Segnalazione speciale Premio Scenario 2007
pathosformel (Venezia)
La timidezza delle ossa

Segnalazione speciale
Premio Scenario 2007

pathosformel (Bologna)
La timidezza delle ossa
primo segmento
ideazione Daniel Blanga Gubbay
in scena Milo Adami
Francesca Bucciero
tecniche Paola Villani

pathosformel
referente: Daniel Blanga Gubbay
via G. Dezza, 49 - 20144 Milano
sede legale: p.zza San Francesco, 2 - 40122 Bologna.
cell. 339 3731021; 329 0964154
pathosformel@gmail.com
www.pathosformel.org
 

DALLA RASSEGNA STAMPA

"il manifesto", 10 febbraio 2008
di Gianni Manzella

[…] Ossicine umane che si imprimono in cerca di una provvisoria riconoscibilità, timidamente appunto. Fino a ricomporre i tratti di una sfuggente colonna vertebrale. […] Ciò che piuttosto ci rivelano è il rapporto funzionale fra il lavoro artistico e l'immagine creata, quella sorta di deserto bianco in cui lo sguardo scava alla ricerca dei resti fossili di una vita animale che è lì pulsante e allo stesso tempo è già scomparsa. Come la fotografia del condannato di cui parlava Roland Barthes. Giacché dietro quell'immagine che si spegne nel silenzio da cui era partito il lavoro, svelandone l'aspetto di composizione musicale, dietro l'impalcatura dello schermo che la sorregge c'è poi concretamente l'impegno fisico degli attori, i loro corpi mediati ma tutt'altro che assenti. […]

 

              

"Hystrio", n. 2, 2008
di Claudia Cannella

[…] suggestiva e impegnativa performance vicina all'arte concettuale in cui, dietro una bianca superficie-schermo di lycra, prendono forma tracce corporee come reperti di una civiltà sepolta o feti in crescita durante la gestazione […]. E' un piccolo gioiello prezioso per quel che è che meriterebbe una circuitazione anche, se non soprattuttoin luoghi non teatrali (musei, gallerie…).

"Il Mucchio Selvaggio", ottobre 2007
di M. Giulia Guiducci

La timidezza delle ossa lascia a bocca aperta in alcuni momenti, osservando le apparizioni e le sparizioni di corpi e membra fluttuanti; (…) Vista ed udito dunque stimolati in modo originale e complesso per cercare riferimenti spaziali nuovi, per trovare spunti emotivi. […] Della parola non si sente la mancanza, della narrazione si può fare a meno ed il teatro contemporaneo sempre di più si sposta sui terreni alti e brulli della grammatica fisica, raggiungendo quote in cui c'è poco ossigeno ma panorami mozzafiato, pochissima vegetazione ma un'atmosfera pungente e sferzante. Pathosformel sfida la rarefazione dell'aria, con la sfrontatezza dei loro venti e più anni e con la forza di appoggi culturali solidi (da Artaud a Bacon, da Deleuze a Klein).

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