Vincitore ex aequo Premio Scenario 2017
Barbara Berti (Bologna)
Bau#2

Vincitore ex aequo Premio Scenario 2017

Barbara Berti (Bologna)
Bau#2
dalla serie BAU - Coreografia del pensare


concetto, coreografia, danza, testo Barbara Berti
dramaturg Carlotta Scioldo
assistente luci Liselotte Singer



foto © Stefano Vaja

BARBARA BERTI
via Arcoveggio, 44 - 40129 Bologna
cell. 392 3174873
barbaratopi@gmail.com
barbaratopi.wordpress.com

 

DALLA RASSEGNA STAMPA

"paperstreet.it", 10 gennaio 2018
di Giulio Sonno
[…] Scena vuota. La danzatrice si muove e parla: non ci racconta una storia, no, sembrerebbe apparentemente commentare fra sé e sé i movimenti – dall’ordine improvvisato e di per sè poco significativi – che va compiendo nello spazio; eppure quel dolce parlottio non ha neppure un gusto propriamente ironico, non si accumula mai, è come se evadesse da sé stesso, dal suo dirsi, quasi non reclamasse attenzione. […]

altrevelocita.it”, 27 dicembre 2017
di Ilaria Cecchinato, Marzio Badalì e Lorenzo Donati
[...] La realtà è molto più complessa e dettagliata di come la vediamo. Come quando osserviamo un cubetto di ghiaccio sciogliersi: ne cogliamo la trasformazione da solido a liquido, ma non percepiamo il movimento di miliardi di molecole, parte di questo processo. A rivelarcelo è una figura vestita di blu, seduta su una sedia nera sul palco, illuminata da una luce bianca proveniente dall’alto, che crea sul viso delle ombre deformanti. A un certo punto la figura lascia il microfono che teneva in mano, continuando a parlarci, e questo fluttua in aria come privo di gravità. Che sta succedendo? Proviamo ad ascoltare ciò che dice, ma siamo più concentrati a osservare quel magico effetto. [...]


teatroecritica.net”, 14 dicembre 2017
di Lucia Medri
[...] La sua è una riflessione sull’integrazione tra corpo e mente, testo e gesto, azione e pensiero che si esplica in una partitura coreografica spinta da una struttura testuale simultaneamente recitata in parallelo col movimento. [...]

"casicritici.com", 11 dicembre 2017
di Stefano Casi
[...] La questione primaria affrontata dalla danzatrice, infatti, riguarda la riflessione sulla definizione dello spazio, dello sviluppo temporale e della rappresentazione, effettuata attraverso corpo e parola. Lo spazio immacolato accoglie la performer in blu (ma su un lato, alla consolle della regia, sta l’assistente in rosso), che definisce lo spazio stesso con i propri attraversamenti e le proprie parole, determinando anche l’accensione e lo spegnimento di luci (ogni tanto si accendono fari su porzioni di pubblico, e ogni tanto l’intero teatro piomba nel buio mentre si sente ancora danzare e parlare), arrivando fino a “sfondare” la scatola scenica in alto (gli unici due oggetti “volano” oltre il cielo all’inizio), di lato (con le uscite) e addirittura in basso (con lo “sfondamento” del palcoscenico, alluso dal sollevamento di un pezzo di tappeto). [...]

"Il Manifesto", 9 dicembre 2017
di Gianfranco Capitta
[...] una vera e propria “coreografia del pensiero”, come recita il sottotitolo. Il corpo e la sua padronanza strepitosa, arrivano quasi ad esprimere la parola, senza mai pronunciarla: è un intero vocabolario di sensazioni, stati d'animo e concetti quello che Berti riesce ad allineare ed esprimere quasi dialogando con le luci. [...]

"gagarin-magazine.it", 7 dicembre 2017
di Michele Pascarella
[...] È un grado zero della presenza quello in cui agisce la coreografa Barbara Berti: un io pienamente corporeo, che fa del qui e ora il punctum e al contempo lo studium, per dirla con Barthes, di una danza molecolare occupata più ad ascoltare ciò che accade in scena che a (di)mostrarsi. Un testo dagli intenti filosofici, proferito con pacatezza, si intreccia a una partitura di fluidi movimenti al rallentatore che richiama certi atteggiamenti, azioni e tecniche del tàijíquán. [...]

"Hystrio", n° 4, 2017
di Claudia Cannella
[...] Un lavoro rigoroso, con bella padronanza del corpo e del gesto, intelligente [...].

"teatrionline.com", 28 settembre 2017
di Paolo Verlengia

[…] Qui si ha la dimostrazione più plastica di come un lavoro fondamentalmente astratto possa realmente avvolgere il pubblico e carpirne tutti i canali percettivi. La scena nella sua neutralità irradia da subito una luminosità magnetica e profonda, lontana dalle palpitazioni del ritmo. [...] Lo spettatore è posto davanti ad un linguaggio completamente nuovo; si ha come l’impressione di vivere un’esperienza straniante e personalissima più che di assistere ad uno spettacolo. La performance di Barbara Berti crea con grazia non solo esteriore e non solo estetica un vortice percettivo che non richiama la semplice attenzione del pubblico ma la sua naturale proiezione verso il benessere, e solo tramite questa ne trascina dietro la partecipazione integrale. [...] Raffinatissimo, superlativo!

