Premio scenario 2009- 12a edizione

L’Associazione Scenario promuove la dodicesima edizione del Premio Scenario, che nasce allo scopo di valorizzare nuove idee, progetti e visioni di teatro.
Dalla presente edizione il Premio Scenario e il Premio Ustica per il Teatro sono strettamente interconnessi e condividono le medesime fasi di selezione e valutazione, per confluire entrambi nella Generazione Scenario 2009.

Omaggio a Bingo © Marco Caselli Nirmal

Il Premio si rivolge a giovani di età inferiore ai 35 anni, non appartenenti a strutture socie di Scenario né a formazioni riconosciute o sovvenzionate. Vengono selezionati progetti originali e inediti destinati alle scene della ricerca e dell’impegno civile.

Scadenza bando: 31 Ottobre 2008 [Bando scaduto]

Modalità di partecipazione

Per partecipare al Premio:
– compilare in forma digitale le tre schede/questionario;
– versare la quota di iscrizione di € 30 secondo le modalità indicate nel bando;
– stampare le tre schede dopo la compilazione on line. La prima (scheda di iscrizione) va firmata in calce dal referente;
– consegnare o inviare per posta entro e non oltre il 31 ottobre 2008 le tre schede stampate, unitamente alla ricevuta del pagamento e unitamente a eventuali materiali relativi al progetto.

Tappe di selezione

I 54 partecipanti selezionati dalle Commissioni zonali nella fase istruttoria, espongono frammenti o parti del loro progetto in un tempo massimo di 20 minuti, in due tappe di selezione che si svolgono in forma pubblica. Un Osservatorio critico vaglia i progetti destinati alla Finale.

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Membri esterni

SONIA ANTINORI – drammaturga
MICHELANGELO CAMPANALE – regista

 

Soci dell’Associazione Scenario

ALESSANDRA BELLEDI – Teatro delle Briciole, Parma
MARIO BIANCHI – Teatro Città Murata, Como
CECILIA CANGELLI – Teatro Kismet OperA, Bari
STEFANO CASI – Teatri di Vita, Bologna
STEFANO CIPICIANI – Fontemaggiore, Perugia
GIUSEPPE CUTINO – M’Arte Movimenti d’Arte, Palermo
FRANCESCO D’AGOSTINO – Quelli di Grock, Milano
SIMONA GONELLA – Cerchio di Gesso, Foggia
CARLO MANGOLINI – Operaestate Festival Veneto, Bassano del Grappa (Vicenza)
ANDREA PAOLUCCI – Compagnia Teatro dell’Argine, San Lazzaro di Savena (Bologna)
CATERINA SCALENGHE – Campo Teatrale, Milano
CRISTINA VALENTI – La Soffitta, Bologna
MASSIMO VELLACCIO – Florian, Pescara

Finale

I 18 progetti finalisti partecipano alla finale del Premio Scenario, ospitata all’interno del progetto triennale Santarcangelo 2009-2011 (Santarcangelo e Longiano, 19/20/21 giugno 2009). La giuria assegna un Premio Scenario per la scena della ricerca (8.000 euro), un Premio Scenario per Ustica per la scena dell’impegno civile (5.000 euro) e due Segnalazioni speciali (1.000 euro).

