Premio Scenario2013- 14a edizione | Progetto finalista

Santarcangelo •13 Festival Internazionale del Teatro in Piazza, 16/17/18 luglio 2013

mercoledì 17 luglio , ore 16:00 | Lavatoio

Boy Disappears

Anita Otto | Roma

regia e drammaturgia Anita Otto
interpreti Michele Balducci,
Marco Barzan, Laura Pizzirani
scenografia Marcello Fonte
costumi Anita Otto
light-designer Saba Pourmehdi Kasmaei
videomaker Davide Borettaz, Marisa Vallone
interpreti video Alessia di Perna, Leonardo Galli, Eugenio Politi
video-designer Marco Tammaro

si ringrazia il Teatro Valle Occupato e il Cinema Palazzo per la disponibilità dello spazio prove

Anita Otto
Ass. Cult. Retro_scenA
via dei Castani, 220 – 00171 Roma
cell. 329 2020493
anitamiotto@hotmail.it
fb: Anita Otto

Lo spettacolo

Tutto qui intorno sembra essere predisposto per la felicità, collettiva, a misura d’uomo, eppure l’imperativo di massa è sopravvivere al presente. In questo frangente di sentimenti a tempo determinato, in questo Paese, sono un uomo che non trova spazio nel presente e vede il proprio passato perdere di significato: scompare.
Di me rimane il corpo e una domanda: “E adesso? Cos’è questo presente?”.

Narrazione/ Boy Disappears si sviluppa a partire da un’indagine sulla crisi della presenza. Non sentirsi presenti è il sentimento che muove i racconti di tre personaggi.

la scena/ Parola, perfomance e immagine audiovisiva sono in relazione l’una con l’altra.
Su un foglio bianco sono proiettate le immagini di tre bambini: probabilmente sono i tre personaggi vent’anni prima. Come i bambini che erano un tempo, anche i ragazzi “giocano” la loro vita: cercano di farsi amare, e di trovare un posto nel mondo.
Pian piano le immagini di bambini si dissolvono, con loro se ne va una speranza, una visione.

la parola e il gesto/ Ogni personaggio è definito a partire dalle esperienze di vita dell’attore. I loro monologhi parlano di una società che prima di tutto hanno vissuto sulla pelle. E proprio sulla loro pelle i loro compagni creano delle performance.
I dialoghi sono invece all’insegna della difficoltà di ascolto. I personaggi potrebbero far parte di un “branco” eppure sono individui soli, preoccupati, per forza di cose, della propria sopravvivenza.

l’immagine audiovisiva/ Come in un laboratorio teatrale è stato delimitato uno spazio entro il quale tre bambini ci hanno mostrato i loro desideri e la loro concezione del mondo.
In scena queste immagini appaiono su supporti che le rendono spezzettate o oblique, come nella nostra mente non sono sempre nitide ma parziali, incomplete.

lo spazio scenico/ Lo spazio scenico è un “open space”, gli oggetti circolano liberi e gli attori li possono prendere quando ne hanno bisogno. Delle corde assicurano questi oggetti… almeno fino a quando non si sollevano dal pavimento, lasciando i ragazzi ancora più soli di quanto già sono.

La compagnia

Anita Otto si laurea al DAMS Teatro di Bologna, si diploma alla Scuola Nazionale di Cinema e frequenta il corso di drammaturgia contemporanea tenuto da Rodolfo di Giammarco e Laura Novelli. Ha collaborato con artisti come Giuliano Scabia, Vladimira Cantoni, Edoardo Erba e Giorgio Barberio Corsetti. Nel 2007 fonda l’Ass. Cult. Retro_scenA, nata in ambito universitario, con la quale vince il bando per le attività culturali studentesche indetto dall’Università La Sapienza di Roma. Con Retro_scenA realizza in particolare lo spettacolo The Cocktail Party (da T.S. Eliot) che va in scena al Teatro Palladium di Roma. In qualità di regista o drammaturga realizza lavori quali: Capriccio (vincitore del premio Il monologo e i suoi linguaggi), Nel nome del padre (Teatro Lo Spazio di Roma), Tremori (Festival Quartieri dell’Arte), Bella a Dio (rassegna Garofano Verde), Sete (pubblicato in La mia Poetica. Sulla drammaturgia italiana contemporanea, a cura di Rodolfo Di Giammarco e Agnese Ananasso, Editoria & Spettacolo, 2012). Ha scritto E la Pace, radiodramma trasmesso su Rai Radio3 e ha diretto il cortometraggio cinematografico Fuori città (Urban Islands – Isola del Cinema).

Boy Disappears nasce dall’esigenza di fondere parola, performance e immagine audiovisiva; i collaboratori con cui il progetto è iniziato in qualità d’indagine tematica sulla miseria, sono persone che hanno un’esperienza lavorativa molteplice sia in ambito teatrale che audiovisivo e sociale. Inoltre Marcello Fonte, scenografo, è da sempre anche consulente drammaturgo dell’Ass. Cult. Retro_scenA.