"verlenverlen.blogspot.it", 27 settembre 2017
di Paolo Verlengia
[…] L'azione che si sviluppa immediatamente è una fusione totale di movimento corporeo e parola, che si riversano l'uno nell'altra in termini di tempo e di tono. Se questo è il sentiero percorso a ragione da tanto teatro contemporaneo e da tanti artisti di performance, c'è da dire che quello proposto da Barbara Berti appare il risultato più preciso e convincente. Lo spettatore è posto davanti ad un linguaggio completamente nuovo; si ha come l'impressione di vivere un'esperienza straniante e personalissima più che di assistere ad uno spettacolo. La performance di Barbara Berti crea con grazia non solo esteriore e non solo estetica un vortice percettivo che non richiama la semplice attenzione del pubblico ma la sua naturale proiezione verso il benessere, e solo tramite questa ne trascina dietro la partecipazione integrale. L'azione non è fatta di movimento e parola, bensì da un flusso, unitario e costante, come acqua che scorre o come un filo di seta che si dipana. […]

 

 

"stratagemmi.it", 19 luglio 2017
di Giulia Alonzo
[…] Bau#2, un lavoro scenicamente e fisicamente articolato che la vede da sola in scena muoversi in uno spazio studiato, creando con apparente semplicità la parola dal gesto. Uno studio che si ispira a Pina Bausch, ma che trova un suo equilibrio e una sua drammaturgia autonoma. […]

"rumorscena.com", 17 luglio 2017
di Francesca Romana Lino
[…] Bau#2 di Barbara Berti, uno dei due spettacoli vincitori, che, strizzando l’occhio, fin dalla grafia del titolo, alla maestra del teatro/danza e poi della performance Pina Bausch, ci dice che, per gli under 35, il teatro, oggi “è un’altra cosa” […]

"cultureteatrali.org", 16 luglio 2017
di Fabio Acca
[…] Il carattere performativo è ancor più audace in Bau#2, di Barbara Berti (Bologna), artista formatasi prevalentemente all’estero e che porta dunque con sé una sensibilità e un’estetica minimalista marcatamente europea, insieme agli echi di ascendenze post-modern. La creazione può essere considerata il punto di convergenza rituale tra pratiche meditative, danza e parola, elaborate attraverso un approccio squisitamente coreografico e concettuale, centrato – si legge nella presentazione a firma dell’artista – “sull’esplorazione delle connessioni invisibili tra corpo e mente, attivate in tempo reale dal performer e dagli spettatori, in una sorta di relazione dialogica tra i rispettivi spazi interiori”. Ciò a cui si assiste è effettivamente il risultato di questa interazione freddamente ipnotica, quasi esoterica (che tuttavia nulla concede a facili e pericolosi spontaneismi), durante la quale Berti rielabora le micro-informazioni captate dal pubblico, tradotte all’impronta in inserti fisici e vocali, alle volte di una auto-ironia spiazzante, che vanno così ad alimentare la preesistente partitura complessiva anche grazie a un semplice ma sapiente utilizzo delle luci in sala. Ed è proprio l’uso della luce, della sua capacità di dare consistenza e forma alle cose, che convoca lo spettatore ad un altro affascinante livello di percezione, soprattutto nel momento in cui l’artista si sottrae alla vista lasciando alla danza e all’amplificazione dei soli rumori di scena (fruscii, scalpiccii, respiri) il compito di indagare la relazione scenica. […]

"klpteatro.it", 15 luglio 2017
di Mario Bianchi
[…] Bau#2 possiede il significativo sottotitolo di “coreografia del pensare”, e ha rappresentato senza dubbio l’azzardo teatrale più ardito tra le 15 proposte viste quest’anno. Una creazione originale, giustamente premiata, per una performance coreografica pensata in continua relazione con il pubblico, nella quale in modo ironico e in tempo reale la performer attiva il suo subconscio collegando corpo e mente in un continuum di gesti e parole, stimolando nel contempo tutti i sensi dello spettatore, che anche al buio avverte la presenza del suo corpo in scena. […]


"enricopastore.com", 12 luglio 2017
di Enrico Pastore
[…] Il lavoro di Barbara Berti è un esempio palese. Se la parola affianca il movimento lo fa senza dire niente, avviluppandosi in un nulla fino a scomparire nel nulla e nel buio, dove solo il suono del corpo che si muove rende evidente che qualcosa sta accadendo sulla scena. E al suo riapparire c’è solo movimento, aggraziato e fluido, un movimento che non ha nulla da dire e lo sta dicendo e questa, parafrasando la celebre frase di John Cage, è tutta la poesia che gli serve. […]

LEGGI LE RECENSIONI INTEGRALI

Giulio Sonno su paperstreet.it

Ilaria Cecchinato, Marzio Badalì e Lorenzo Donati su altrevelocita.it

Lucia Medri su teatroecritica.net

Stefano Casi su casicritici.com

Gianfranco Capitta su Il Manifesto

Michele Pascarella su gagarin-magazine.it

Claudia Cannella su Hystrio

Paolo Verlengia su teatrionline.com

Paolo Verlengia su verlenverlen.blogspot.it

Enrico Pastore su enricopastore.com

Mario Bianchi su klpteatro.it

Anna Bandettini su bandettini.blogautore.repubblica.it

Fabio Acca su cultureteatrali.org

Francesca Romana Lino su rumorscena.com

Giulia Alonzo su stratagemmi.it

 

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