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La scena mancante

Scriviamo queste note mentre il paese è attraversato da un disagio che investe fortemente le giovani generazioni, di cui sempre meno si parla come di una risorsa, quasi fossero presenze “fuori luogo”, nella senescenza aggressiva di un sistema economico, politico e culturale quanto mai arroccato nella conservazione di se stesso. Anzi, a ben pensare, dei giovani non si parla affatto e soprattutto non li si fa parlare. Non si dà loro voce. Quella che li ritrae è un’immagine polarizzata fra l’apparenza dei modelli indotti e la realtà dei bisogni negati. Ultrarappresentata la prima, nella scena sostitutiva della rappresentazione mediatica (i giovani corpi esibiti nei ruoli richiesti dai copioni – sempre più coincidenti – della televisione o della politica), ipocritamente liquidata come ineluttabile la seconda (le giovani aspettative affidate all’eterno precariato del lavoro interinale e alla desocializzazione del lavoro che si vuole autonomo ed è dipendente ma senza tutele sociali). E in mezzo, fra veline e partite iva, c’è la scena mancante: quella dei giovani che dovrebbero essere protagonisti della loro esistenza, armoniosamente integrati in una collettività che li valorizzi e ne sia valorizzata.
È una ben magra consolazione ma, nel piccolo mondo del teatro, Scenario si ostina a rappresentare quella scena mancante. Scenario è fatto dei giovani artisti che, di anno in anno, propongono alle diverse edizioni del premio le loro visioni; e il panorama del nuovo che ne esce è esclusivamente il loro.
Sarà una bicicletta un po’ scalcinata (come l’immagine che ha accompagnato la presente edizione del premio) quella che Scenario offre ai giovani artisti per mettersi in cammino. Ma ha il merito di non mentire né millantare. Un mezzo povero e antico, che reagisce a chi lo vorrebbe anacronistico, e continua a rimanifestarsi attraverso percorsi molteplici, a patto di sapersi mettere in sintonia con la lentezza, e di saper coniugare tecnica e poesia.
Sfogliando questo libretto, altre foto scorrono, assai diverse fra loro, come il panorama offerto quest’anno dalla finale di Scenario. Immagini non scontate, volti e fisicità interessanti, che rivelano elementi di tensione e sospensione. E molti oggetti, burattini, pupazzi, ombre. L’artigianato del teatro ha fatto prepotentemente capolino, coniugandosi in molti casi con la ricerca multimediale, quasi a indicare la straordinaria attualità del tema della manipolazione, ma anche del doppio come entità scenica ulteriore o figura dell’indicibile.
Attraverso riferimenti tratti dalla pittura o dalla letteratura, dalla storia o dall’attualità, i 18 progetti finalisti rivelano tratti sorprendentemente comuni. Scorrendo le presentazioni, emergono dicotomie che appartengono ai paradossi della contemporaneità: isolamento e globalizzazione, ossessioni metropolitane e periferie post-pasoliniane, comicità straziante e strazi senza lamenti, giovani decrepiti e anziani sognatori, morti per lavoro e malattie della modernità, religione e potere, maschile e femminile e altre metafore dell’autorità e della coercizione.
All’insegna della molteplicità, i giovani artisti impongono con forza la presenza umana sulla scena, e lo fanno avvalendosi dell’intero campionario dei linguaggi e delle tecniche disponibili.
È quanto affidiamo alla riflessione del teatro, augurandoci ancora una volta che tanta ricchezza trovi attenzione e accoglienza. L’opportunità di essere ancora a Santarcangelo ci pare il migliore viatico in questo senso. Di questa felice collaborazione ringraziamo la direzione artistica, così come ringraziamo i nostri compagni di strada dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, coi quali da quest’anno abbiamo reso ancora più organico il progetto comune per un premio dedicato ai “nuovi linguaggi per la ricerca e per l’impegno civile”

Stefano Cipiciani
presidente Associazione Scenario
Cristina Valenti
direttore artistico Associazione Scenario

 

