sabato 3 settembre, ore 21:00 | Giardino del Cavaticcio

Arturo

| età: dai 12 anni e tout public

Nardinocchi/Matcovich |
foto di Malì Erotico

Ingresso gratuito con prenotazione tramite circuito Vivaticket.

Prenotazioni a partire dal 20 agosto su vivaticket.com

e punti vendita Vivaticket (si segnala Bologna Welcome in P.zza Maggiore 1)

In caso di posti ancora disponibili: ingresso previo ritiro di coupon in loco, a partire da un’ora prima dell’evento.

PRENOTA

 

di e con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich
scena Fiammetta Mandich
suono Dario Costa
luci Marco Guarrera
illustrazioni Margherita Nardinocchi
grafica Clarice, Simone Galli
assistenza e cura Anna Ida Cortese
produzione Florian Metateatro, Rueda/Habitas
con il contributo di Associazione Scenario, Teatro Due Mondi, ACS – Abruzzo Circuito Spettacolo, Centro di Residenza della Toscana (Armunia Castiglioncello – Capotrave / Kilowatt Sansepolcro), residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t. e con il sostegno di Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Spettacolo vincitore ex aequo del Premio Scenario infanzia 2020, Finalista Premio In-Box 2021, Premio della redazione di Stratagemmi al Fringe Mi Festival, Premio delle Giurie al Festival Direction Under 30 del Teatro Sociale di Gualtieri.

Arturo non è mio padre / Arturo non è neanche mio padre
Arturo non è un padre
Arturo è una stella
Arturo è una delle stelle più luminose del cielo / Arturo è la prima stella che si vede al tramonto
Le stelle nascono, vivono, muoiono / Proprio come i padri
Morendo lasciano dei residui / Proprio come i padri
Il nostro residuo è la memoria

Arturo è un accadimento per spettatori dai 12 anni e per adulti di tutte le età, che coniuga leggerezza, ironia e commozione.
È nato dal desiderio di Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich di costruire un racconto sul tema del rapporto con i propri padri e con la loro perdita, trasformando il dolore in atto creativo, per rendere una memoria privata collettiva e universale.

NARDINOCCHI/MATCOVICH

Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich, registi e drammaturghi, hanno iniziato a collaborare grazie a questo primo lavoro, creando un teatro che vuole essere accadimento e non spettacolo; dove non ci sia artificio né finzione e dove gli spettatori interagiscano e facciano parte di ciò che accade. Un teatro di comunità, che non vuole stupire né sorprendere, bensì stare nella concretezza delle cose e delle emozioni, generando un pensiero che possa continuare a produrre domande nei partecipanti.