Una storia di trent’anni e più

Il Premio Scenario ha compiuto trent’anni nel 2017. A promuoverlo, nel 1987, è stato un piccolo gruppo di soggetti teatrali riuniti nell’associazione omonima che si sono dati come scopo il sostegno dei giovani artisti e l’attenzione ai nuovi linguaggi, individuando nel rapporto fra le generazioni e nella trasmissione dell’esperienza i fondamenti per la vitalità e lo sviluppo della cultura teatrale.

Da allora la storia del premio ha attraversato molte generazioni di artisti, diverse fasi teatrali, “ondate” di rinnovamento, venti di crisi, assetti istituzionali più o meno favorevoli. Ma Scenario non ha cambiato la formula e l’ispirazione che lo tengono in vita, e nemmeno il ruolo che svolge, seppure in una geografia teatrale profondamente mutata.

Oggi come allora Scenario scommette sulla creatività giovanile, la va a scoprire, la stimola e la sostiene, spinge giovani artisti a mettersi insieme, a inventare progetti, a tradurre le proprie visioni in proposte sceniche.

Negli anni l’associazione ha raccolto nuove adesioni, fino a contare attualmente 33 strutture associate (centri, compagnie, teatri, festival, circuiti) che mettono le proprie risorse economiche, umane e professionali, al servizio dei giovani, investendo non solo nei progetti candidati al premio, ma anche nel dialogo con le nuove generazioni.

Indirizzato a lavori in fieri e non a spettacoli già perfezionati, il premio ha confermato negli anni i suoi tratti fondamentali: l’attenzione rivolta non a drammaturgie testuali, ma a progetti performativi, ovvero a scritture nate sulla scena, e una vocazione del tutto inclusiva, senza preclusioni di linguaggi o ambiti disciplinari. Lo dimostra il panorama degli artisti che compongono le “Generazioni Scenario”, ossia i vincitori e segnalati che dal 1987 a oggi sono stati protagonisti dei diversi percorsi del premio: oltre al PREMIO SCENARIO capostipite, dedicato ai nuovi linguaggi per la ricerca, i tre inaugurati successivamente: il PREMIO SCENARIO PER USTICA (dal 2005, dopo un’edizione zero nel 2003) dedicato all’impegno civile e alla memoria, il PREMIO SCENARIO INFANZIA (dal 2006), dedicato ai giovani spettatori e il nuovo PREMIO SCENARIO PERIFERIE (dal 2019), rivolto ai giovani artisti attivi nei contesti periferici e in percorsi di meticciato e dialogo fra culture.

A ripercorre le diverse edizioni del premio emergono i nomi dei principali protagonisti della scena contemporanei, che hanno trovato in Scenario il primo trampolino di lancio o la svolta verso la visibilità.

Una storia di eccellenza, riconosciuta dalle molte imitazioni che ha ispirato, che resta però unica in virtù di alcuni tratti fondanti: l’originalità dei progetti ammessi; l’iter processuale della loro gestazione, accompagnato da verifiche in itinere lungo le diverse tappe del concorso; il confronto intergenerazionale che impegna progressivamente commissioni regionali, osservatori critici e giurati nazionali, non solo in un lavoro valutativo ma in un dialogo concreto e fecondo, al di là dei riconoscimenti assegnati; la pluralità ed eterogeneità degli sguardi, a partire dalla rete dei soci impegnati nella raccolta e prima selezione dei progetti, fino alle diverse competenze che si aggiungono ogni volta dall’esterno (studiosi, operatori, artisti, drammaturghi, scrittori…); l’attenzione alla scrittura di scena, alla materialità del fare teatrale in tutte le sue componenti, senza pregiudizio di stile, genere, area, tendenza.

In oltre trent’anni di attività l’Associazione Scenario ha vagliato all’incirca 3.000 progetti contattando e accompagnando oltre 10.000 giovani artisti. Circa 750 sono stati i progetti presentati pubblicamente durante le varie tappe, e più di 200 i progetti finalisti, presentati di fronte a un qualificato pubblico di critici, studiosi, operatori, artisti.

Per citare alcuni nomi di artisti vincitori e segnalati (in ordine cronologico):

Paolo Migone, Gigi Gherzi, Carlo Bruni/Area Piccola, Mariano Dammacco/Japigia Teatro, Scena Verticale, Teatro dei Sassi, Davide Iodice, Anna Redi, Alma Rosè, Erbamil, Teatro delle Ariette, Domenico Castaldo, Patrizio Dall’Argine, Bassini-Bruni, Sergio Longobardi, Paolo Mazzarelli, Davide Enia, Emma Dante/Compagnia Sud Costa Occidentale, M’Arte, Habillé d’Eau, teatro minimo, Teatro dell’Orsa, Nanou Teatro, Berardi e Colella, Teatro Sotterraneo, Sara Sole Notarbartolo/Taverna Est, Francesca Proia, Decimopianeta, Babilonia Teatri, Pathosformel, Teatrialchemici, Codice Ivan, Marta Cuscunà, Anagoor, Odemà, Matteo Latino, Carullo-Minasi, foscarini:nardin:dagostin, ReSpirale Teatro, Fratelli Dalla Via, Terry Paternoster/Collettivo InternoEnki, nO (Dance first. Think later), Beatrice Baruffini, Angela Dematté/Mad in Europe, Caroline Baglioni, DispensaBarzotti, Mario De Masi, Liv Ferracchiati/The Baby Walk, Barbara Berti, Shebbab Met Project.

E per Scenario Infanzia: Samir Oursana, Antonio Calone, Mosika, Pricipio Attivo Teatro, Teatro Distinto, Alessandro Serra/Teatropersona, Vincenzo Manna/Cassepipi-Eventeatro, Davide Giordano, Giuliano Scarpinato, ScenaMadre, OcchiSulMondo, Valentina Dal Mas.

 

Così Marco Baliani, ideatore e fondatore di Scenario:

«In una società dove predominano gli X Factor in ogni disciplina, dal cibo alla scrittura alla musica, Scenario appare sempre più come un’isola a sé, una zona franca, non idilliaca né a tutti i costi priva di posizioni diverse o in contrasto tra loro, un luogo però dove il “noi” prevale ancora sull’“io” individualista ed esasperato che accompagna ogni nostro gesto sociale.

Ma questo non basta a fare di Scenario un esempio unico e finora irripetibile, c’è poi la particolare cura con cui si sceglie davvero di privilegiare le giovani generazioni, giovani non tanto in senso anagrafico quanto giovani nel formarsi dell’idea creativa, nel promuoversi come singolo o come gruppo, nella genesi del percorso che dalle tappe regionali porta poi alle giornate della finale.

La “giovinezza” dunque del Premio Scenario sta in questa disposizione d’animo a cogliere non tanto il “nuovo”, termine ormai abusato in tutti i campi, quanto l’originale, l’imprevisto, quello che non ci si aspetta di trovare. Se si scorre l’elenco dei gruppi e degli artisti che negli anni hanno partecipato al premio, si vede che Scenario ha davvero intercettato l’emergere di poetiche e di talenti “alieni”, di percorsi creativi “altri” che hanno poi dato vita nel loro evolversi alla storia stessa del teatro italiano».

Da Un’isola a sé, premessa a C. Valenti (a cura di) Scenari del terzo millennio. L’osservatorio del Premio Scenario sul giovane teatro, Titivillus, 2018, pp. 7-9.