Scenario-Ustica: un “campo” per nuove esperienze
Siamo arrivati alla quarta edizione del Premio Senario-Ustica per il teatro di impegno civile e si può cominciare a fare un bilancio ponderato dell’esperienza.
E allora per prima cosa mi sento di sottolineare che da questa edizione inizia un rapporto stretto di collaborazione con l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. E, se di questo debbo essere grata alla sensibilità e all’attenzione ai problemi della cultura civile della Presidente Monica Donini, non posso nascondere che vi vedo anche il segno di un riconoscimento: siamo ritenuti un’esperienza positiva, che può essere considerata strumento efficace nel vasto campo dell’impegno per la creazione di una coscienza civile.
A questo ci ha portato il lavoro in profondità di Scenario, dei suoi soci, che ha creato lo spazio, il “campo”, nel quale nuove esperienze teatrali hanno potuto germogliare. E queste esperienze, che si sono sviluppate attorno ai temi dell’impegno sociale, sono state notevoli, piene di viva intelligenza, mai banali. I lavori premiati, i lavori segnalati hanno sempre costituito prodotti di grande spessore che hanno poi avuto “vite” teatrali lunghe e felici. Nello stesso tempo i protagonisti dei vari lavori, presi singolarmente, per la ricchezza delle loro personalità, hanno saputo avviarsi per cammini professionali proficui, segnando altre tappe importanti della vita teatrale.
Quindi spettacoli belli, ma anche singole presenze significative. E la mappa degli argomenti trattati ha delineato un esauriente spaccato delle sensibilità, soprattutto delle giovani generazioni, offrendo sempre validi argomenti di riflessione sulla contemporaneità.
Abbiamo fatto, quindi, un percorso positivo e affascinante; partendo dalla consapevolezza del tanto che il mondo dello spettacolo, e del teatro in particolare, aveva fatto per aiutare l’Associazione nel suo impegno per la verità, abbiamo costruito momenti di arricchimento culturale, liberato energie vitali, dato corpo ad aspirazioni, creato momenti di riflessione vera.
Da quest’anno poi, dal prossimo anniversario del 27 giugno, gli spettacoli finalisti saranno rappresentati nel Giardino attorno al Museo della Memoria di Bologna. Si apre un’altra esperienza, quella di dare continuità e vita a uno spazio dedicato alla memoria, un Giardino della Memoria attorno al relitto del DC9. E, ancora una volta, il teatro dovrà essere protagonista.
Tutto questo nasce dalla collaborazione con Scenario e allora grandissima è la mia riconoscenza a Scenario, alla Presidenza e alla Direzione artistica, ai soci tutti, per quello che è stato fatto e altrettanto grande è la speranza nell’impegno a continuare

Daria Bonfietti
presidente Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica

 

Un segno plurale
Parallelamente all’approssimarsi del primo festival del triennio, prende forma anche la dimensione più articolata del progetto Santarcangelo 2009-2011, che si orienta su diverse azioni, tra cui la collaborazione, aperta e di lunga durata, con il Premio Scenario.
L’adesione alle sue “finali” ci permette di rimarcare, con segno plurale, la prospettiva di sguardo e confronto necessaria allo svolgersi del nostro progetto. Il Premio Scenario è di casa a Santarcangelo dei Teatri ed è parte integrante della storia personale di molti di noi. È poi uno dei nodi che hanno contribuito alla felicità artistica della scena italiana degli ultimi decenni, dimostrando di saper interrogare e interrogarsi, migliorando nel tempo la propria traiettoria e ribadendo una modalità teatrale che, nel suo tratto operoso e corale, sentiamo vicina.
Altri capitoli, dal segno simile e diverso, manterranno accesa la nostra tensione al futuro, nell’arco di un progetto dove si confrontano alla direzione artistica Chiara Guidi, Enrico Casagrande e Ermanna Montanari, con uno sguardo che supera la ristrettezza temporale dello stesso triennio e si rivolge al destino del festival e alla scrittura di una nuova prospettiva per l’agire teatrale contemporaneo.

Silvia Bottiroli, Rodolfo Sacchettini e Cristina Ventrucci
coordinamento critico-organizzativo Santarcangelo 2009-2011

PROGETTO TRIENNALE SANTARCANGELO 2009-2011, 19/20/21 giugno 2009

Santarcangelo dei Teatri - Teatro Petrella di Longiano

* selezione Premio Scenario per Ustica

Spettacoli a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

Presidente
Renata Molinari dramaturg e docente di drammaturgia

Stefano Cipiciani direttore Fontemaggiore, presidente Associazione Scenario
Gianluigi Gherzi regista, autore e attore
Cristina Valenti docente Dams, Università di Bologna, direttore artistico Associazione Scenario
Cristina Ventrucci coordinamento critico-organizzativo Santarcangelo 2009-2011

Invitati

un rappresentante dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica
un rappresentante dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna

Vincitori

  • Vincitore Premio Scenario

    Pink, Me & The Roses
    Codice Ivan - Bolzano
  • Vincitore Premio Scenario per Ustica

    È BELLO VIVERE LIBERI!
    Marta Cuscunà - Ronchi dei Legionari, Gorizia
  • Segnalazioni speciali

    TEMPESTA
    ANAGOOR - Castelfranco Veneto, Treviso
  • A tua immagine
    Davide Gorla, Enrico Ballardini, Giulia D'Imperio - Varedo, Milano

Motivazioni della giuria

Santarcangelo, 21 giugno 2009

La Giuria del Premio Scenario 2009 ha valutato i 18 progetti finalisti della dodicesima edizione del Premio e, nel comunicare gli esiti del suo lavoro, desidera esprimere in sede preliminare una serie di valutazioni di carattere generale.

