Parma, 7 novembre 2014

venerdì 7 novembre, ore 11:30 | Teatro al Parco

Fa’afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro

| età: dagli 8 ai 16 anni

Giuliano Scarpinato | Palermo

regia Giuliano Scarpinato
interpreti Michele Degirolamo
in video Gioia Salvatori, Giuliano Scarpinato
visual media Daniele Salaris – Videostille
progetto scenico Caterina Guia
assistente scene e costumi Giovanna Stinga
luci Paolo Meglio

Giuliano Scarpinato
via S. Isidoro alla Guilla, 7 – 90134 Palermo
cell. 329 7332265
giulscar@tiscali.it

Progetto vincitore Premio Scenario infanzia 2014

La storia di un adolescente alla scoperta di sé e della sua identità sessuale ci introduce in uno spazio famigliare popolato di giochi e attraversato da conflitti e aperture oniriche. Un tema arduo, individuato con coraggio e accuratezza di indagine e portato in scena da attori dotati di ironia e leggerezza. Un’occasione importante per stimolare una discussione sulla differenza di genere in ambito educativo e formativo.

Il progetto

Esiste una parola, nella lingua di Samoa, che definisce coloro che sin da bambini non amano identificarsi in un sesso o nell’altro. Fa’afafine vengono chiamati: un vero e proprio terzo sesso cui la società non impone una scelta, e che gode di considerazione e rispetto. Alex non vive a Samoa, ma vorrebbe anche lui essere un “fa’afafine”; è un “gender creative child”, o semplicemente un bambino-bambina, come ama rispondere quando qualcuno gli chiede se è maschio o femmina. La sua stanza è un mondo senza confini che la geografia possa definire: ci sono il mare e le montagne, il sole e la luna, i pesci e gli uccelli, tutto insieme. Il suo letto è una zattera o un aereo, un castello o una navicella spaziale.

Oggi per Alex è un giorno importante: ha deciso di dire a Elliot che gli vuole bene, ma non come agli altri, in un modo speciale. Cosa indossare per incontrarlo? Il vestito da principessa o le scarpette da calcio? Occhiali da aviatore o collana a fiori? Alex ha sempre le idee chiare su ciò che vuole essere: i giorni pari è maschio e i giorni dispari è femmina, dice. Ma oggi è diverso: è innamorato, per la prima volta, e sente che tutto questo non basta più. Oggi vorrebbe essere tutto insieme, come l’unicorno, l’ornitorinco, o i dinosauri.

Fuori dalla stanza di Alex ci sono Susan e Rob, i suoi genitori. Lui non vuole farli entrare; ha paura che non capiscano, e probabilmente è vero, o almeno lo è stato, fino a questo momento. Nessuno ha spiegato a Susan e Rob come si fa con un bambino così speciale; hanno pensato che fosse un problema, hanno creduto di doverlo cambiare.

Alex, Susan e Rob. Questo spettacolo è il racconto di un giorno nelle loro vite, un giorno che le cambierà tutte. Un giorno speciale in cui un bambino-bambina diventa il papà-mamma dei suoi genitori, e insegna loro a non avere paura. Quando Alex aprirà la porta, tutto sarà nuovo.

Siamo incommensurabilmente fortunati ad avere un figlio di genere non conforme. È troppo facile sentirti fortunato quando ottieni quello che desideri. Riesci a sentirti così e continuare ad essere riconoscente quando le cose non vanno come ti aspettavi? Sì, ci riesci. È questo che ci ha insegnato C. J.” (Lori Duron, Il mio bellissimo arcobaleno)

La compagnia

Giuliano Scarpinato nasce a Palermo nel 1983. Inizia a studiare recitazione a 15 anni. Nel 2006 si laurea in Lettere moderne con una tesi sul teatro di Pierpaolo Pasolini. Nel 2009 si diploma come attore alla scuola del Teatro Stabile di Torino. Frequenta seminari con Antonio Latella, Valerio Binasco, Arturo Cirillo, Alfonso Santagata, Mimmo Cuticchio, Susan Batson. In teatro lavora, tra gli altri, con Carlo Cecchi, John Turturro, Giancarlo Sepe, Emma Dante, Marco Baliani, Daniele Salvo, Carmelo Rifici, Cristina Pezzoli. Nel 2011 riceve la segnalazione speciale della giuria al Premio Hystrio alla vocazione.

Da qualche anno affianca al percorso di attore quello di regista, prediligendo il teatro per l’infanzia. Con La fortuna di Philèas è finalista nel 2012 al Premio Scenario Infanzia.

Michele Degirolamo nasce a Monopoli nel 1987. Inizia i suoi studi teatrali all’età di 11 anni. Otto anni più tardi si trasferisce a Roma, dove studia per tre anni con Gisella Burinato. Segue poi workshop con Valerio Binasco, Pierfrancesco Favino, Jurij Ferrini, Stefania De Santis, Motus. Come protagonista, Michele fa il suo debutto in teatro a Roma nel 2007 con Mercury Fur, diretto da Carlo Emilio Lerici. Nel 2009, per la sua interpretazione in Masked – Legami di Sangue, di Maddalena Fallucchi, rientra nella terna dei finalisti de ”Gli Olimpici del teatro” per la categoria “Miglior attore emergente del teatro italiano”. Per il cinema, nel 2013, Michele interpreta il ruolo di protagonista nel film Amoreodio, diretto da Cristian Scardigno, proiettato al Festival del cinema internazionale di Montreal e poi al Festival del cinema italiano di Annecy, Francia.

