Premio Scenario per Ustica 2003- 0a edizione

Nel 2003 la collaborazione con l’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica rende possibile inaugurare l’edizione “zero” del Premio Ustica per il Teatro che, a partire dal 2005, si pone come progetto organicamente collegato al Premio Scenario, rivolgendosi a nuovi lavori incentrati sui temi dell’impegno civile e della memoria.

Finale

Faenza / Bologna, 26 e 27 giugno 2003

    giovedì, 26 giugno 2003
  • ore 21:00
    Oreste
    I Liberanti - Napoli
  • ore 22:00
    Borsara nera
    nudoecrudoTEATRO - Milano
  • venerdì, 27 giugno 2003
  • ore 21:00
    Spine
    Mana Chuma Teatro - Reggio Calabria
  • ore 22:00
    Cuori di terra
    Teatro Incanto (ora Teatro dell'Orsa) - Reggio Emilia

Vincitori

  • Spettacolo vincitore

    Cuori di terra
    Teatro Incanto (ora Teatro dell'Orsa) - Reggio Emilia
  • Segnalazione speciale

    Oreste
    I Liberanti - Napoli

Motivazioni della giuria

La Giuria del Premio Ustica per il Teatro 2003, presieduta da Daria Bonfietti (senatrice, presidente dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica) e composta da Alessandro Gamberini (avvocato), Gregorio Scalise (poeta e autore teatrale), Ruggero Sintoni (condirettore artistico di Accademia Perduta/Romagna Teatri) e Cristina Valenti (docente DAMS, Università di Bologna, direttore artistico dell’Associazione Scenario), ha proclamato spettacolo vincitore di questa edizione ‘zero’ “Cuori di terra” di Teatro Incanto di Reggio Emiliaper la lettura non agiografica della storia dei Fratelli Cervi riletta nella complessità di una vicenda che connette impegno politico e battaglie quotidiane per l’emancipazione della persona e il progresso nelle relazioni umane, nel lavoro e nella società. Un lavoro arricchito da verità ed efficacia recitativa e da un’attenta ricerca storica e musicale. Il punto di vista femminile rilegge l’intera vicenda anche grazie alla capacità interpretativa della protagonista”.

Una segnalazione speciale è stata assegnata a “Oreste” della Compagnia “I liberanti” di Napoli, progetto di teatro e carcere realizzato in collaborazione con la Casa Circondariale di Lauro (Avellino) “per il valore sociale di questa pratica che si traduce direttamente in linguaggio teatrale. In questo senso tale esperienza contribuisce alla trasformazione della condizione reclusa e all’individuazione di nuove modalità espressive”.