I progetti finalisti hanno presentato nel loro complesso proposte assai diversificate per opzioni drammaturgiche, formazione e qualità del lavoro attorale, linguaggi espressivi e loro contaminazioni, scritture e soluzioni sceniche, contenuti e orizzonti tematici.
In particolare, sono emersi con forza alcuni tratti che segnano l’originalità della presente edizione: la capacità di esprimere nuove tendenze (anche nei risultati parzialmente incompiuti) rispetto agli stereotipi dei generi teatrali più praticati (particolarmente significativo in questo senso l’ambito del teatro di narrazione e di impegno civile); la nuova apertura verso strumenti popolari (dai burattini al melodramma); la capacità di attingere alle risorse preteatrali dei patrimoni biografici e delle culture antropologiche; una nuova idea di radicamento, che contraddice sia l’indifferenza sia la retorica dei territori; l’interrogarsi sulle convenzioni teatrali, anche alla luce di approcci diversi sul piano delle esperienze formative e creative, che rivelano interessanti aperture ai paesi esteri e all’integrazione delle arti visive e delle nuove tecnologie nello sviluppo del processo creativo.

Ai diciotto progetti finalisti la Giuria desidera ricordare il valore della loro presenza in finale: un risultato che si deve ritenere tale in sé e che è stato riconosciuto dall’ampia partecipazione degli spettatori, fra i quali spiccava la compatta presenza dei membri dell’Associazione Scenario, a testimonianza dell’importanza della finale in termini di confronto e visibilità. In particolare, La Giuria ha apprezzato l’attenzione degli artisti non solo alla presentazione dei propri spettacoli, ma anche alle proposte degli altri concorrenti: buona premessa per un rapporto che, nel corso del tempo, si può consolidare e diventare di reale scambio artistico.

Confortata da questi risultati, la Giuria, assieme all’Associazione Scenario, ricorda l’importante collaborazione dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna che continuano a promuovere e sostenere la sezione del Premio dedicata all’impegno civile. Si sottolinea inoltre il valore dell’inserimento del Premio all’interno del progetto triennale di direzione artistica Santarcangelo 2009-2011, che ha ospitato la finale insieme al Teatro Petrella di Longiano, collaborandovi fattivamente.

In particolare si vuole ringraziare, insieme all’Associazione Scenario, l’ufficio stampa del Festival. Un sentito ringraziamento ai tecnici coordinati da Fabrizio Orlandi che, con il loro lavoro difficile e complesso, ancora una volta hanno reso possibile la realizzazione del miracolo che ha permesso la presentazione di 18 progetti nell’arco di tre giorni. Un forte ringraziamento inoltre all’organizzazione, Anna Fantinel e Alessandra Limatola, che hanno garantito le condizioni ottimali per la visione dei lavori.

Data la complessità del panorama emerso e la diversificazione delle proposte, oltre ai due progetti vincitori vincitori e alle due segnalazioni speciali che andranno a formare la Generazione Scenario 2009, la Giuria ha deciso di esprimere due menzioni, riferite rispettivamente al percorso Scenario e al percorso Scenario per Ustica.