Gioia Salvatori nasce a Roma nel 1982. Frequenta, presso il Centro Teatro Ateneo dell’Università di Roma La Sapienza, un triennio di Alta Formazione in Commedia dell’Arte sotto la guida di Carlo Boso, Claudio De Maglio e Claudia Contin. Nel 2009 frequenta, presso il Teatro Due di Parma, il corso di formazione “L’attore europeo fra danza, teatro e musica” con docenti tra cui Gigi Dall’Aglio, Michela Lucenti/Balletto Civile, Laura Forti, Victor Bodo.

Negli anni successivi lavora con il Teatro Due di Parma (Pene d’amor perdute, regia di Gigi Dall’Aglio, Vorrei sapere che cazzo c’è da ridere ed Everything to come di Michela Lucenti/Balletto Civile), il Teatro Stabile di Verona (Il bugiardo, regia di Paolo Valerio) e collabora con varie compagnie indipendenti. Affianca all’attività di attrice anche quella di autrice.

Giuliano, Michele e Gioia si incontrano nel 2013 in occasione di un workshop, dove scoprono di condividere passioni e desideri teatrali. Fa’afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro è il loro primo progetto insieme. La compagnia ha sede a Roma.

Rassegna stampa

"Hystrio", a. XXVIII, n. 61 (1/2015)
di Mario Bianchi

[…] Fa'afafine - Mi chiamo Alex e sono un dinosauro parla di identità sessuale in modo molto diretto, ma assolutamente plausibile e poetico, contraddicendo una regola non scritta del teatro ragazzi: mai rappresentare una sessualità fuori dalla norma. AI centro dello spettacolo vi è Alex, interpretato in modo spontaneo e credibilissimo da Michele Degerolamo. Alex si presenta come un Fa'afafine, parola che, nella lingua di Samoa, definisce coloro che sin da bambini non amano identificarsi in un sesso o nell'altro e perciò sono ritenuti sacri. Lo spettacolo lo rappresenta nella sua stanza mentre ha deciso di dire al suo EIliot che gli vuole bene. E nel prepararsi al grande incontro è aiutato dai suoi giocattoli che, uno a uno, gli suggeriscono come vestirsi: da maschio, da femmina o da tutte e due insieme? Questo è il problema. E mentre è intento a questa scelta, i genitori lo guardano dal buco della serratura. Non capiscono, nessuno ha spiegato loro come si fa con un bambino così speciale, pensano che sia un problema, credono di doverlo cambiare, ma sarà verosimilmente lui a cambiare loro. […]

"La Gazzetta di Parma", 9 novembre 2014
di Valeria Ottolenghi

Ma in particolare […] aveva affascinato, da Palermo, «Fa’afafine» con un eccellente Michele Degirolamo, un modo spiritoso, intelligente, di affrontare l'incertezza dell'identità sessuale, con due genitori ansiosi […] che appaiono in video, nella sagoma di un buco della serratura da cui implorano, minacciano in varie sfumature il figlio perché apra la porta. […]

"klpteatro.it", 13 novembre 2014
di Mario Bianchi

[…] Il progetto di Giuliano Scarpinato, con mescolanza perfetta tra ironia e adesione emozionale per il tema proposto, è ben scritto in tutti i suoi aspetti, ed assolutamente necessario per il mondo del teatro ragazzi italiano ma non solo. […]

"teatroecritica.net", 12 novembre 2014
di Gaia Clotilde Chernetich

[…] La proposta di Scarpinato eccelle, non solo per la scelta di un tema quasi inedito: la definizione del genere sessuale nell’infanzia. […] Oltre ad essere uno spettacolo interessante per tutti, costituisce soprattutto una preziosa opportunità di sancire – finalmente – l’uguaglianza tra le diverse problematiche affrontate dai più giovani, senza tabù. […]

UN’ISTRUTTIVA GIORNATA DI STUDIO
di Francesco Gallina

Strappando una risata spesso amara, favorisce una potente […] riflessione critica sul tema del diverso. Non solo è scritto e recitato eccellentemente, ma i suoi veri cavalli di battaglia sono la pungente ironia, l’originalità, il coraggio di non scadere nella leziosità nel raccontare la vicenda di un ragazzo che i giorni pari decide di essere maschio, i dispari femmina. […] Efficace la scenografia coloratissima e curiosa la miscela di diversi codici espressivi, quello del video, ad esempio, che ricrea ciò che sta al di fuori della claustrofobica camera in cui Alex si rinchiude a parlare da solo con bambole e pupazzi: in video compaiono i viaggi mentali del ragazzo, ma anche la serratura della porta della camera a cui si affacciano i genitori, presi da un’iniziale disperazione, ma che hanno l’assoluto pregio di non essere standardizzati, divertendo con la loro goffaggine e momentanea ingenuità.