici e di soluzioni saline; non screpolarsi al fuoco ed inoltre avere resistenza adeguata agli sforzi ai quali dovranno essere assoggettati in relazione all’uso.” (art. 3 R.D. 16 novembre 1939 n° 2233)

La prova di resistenza è una prova caratteristica del mattone forato. Viene fatta applicando un carico di peso sempre maggiore su tutti e tre i lati del mattone, fino a raggiungere il carico di rottura e stabilire così il grado di resistenza del mattone forato.
“W” è il grido di vittoria di chi supera quella prova senza morire.
Parma 1922: prova di resistenza. Nei quartieri popolari dell’Oltretorrente e del Naviglio gli abitanti resistettero, innalzando le barricate, all’aggressione dei fascisti guidati da Italo Balbo.
Furono cinque giorni di scontri in cui quasi tutta la città si schierò unita contro un comune nemico. Donne, uomini, bambini, ragazzi, ognuno come poteva, parteciparono a una lotta collettiva che portò Parma a essere l’unica città in grado di respingere il fascismo, prima della marcia su Roma.
Questa è una storia di povertà e di vendetta. Di buoni e cattivi. Di rossi e neri. È un racconto dove le passioni nascono in strada, fuori dalla finestra, perché in casa si sta stretti. E in strada, in fila per il bagno, davanti all’unica fontana che pompa acqua, sugli scalini a giocare a carte, sulla porta delle osterie, si vive.
Si fa l’appello dei figli per vedere quanti sono.
Si fischietta Verdi, ci si prende a pugni, ci si allena alla lotta. Si sceglie la guerra.
Si alzano marciapiedi. Muri. Barricate.
È una storia di ribellione e di resistenza.
Di mattoni forati e di donne e uomini tutti d’un pezzo.

La compagnia

Beatrice Baruffini nasce nel 1980 a Suzzara (MN) e vive nel quartiere Oltretorrente a Parma. Si forma come attrice al Teatro delle Briciole di Parma, dove incontra Letizia Quintavalla, la Compagnia Rodisio, i Sacchi di Sabbia, Bruno Stori, Salvatore Arena. Tra le persone che influenzano maggiormente il suo lavoro vi sono Claudia Dias e Gyula Molnàr con i quali si è formata in questi ultimi anni e grazie ai quali ha iniziato un percorso poetico personale, dove gli oggetti e la composizione scenica in tempo reale sono al centro di questa ricerca.

Nel 2011 debutta alla regia con Frame-montaggio fissato a un corpo una performance nata grazie alla collaborazione con INteatro Polverigi. Nello stesso anno, co-dirige, scrive e interpreta lo spettacolo Il Viaggio, ovvero una storia di due vecchi, una produzione per l’infanzia del Teatro delle Briciole di Parma.

Rassegna stampa

"altrevelocita.it", 13 gennaio 2014
di Lorenzo Donati

Giocando sull'identità metaforica fra mattone e personaggio, la Baruffini costruisce un pezzo teatrale di raffinata fattura, in cui ogni pietra diventa alla bisogna corpo umano, barricata, casa illuminata con i buchi a rappresentare finestre. […] Baruffini racconta in modo piano, come fosse la voce narrante di un documentario storico, e nello stesso tempo assembla figure spostando i mattoni, convincendoci gradualmente della loro immaginaria identità di personaggi. […]

“iltamburodikattrin.com”, 9 gennaio 2014
di Elena Conti

Se la visione degli spettacoli finora presentati ha consentito di tracciare facilmente dei punti di relazione e contatto con la contemporaneità, questo lavoro segna innanzitutto una distanza temporale, raccontando la resistenza degli abitanti di Parma all’aggressione dei fascisti guidati da Italo Balbo nel 1922. […] Se «capita raramente – come recita la voce narrante di W (prova di resistenza) – che un intero gruppo di mattoni forati riesca a resistere a un carico studiato apposta per sgretolarli. Quando questo succede è una rivoluzione», lo stesso augurio è rivolto alla Generazione Scenario 2013.

“rumorscena.com”, 13 dicembre 2013
di Rossella Menna

Con pochissimi dettagli, un po’ di bandane rosse e mattoni dipinti di nero, la Baruffini ricostruisce gli eventi salienti della Resistenza a Parma, facendo propria la semplificazione tipica dei racconti per bambini e delle narrazioni popolari, ricche di espressioni formulaiche, di epiteti, e di ripetizioni di nomi e di luoghi. Alla fine dello spettacolo ricordiamo a memoria i personaggi: Gino il partigiano, sua madre, la mora dagli occhi storti, la sarta che cuce vestiti che sanno di miseria, la donna che partorisce gemelli e il medico che li fa nascere e poi morire, l’uomo pieno di spigoli.

“doppiozero.com”, 12 dicembre 2013
di Maddalena Giovannelli

Guarda […] al passato e all’importanza della memoria […] W (prova di resistenza). Racconta la coraggiosa impresa dei cittadini di Parma, che nel 1922 si oppongono all’assalto fascista. Beatrice Baruffini immagina una narrazione agita solo da mattoni, che come i protagonisti di quegli eventi devono sottoporre a un test la loro solidità; la scelta è originale e non mancano momenti suggestivi.

“teatroecritica.net”, 11 dicembre 2013
di Simone Nebbia

Beatrice Baruffini con W (prova di resistenza), narrazione della resistenza parmense alle aggressioni fasciste del 1922 articolata attraverso un dialogo scenico con una pila di mattoni […], intuizione metaforica di legare assieme la resistenza storica e quella fisica. […]

“fattiditeatro.wordpress.com”,9 dicembre 2013
di FrancescaR Lino

[…] La stessa Beatrice Baruffini – la sola a preferire l’italiano per il suo “W (prova di resistenza)” – di fatto poi ci presenta un episodio della storia resistente della sua Parma: ribadendo, così, anche lei a proprio modo, il forte spirito/bisogno di radici per poter offrir ali al percorso di individualizzazione/emancipazione. […] Elegante ed innovativa, la rappresentazione per ‘soli forati’, in cui la Baruffini si aggira fra i mattoni come fra inediti burattini, calibrando l’intera lingua del racconto a sfruttare le suggestioni derivanti da quell’area semantica.

"teatroteatro.it", 8 dicembre 2013
di Giampiero Raganelli

Con questa metafora, con questo lavoro teatrale sull'oggetto portato all'estremo, Beatrice Baruffini racconta un capitolo poco conosciuto della storia italiana, e rende omaggio a chi ebbe il coraggio di opporsi al fascismo ormai in avanzata inarrestabile. Uomini, donne, lavoratori, sindacalisti, gente comune. […] Dialoghi tra oggetti, tra luoghi e non luoghi. Grande la pulizia dei movimenti e la capacità evocatrice di Beatrice Baruffini che segue i dettami classici del teatro povero.

"psychodreamtheater.org", settembre 2013
di Sara Maddalena e Francesco Panizzo

È possibile affrontare con facilità e poesia, una questione atroce e dolorosa come la resistenza al fascismo, in uno spazio scenico in cui vi siano solo una donna e dei mattoni? Beatrice Baruffini, giovane attrice formatasi al Teatro delle Briciole di Parma, è riuscita nel difficile proposito. […] Assistiti da importanti tagli di luci e dalla voce della brava attrice, conquistano un ruolo evocativo: il materiale pare acquisire coscienza e volontà.