La Giuria
Renata Molinari, presidente
dramaturg e docente di drammaturgia
Stefano Cipiciani
direttore Fontemaggiore, presidente Associazione Scenario
Gianluigi Gherzi
regista, autore e attore
Cristina Valenti
Docente Dams, Università di Bologna
Direttore artistico Associazione Scenario
Cristina Ventrucci
Coordinamento critico-organizzativo Santarcangelo 2009-2011

 

La Giuria proclama progetto vincitore del Premio Scenario 2009:

Pink, Me & The Roses di Codice Ivan (Bolzano)
Porsi una domanda sull’arte, mentre l’arte ci interroga sulla nostra irriducibile natura. Riflettere su cos’è che non procede mentre il decadimento non si ferma mai. Guardarsi sfiorire nel luogo della bellezza. E non sapere da dove cominciare.
I giovani di Codice Ivan sembrano accedere al teatro da ingressi decentrati e disorientanti che, assunti in piena consapevolezza, offrono un’angolazione speciale allo sguardo, una libertà che dischiude le valvole del processo creativo fino al suo grado di immediatezza. Così, la favola antica sull’impossibile collaborazione fra la rana e lo scorpione apre la scena alle domande sul perché tutti i nostri tentativi di dialogo sembrino destinati all’insuccesso; e sul perché sia proprio il linguaggio a segnarne il fallimento. Ma forse c’è un fattore umano che può ribaltare le prospettive più scontate e tetragone. Bisogna riportare questo fattore sulla scena, magari a partire dallo spettatore. Così il palco svuotato, anziché mostrarsi come luogo di spopolamento, può farsi luogo dell’accoglienza.

La Giuria proclama progetto vincitore del Premio Scenario per Ustica 2009:

È BELLO VIVERE LIBERI! Ispirato alla biografia di ONDINA PETEANI di Marta Cuscunà (Ronchi dei Legionari – Gorizia)
È bello vivere liberi restituisce il sapore di una resistenza vissuta al di fuori di ogni celebrazione o irrigidimento retorico. Resistenza personale, segnata dai tempi impetuosi di una giovinezza che è sfida, scelta e messa in gioco personale. Resistenza politica, dove la protagonista, Ondina, incontra la storia e la sua violenza. Resistenza poetica, all’orrore che avanza e annulla. Resistenza adolescente, che incontra il sangue, lo subisce, lo piange, ma continua ad affermare la necessità della felicità e dell’allegria anche nelle situazioni più estreme che Ondina vive.
Ondina, di cui Marta Cuscunà ha ricercato le tracce attraverso un lavoro accurato sulle fonti storiche, dentro la memoria del proprio territorio e attraverso le parole di chi l’ha conosciuta. Spettacolo felicemente atipico, coniuga un fresco ed efficace lavoro di narrazione, attento ai piccoli gesti del quotidiano, a stupori di ragazza, con il mestiere del burattinaio, che riprende i propri personaggi, ne soffia via la polvere e li riconsegna, felicemente reinventati, a una comunicazione efficace, archetipica, popolare.
In questa ricerca anche l’orrore del lager può essere raccontato, senza che lo spettacolo perda lo straordinario candore e la felicità nel racconto della storia che ancora siamo.

Le Segnalazioni Speciali del Premio Scenario 2009 vanno ai seguenti progetti (in ordine di presentazione alla Finale):

TEMPESTA di Anagoor (Castelfranco Veneto – Treviso)
Per la preziosa indicazione di una scena ove appare possibile coniugare radicamento e modernità, immagine del corpo e concreta presenza della carne dell’attore. Teatro radicato, dove il rapporto inquieto e appassionato con la natura è mediato dall’arte, come scrigno capace di custodire la memoria individuale e collettiva del proprio territorio. Il radicamento si compie qui grazie a una attenta cura compositiva che ruba alla pittura di Giorgione lo stupore del tempo fermato a interrogare la condizione dell’esistenza presente e l’alchimia della traformazione possibile. L’arte si affianca alla terra a restituirci le nostre radici.

A TUA IMMAGINE di Davide Gorla, Enrico Ballardini, Giulia D’Imperio (Varedo – Milano)
Un inedito e scatenato terzetto di personaggi e di attori invade la scena all’interno di una drammaturgia visionaria, in cui gli uomini interrogano la propria storia, il retaggio delle culture irrigidite, le mistificazioni operate sul nome e in nome di Dio, e dove invece, chi umano non è, mostra improvvise debolezze, cedimenti e calcoli di parte. Una messa in scena leggera e profonda, dove una ricerca d’attore, che evoca i linguaggi del cabaret e del pastiche comico, incontra un livello di pensiero complesso e inusuale raccogliendo e rilanciando suggestioni da Goethe, Saramago e Pessoa per approdare a un’ipotesi inedita. Un rischio assoluto giocato con

Menzioni ai seguenti progetti (in ordine di presentazione alla Finale):

COME BESTIE CHE CERCANO BESTIE di Imama (Roma)
Per il recupero della parola pasoliniana all’interno della Roma di oggi, che, in modo diverso, vive nuove forme di scontro tra poveri, di rabbia, di discriminazione etnica, culturale e sociale. Per la tenacia con cui si riafferma la necessità di una rigorosa solitudine poetica e per la scommessa umana su una “disperata vitalità”, ricercata nei territori del margine e dello scarto.

COSMOPOLIS. Psicopatologie della vita metropolitana di Baloon Performing Club (Torino)
Il corpo a corpo con i linguaggi della contemporaneità, la sfida di una comunicazione amplificata potente e multisensoriale della condizione metropolitana si incontra con il corpo della città di Torino, con le storie di tensione, patologia, paura e insicurezza e con le tracce del lavoro operaio, riattraversate con attenzione commossa e inevitabile dispersione all’interno delle colonne sonore del quotidiano.

Debutto

I due progetti vincitori e i due segnalati debuttano come spettacoli compiuti a VIE Scena Contemporanea Festival (Modena, 13-14-15-16 ottobre 2009) e costituiscono la Generazione Scenario 2009.

photo galleries di © Marco Caselli Nirmal
Codice Ivan
Marta Cuscunà
Anagoor
Odemà

Sopravvivenza e progetto

Debutta nel contesto di un importante festival internazionale, la GENERAZIONE SCENARIO 2009, e propone le prime rappresentazioni degli spettacoli vincitori del Premio Scenario (Pink, Me & The Roses) e del Premio Scenario per Ustica (È bello vivere liberi!) e dei due spettacoli segnalati (Anagoor e A tua immagine). Dagli studi scenici di venti minuti presentati in occasione della finale (Santarcangelo dei Teatri/Santarcangelo 2009/2011) agli spettacoli ora compiuti.

Il debutto è il punto di arrivo di un lungo e complesso percorso biennale, che gli artisti hanno compiuto con tutti noi dell’Associazione Scenario e con gli osservatori e i giurati esterni che ci hanno accompagnato, e che vogliamo qui ricordare e ringraziare: Sonia Antinori e Michelangelo Campanale nelle Tappe di Selezione; Renata Molinari (presidente di Giuria), Gianluigi Gherzi e Cristina Ventrucci nella Finale.

L’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna hanno promosso il Premio intitolato a Ustica e ci stanno accompagnando nel sostegno del vincitore.

Ma sono i 38 soci di Scenario che hanno raccolto i 279 progetti candidati su tutto il territorio nazionale e hanno incontrato uno a uno i giovani artisti, per poi seguirli nelle fasi di selezione successive, fino a questo debutto, organizzato e promosso dall’Associazione Scenario grazie alla collaborazione di Emilia Romagna Teatro Fondazione che ha voluto ospitarlo all’interno di VIE Scena Contemporanea Festival, dimostrando ancora una volta un’attenzione tutt’altro che ordinaria verso gli artisti di Scenario e il progetto che li ha accompagnati.

Con il debutto della Generazione Scenario 2009, il premio passa il testimone al teatro italiano augurandosi che ne raccolga la ricchezza.

Nel salutare il nuovo viaggio teatrale che attende gli spettacoli ormai compiuti, Scenario riflette sul proprio futuro, sempre più difficile da immaginare, irrimediabilmente anacronistico nel panorama attuale. Sostenuto pressoché totalmente dalle quote sociali e dal lavoro volontario dei Soci, il premio è portato avanti da strutture sempre più impegnate nella sopravvivenza quotidiana.
Come far convivere sopravvivenza e progetto? Questa la sfida di Scenario al suo ventiduesimo anno di vita.

Stefano Cipiciani e Cristina Valenti
Presidente e Direttore artistico
Associazione Scenario